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Sjöwall Maj; Wahlöö Per - L' uomo sul tetto | Una delle caratteristiche del ciclo di Martin Beck, con cui gli scandinavi Maj Sjöwall e Per Wahlöö hanno iniziato il poliziesco procedurale, è che gli attori di questa commedia umana in chiave criminale invecchiano in tempo reale. Per esempio, in questo romanzo, la figlia del commissario, che abbiamo conosciuto bambina alcuni romanzi prima, adesso, è una giovane capace di dare influenti consigli al padre. E questo uno degli effetti con cui gli autori intendevano conferire più oggettività alla loro creazione, per uno scopo dichiarato: "Molte persone forse credono che i nostri libri siano dei cosiddetti gialli. Quello a cui in realtà stiamo lavorando è una seria indagine sociologica sulle relazioni dei poliziotti con i loro compagni di società. E lo facciamo insieme perché la materia è tanto vasta e perché non possiamo produrre uno studio corretto se non lo affrontiamo da diversi punti di vista. In questo caso quello dell'uomo e della donna". Eppure a leggere oggi questi "romanzi su un crimine" (così il sottotitolo ricorrente), un senso di pessimismo domina sulla sociologia, un profondo scetticismo sulle ragioni del cosiddetto "ordine pubblico".
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.14 / 5maurizio .mau. codogno puntomaupunto@tiscali.it (27-04-2011) Sono passati sette anni dal caso di Roseanna, il primo della serie; il commissario Martin Beck ha sette anni in più, è divorziato e la figlia maggiore è già una donna, tanto che all'inizio si vedono padre e figlia a chiacchierare in un locale. Ma a parte queste considerazioni e l'accorgersi che la coppia Sjöwall-Wahlöö è sempre specializzata in descrizioni minutissime di luoghi, tanto che uno potrebbe farci un Google Maps coi loro libri, in questo libro sotto la trama del poliziesco c'è un romanzo di denuncia, come giustamente spiegato nel risvolto di copertina: si parla della violenza gratuita di molti poliziotti, e dello spirito di corpo che nasconde per quanto possibile le malefatte dei colleghi. L'altra denuncia che si legge nelle pagine è sul "rinnovamento" delle città, con edifici se non addirittura quartieri sventrati per costruire nuovi svincoli stradali e gli affitti che balzano alle stelle. Beck continua a essere un antieroe, e le tensioni interne tra i suoi colleghi sono più forti; per il resto, la struttura del libro è simile a quella dei precedenti, col caso che si dipana più o meno per conto suo e le ultime decine di pagine dedicate al redde rationem. Insomma, consigliato per chi apprezza il genere; dubbi per gli altri. E a proposito di dubbi: chissà come mai è stato scelto un titolo che ha più o meno senso con il libro ma non c'entra nulla con l'originale...
Niente da eccepire sulla traduzione, il che è sempre una bella cosa :-) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
elda (19-11-2010) L'inizio è avvincente, poi il ritmo narrativo diventa lento e l'intreccio monotono con un finale prevedibile. Il commissario Beck appare un po' fiacco, stanco, dimesso, senza quell'intelligente acume che lo caratterizza in altri romanzi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci mricci_ra@libero.it (14-10-2010) L'evoluzione dei personaggi arriva qui ad una svolta con il coinvolgimento diretto del nostro trait-d'union Martin Beck nella fredda violenza scatenata dall'"uomo sul tetto". I toni della vicenda, come le azioni di alcuni personaggi, lasciano ormai il livello da mystery classico di una vicenda procedurale per entrare in quello, più crudo, dell'hard boiled. Forse è meno godibile di altri episodi della serie, ma da parte di due Autori così legati alle problematiche sociali era inevitabile incontrare questo processo di "modernizzazione nel degrado" della storia poliziesca, che non può non registrare e seguire il parallelo degrado della società stessa. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
TG (29-09-2010) Questo libro l'ho trovato molto diverso e soprattutto poco piacevole rispetto agli altri,con mille polemiche verso la Svezia dei tempi,più o meno costruttive.
Mi son poi ricreduto e l'ho trovato carino,anche se ormai ero entrato nel pensiero di Beck e di quelli che lo circondano.
Vedremo le pubblicazioni dei prossimi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (02-07-2010) Forse non il migliore per come la storia si dipana in un numero di pagine un po' minore rispetto ad altri titoli. Oppure in quanto si ha l'impressione che Martin Beck appaia un pochino in secondo piano rispetto agli altri personaggi mentre siamo abituati al contrario.
Certo, il racconto sembra un po' segnare una netta cesura con i precedenti - è passato qualche anno, la vita di Beck è decisamente cambiata e con essa anche un po' la Svezia che fa da sfondo. Dopo la lettura di 2/3 del libro, caratterizzati dal solito caso di omicidio su cui Beck e c. indagano, e che ne fanno un po' il solito lento poliziesco made in Sverige, il bagno di sangue che ne segue è una decisa novità che ti fa fare un bel balzo in poltrona. Vediamo i successivi titoli ancora in attesa di pubblicazione e.....Beck ce la farà????. GR
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Augusto (23-03-2010) Non concordo sull'inutilità di questo titolo. Non è sicuramente il migliore della serie, ma è un serio libro di denuncia quantomai attuale (caso Cucchi eccetera eccetera). Decisamente superiore al titolo precedentemente pubblicato, il leggerissimo L'uomo che andò in fumo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianfranco marchioni info@gianfranco-marchioni.it (21-03-2010) inutile, veramente inutile. solo se volete completare la raccolta. Non credovo che due autori così bravi potessere scrivere un libro così brutto, il più brutto della serie. Capisco perchè l'hanno pubblicato così tardi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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