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Recami Francesco - Il ragazzo che leggeva Maigret | Giulio, detto Maigret perché delle inchieste del commissario è un accanito collezionista, vive nella tenuta dei San Vittore. Il padre è il fattore della proprietà, la madre è una cuoca esperta di raffinatezze casalinghe. Quasi di fronte a ogni evento, Giulio-Maigret si domanda come si comporterebbe il commissario, ma il processo mimetico non è mai in lui totale al punto di annullare la distanza dal suo eroe di carta: il ragazzo è sempre vigile a non perdere il senso di realtà. Ma un giorno, vuoi per l'incertezza dell'alba invernale, vuoi perché la noia del paesino è divorante, vuoi perché l'episodio è particolarmente vivido e singolare, il piccolo Maigret non riesce più a sottrarsi alla sensazione di un vero mistero. Un uomo ha buttato qualcosa di ingombrante nel canale, proprio in prossimità della chiusa; e quell'uomo è salito trafelato e guardingo sullo stesso pullman che sta portando il piccolo Maigret a scuola, ed è sospettosamente coperto di un lacero impermeabile sul vestito elegante. Giulio-Maigret dimenticherebbe, ma da quel momento i fatti, le coincidenze lo incalzano: insomma, proprio come accade al vero Maigret, nella banale atmosfera quotidiana si respira qualcosa di nuovo che accende l'intuito. E che introduce in una "storia confusa di soldi, di cadaveri inesistenti, di paura e di maialini senza coda" piena di personaggi che risultano tanto sorprendentemente bizzarri quanto erano all'inizio sorprendentemente quotidiani.
| La recensione de L'Indice |
 Come era prevedibile, anche nell'ultimo romanzo di Recami Þ un'ossessione la molla che fa scattare il meccanismo narrativo e coinvolge il protagonista in tutta una serie di pi¨ o meno bizzarre disavventure. Se nel testo precedente la mania riguardava un compulsivo atteggiamento superstizioso da parte di un uomo di mezza etÓ, questa volta il chiodo fisso appartiene a un tredicenne, Giulio, detto Maigret per la sua passione per i gialli e le indagini poliziesche: in specie quelle del noto commissario ideato da Simenon, i cui libri il ragazzino letteralmente divora uno dopo l'altro. Cosý quando in una nebbiosa mattina invernale, durante il tragitto da casa a scuola, gli sembra di scorgere uno sconosciuto gettare un corpo senza vita in un canale, la tentazione di farsi pure lui investigatore Þ troppo forte. Maigret parte in quarta, perlustra il territorio alla ricerca di tracce delittuose, contatta gente del circondario alla ricerca di possibili testimoni (siamo in una sonnacchiosa zona rurale) e ben presto si convince di essere sulla pista giusta, poichÚ ôogni cosa sembrava un indizio, un fatto misterioso che andava messo in relazione con gli altri. Proprio come succede nei libri gialliö. Ma pi¨ il ragazzo si infervora nel suo impacciato ruolo di detective, pi¨ Recami ha buon gioco nell'indurre il lettore a credere che si tratti senz'altro di un abbaglio. E il plot narrativo si vivacizza assai quando, all'improvviso, appare invece plausibile che Maigret abbia scoperto sul serio qualcosa di criminoso. In questo pseudo-giallo, infatti, non manca nulla del racconto poliziesco classico che Recami si (e ci) diverte a smontare e rimontare, a mimare e a dissacrare, fra inseguimenti e rapimenti, colpi di scena su colpi di scena, dichiarazioni fallaci, pistole spianate (che per‗ non sparano mai) e il provvidenziale deus ex machina di un maresciallo dei carabinieri, sin troppo puntuale a sventare un crimine tutto ancora da compiersi. NÚ mancano atmosfere provinciali e ben tratteggiate silhouette psicologiche di personaggi alla Simenon (vedi l'ombroso guardiano della chiusa, l'ex boxeur ora oste, la moglie fedifraga di un grigio orologiaio), come pure i depistaggi di rito, nonchÚ l'accuratezza descrittiva degli scenari, i quali fanno da sfondo a una parodia del genere noir tutta abilmente giocata fra il grottesco, l'ironico e il faceto. Ma Recami si fa beffe del giallo tradizionale pure nel finale che, pur svelando l'enigma del progetto delittuoso, non si conclude certo all'insegna della resa dei conti tramite la consegna dei rei alla giustizia. Qui non si dÓ soluzione, ma semmai rimozione di quanto accaduto: troppi strascichi svantaggiosi per tutti; troppi innocenti coinvolti loro malgrado. Meglio insabbiare, dimenticare un'efferatezza mai consumata sino in fondo. L'unico a rimanere con l'amaro in bocca perci‗ sarÓ Maigret − fatalmente contagiato dal disincanto degli adulti − che comunque ônon si sarebbe mai pi¨ scordato di quella confusa storia di soldi, cadaveri inesistenti, paura e maialini senza codaö. ╚ in ogni caso meno cruda rispetto agli altri romanzi di Recami questa storia che non si conclude in modo inquietante. Solo avvertiamo un retrogusto di amarezza nelle pagine conclusive che segnano per il protagonista una svolta esistenziale: essendo costretto a crescere troppo in fretta e a misurarsi con una realtÓ che non Þ pi¨ quella alla fin fine un po' ingenua dei gialli di una volta, dove il discrimine fra buoni e cattivi era cosý netto e, nonostante i brividi della suspense, assai rassicurante. Francesco Roat |
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.3 / 5dunda (03-01-2011) Si fa leggere... Sospeso nel tempo e nello spazio! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefano (11-10-2010) l'atmosfera è quella del classico. Non sembra ambientato nell'italia contemporanea. Riesce a rimanere sospeso nel tempo e nello spazio.la vicenda è lineare semplice e con tutti gli ingredienti del giallo classico.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Leo Florentin (02-06-2010) Edizione (Sellerio) = 4 (dovrebbe essere cartonata) Copertina = 5 Trama = 3 Suspence = 4 Personaggi = 5 Ambientazioni = 5 Conclusione = 5. Dialoghi = 5. Voti precedenti: disaccordo, libro bellino, non indimenticabile. Cosa ti lascia = leggerezza. Frase svolta: E chi avrebbe creduto a un ragazzo di tredici anni? Principale difetto: manca di ritmo. In una parola = senza personalità. Ultimo libro letto: Le perfezioni provvisorie. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fiorella (15-03-2010) E' un gioiellino, un piccolo romanzo che strizza l'occhio al giallo ma lo smitizza con garbata ironia.L'atmosfera pero' è quella della letteratura un po' nostalgica del Maigret di Simenon, i personaggi e gli ambienti sono delineati con grande abilità.Da leggere e consigliare agli amici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elisabetta (14-02-2010) uno dei migliori libri che io abbia mai letto..
è molto scorrevole e ti incolla fino a che non l'hai finito Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio Ghione (24-01-2010) Ho appena finito di leggere Il Ragazzo che Leggeva Maigret. Sembra quasi che Recami l’abbia scritto pensando ai miei gusti. Il linguaggio, il ritmo placido eppure cadenzato, i colpi di scena “quasi imprevedibili” ne fanno un romanzo di grande godimento. Ero un po' stufo dei “soliti” scrittori italiani, Recami mi sta facendo ricredere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea romagnoli irelandre@libero.it (28-10-2009) essendo di firenze (come l'autore) ho letto alcuni suoi romanzi: "il correttore di bozze" non mi piacque molto, "il superstizioso" l'ho trovato molto ben scritto e godibile... ma questo è un CAPOLAVORO.. il mio è ovviamente un parere da semplice lettore "di base" (divoratore di libri direi), ma nel mio piccolo, come critico di periferia, non sono buonista, anzi sono spesso severo, infatti come scrittore che non ha mai pubblicato, tendo ad avere incosciamente un atteggiamento acido verso i nuovi scrittori (anche se Recami non lo si può definire nuovo avendo già una certa risonanza).. il romanzo è intrigante e la trama attrae, ma per me lo si può definire un capolavoro perché ogni pagina è godibile a se stante e questo capita per pochi libri (e.g. Dan Brown intriga, ed io lo leggo, ma non lo si può definire un grandissimo esempio di letteratura)..ogni scena del romanzo di Recami ha un suo sapore un suo odore...ed il protagonista è veramente una figura originalissima... potrebbe essere utilizzabile anche per altri "gialli" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppina La Ciura (24-07-2009) Un raffinatissimo omaggio al grande Simenon da parte di uno scrittore VERO, bravissimo. E sempre grazie alla casa editrice Sellerio che dà a noi lettori dei libri di gran classe. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
an.bal an.bal@tiscali.it (04-07-2009) ......una libro godibilissimo che non può mancare nella libreria di chi ama Simenon. Qui, le atmosfere dei racconti di Maigret permeano le vicende di Giulio - un maigret in miniatura - che lento e goffo si lascia incuriorise da ciò che gli capita intorno.
Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
abby (10-06-2009) Godibilissimo. Una vera sorpresa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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