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Scerbanenco Giorgio - Nessuno è colpevole | Durante una battuta di caccia al cervo al confine col Canada. William Funt uccide per errore l'amico Theodore. Senza volerlo gli ha sparato addosso e dopo aver vagato per due giorni si presenta alla polizia di Boston. Confessa l'involontario omicidio e anche un vecchio rancore con l'amico Ted; teme infatti che se la storia venisse fuori in un secondo momento, si possa pensare che l'ha ammazzato apposta. La confessione non convince Jelling: le parole piene di enfasi con le quali William racconta i fatti gli sembra di averle già sentite e, in effetti, sono tratte da un libro poliziesco - passione letteraria dell'investigatore di Boston - in cui si racconta proprio di un omicidio avvenuto durante una partita di caccia e di una finzione... L'ispettore Jelling, investigatore dalla logica ferrea, amante delle deduzioni, convinto che "se i dati sono sufficienti si può far luce su qualunque problema", in questo terzo romanzo della serie si rivela un fine psicologo.
Media Voto: 5 / 5alessandro francois-sanders@hotmail.it (30-05-2011) Terzo dei cinque romanzi che compongono la saga dell'investigatore Arthur Jelling. Scritto nel 1941,in pieno esercizio della censura richiesta dal Regime,e dieci anni dopo la pubblicazione del primo Giallo italiano: 'Il settebello' di Alessandro Varaldo. Nel 1937 il MinCulPop,constatando il successo della letteratura poliziesca,dispose che nelle storie,possibilmente ambientate all'estero,il colpevole non fosse un italiano e dovesse sempre essere smascherato e punito. Questo non solo per per evitare messaggi immorali e diseducativi,ma soprattutto per non ritrarre il Nostro Paese come violento e disorganizzato. Scerbanenco sceglie Boston. In 'Nessuno è colpevole' ci sono delle particolarità. Il Professor Berra 'psicopatologo di fama internazionale' è un italiano,che in questa storia come in tutte le altre che vedono come protagonista Jelling,darà lustro alla Patria con preziose analisi. Ma le stranezze si trovano nella scelta dei luoghi della scena del delitto:Entearst,Mathase e Konty.Sappiamo che sono a poche ore di treno da Boston,al confine col Canada,ma in verità non esistono,sono inventati. La dimostrazione di quanto Scerbanenco fosse imbrigliato nelle ambientazioni trova conferma nei successivi racconti di Duca Alberti,dove cessata l'influenza del Regime,può far muovere il suo protagonista in una Milano sordida,violenta ed illetterata. Scerbanenco è stato il miglio giallista italiano. Inimitabile. Conoscere la sua produzione completa è indispensabile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renato holden@hotmail.it (30-08-2009) Scerbanenco riesce ad incuriosirti nel trattare cose apparentemente facili,univoche in modo da rendere le molte sfaccettature da cui si può analizzare un fatto.
La confessione di un reato.La psicologia dell'investigatore e l'analisi dei comportamneti umani.
Un piacevole incontro con personaggi,ambienti ed un autore discreto e coinvolgente.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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