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Camilleri Andrea - La caccia al tesoro

La caccia al tesoro TitoloLa caccia al tesoro
AutoreCamilleri Andrea
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
Prezzi in altre valute
Dati2010, 271 p., brossura
EditoreSellerio Editore Palermo  (collana La memoria)

Disponibilita immediata
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94 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 94 recensioni presenti.  Media Voto: 3.17 / 5

marcelloT (21-10-2011)
Sicuramente non è tra i piu' belli, forse Montalbano si stà un po' stancando, di sicuro non ci stancheremo di lui; il commissario e' fatto così, prendere o lasciare. Aver visto prima la fiction del libro mi ha rovinato un po' il finale ma si legge sempre volentieri.
Voto: 4 / 5
pasquale (02-06-2011)
Nonostante avessi visto lo sceneggiato TV, e' sempre un piacere enorme leggere Camilleri ed il suo Montalbano. Voto 5
Voto: 5 / 5
luigi olivazzi (11-05-2011)
Bello intrigante un ottimo giallo. Grande Camilleri !
Voto: 5 / 5
paolo (06-04-2011)
Per me leggere un nuovo capitolo del commissario era un appuntamento irrinunciabile. Dopo qualche mese andavo in crisi d'astinenza. Però dopo 12 appuntamenti comincio ad avvertire molta noia e monotonia. Non mi diverto più alle storpiature di Catarella, alle parole siciliane (sempre le stesse), al ripetere che Fazio ha il complesso dell'anagrafe etc. etc. Mi dispiace ma penso di fermarmi qui. A chi comincia consiglio altro, tipo il giro di boa, la pazienza del ragno o il campo del vasaio.
Voto: 2 / 5
Maunakea (05-02-2011)
Solo una lettura superficiale del libro può farlo definire come uno dei minori della serie, o come uno scrittore a corto di idee, e proprio qui sta il bello, il reinventarsi continuo, questo thriller all'americana poteva risultare totalmente capato per aria, invece, beh invece è riuscito ad integrarlo pienamente e completamente, certo non è tanto il "chi sia il colpevole" il bello di questo libro anche perchè quello si evince rapidamente ma la costruzione di un potenziale serial killer che calato nella nostra realtà poteva risultare ridicolo... invece funziona.
Voto: 5 / 5
stefania (09-11-2010)
a me è piaciuto, soprattutto la seconda parte, che ho letteralmente divorato. non trovo ci sia nulla di male a cambiare un pò registro, altrimenti leggeremmo sempre le stesse cose. bravo camilleri, che dopo tanti anni riesce ancora a stupirci!
Voto: 4 / 5
tina (04-11-2010)
Forse perchè ho amato troppo Camilleri, la delusione è ancora più cocente. L'autore non solo è a corto di idee, per cui il libro è farcito dei soliti luoghi comuni: le battute sciocche di Catarella, le litigate con Livia, Ingrid che si comporta come sempre, Augello che fa il solito puttaniere. Tutto questo per chi ha letto tutto Camilleri non può che annoiare, perchè è sempre la stessa zuppa. Secondo me anche Montalbano si è rotto di esistere in questo modo. Ma la cosa che non riesco a perdonargli è la parte finale del libro, con queste descrizioni terribili e nello stesso tempo compiaciute di cosa è stato fatto sul cadavere, degne del peggior libro dell'horror (genere che detesto!).Ho fatto fatica ad arrivare alla fine, sapendo che si stava consumando una rottura tra me lettore e Camilleri scrittore. Infatti questo modo di scrivere non ha niente a che vedere con lo stile ironico ed irriverente con cui riusciva a raccontare storie ed ad descrivere le realtà di un certo tipo di sud a me care. Perchè se non ha nuove ed originali idee non sta fermo? o la logica del profitto è più forte di qualsiasi cosa e lo costringe ad invadere gli scaffali delle librerie costi quel che costi?
Voto: 1 / 5
Cristian (02-11-2010)
Lo consiglio :)
Voto: 5 / 5
misselisabethbennet (30-09-2010)
come sempre... o ti piace come scrive o non ti piace. io l adoro !!!e le storie non sono mai banali... bello anche questo!!
Voto: 4 / 5
Andrea dubo67@libero.it (16-09-2010)
Leggere Camilleri è sempre un piacere (anche per l'uso delle sonorità del dialetto) ma in questo caso un pò per la povertà della trama, della sua scontatezza e banalità dell'intreccio del giallo e per la superficialità dei personaggilo è stato meno. Camilleri è un grande narratore ed ha scritto veramente di meglio.
Voto: 2 / 5
Bruno Savoldelli savoldellibruno@yahoo.it (07-09-2010)
E' il primo libro che leggo di Camilleri/Montalbano; peccato che è scritto tutto in dialetto siciliano (che a volte mi ha rotto i CABASISI) e, secondo me, perde quella fluidità di lettura per coloro che in tale dialetto non sono proprio ferrati (come il sottoscritto). Nel complesso mi è sembrato un buon libro; complimenti all'autore e, sicuramente, leggerò altri suoi libri.
Voto: 4 / 5
NADIA3 (06-09-2010)
Leggere Camilleri è sempre un piacere ma in questo caso un pò per la povertà della trama,un pò per la crudezza delle situazioni,un pò per la banalità dell'intreccio del giallo lo è stato meno.Il caso ha voluto che leggessi subito dopo il libro di Carofiglio,che tratta più o meno lo stesso argomento, ma in modo molto più delicato e leggero e purtroppo, per questa volta,devo dare il voto maggiore a lui.
Voto: 2 / 5
Lucia (04-09-2010)
Leggere una storia che ha per protagonista Montalbano è per me sempre un grande piacere! Sono libri da gustare capitolo per capitolo...battuta per battuta. Il commissario Montalbano è uno di famiglia, ne conosciamo vizi e virtù e anche lui, come noi, invecchia e Camilleri ha il merito di riproporcelo sempre in evoluzione fisica e psicologica. Grazie Maestro!
Voto: 5 / 5
Giovanni (03-09-2010)
non mi é piaciuto. ho tutti i libri di montalbano e questo é il primo dove purtroppo devo dire che facevo fatica a leggere...
Voto: 1 / 5
TG (02-09-2010)
Il nostro Camilleri anche stavolta mi ha abbastanza soddisfatto. Non come magari romanzi precedenti,ma la storia è strutturata piuttosto bene. Secondo me il colpevole è abbastanza prevedibile fin dalla sua comparizione.
Voto: 4 / 5
simonetta (02-09-2010)
Lettura piacevole e divertente, come sempre nei romanzi con protagonista Montalbano. ma per la prima volta la storia mi sembra un po' stiracchiata e poco credibile, anche se l'idea della caccia al tesoro come sfida intellettuale e di intelligenza è molto intrigante. Peccato per la violenza di alcune situazioni cui Camilleri non ci ha abituati. Mi è però piaciuto il ritorno di Ingrid, amica del cuore e confidente di Salvo, con la quale la complicità è tangibile. Un Salvo sempre più in crisi con la fidanzata... Che sia il momento di chiudere un rapporto che non ha più molto da dare ad entrambi ?? Aspetto gli sviluppi...
Voto: 3 / 5
Andrea (01-09-2010)
Sempre divertente leggere le storie di Montalbano e dei personaggi che lo circondano ma in questo caso ho trovato La caccia al tesoro un po' sotto la media; com'é possibile che Montalbano non abbia mai collegato la caccia al tesoro a cui lo sconosciuto lo costringe con i delitti? Inoltre il finale é troppo frettoloso e superficiale. Ho letto storie di Montalbano migliori.
Voto: 3 / 5
ciomegna (30-08-2010)
Non è certo il miglior Montalbano che abbia letto (e li ho letti tutti) e questo concorda con molte delle recensioni scritte prima della mia. Cosa non mi è piaciuto? Forse il lato troppo di "azione" delle prime pagine? O forse la "banalità degli indizi" lasciati da Camilleri nel corpo del libro?...No forse ciò che non mi è piaciuto più di ogni altra cosa è stata la scena da "Triller americano" del finale... Quindi nell'insieme sarebbe da bocciare, il problema è che ormai è impossibile non leggerlo!
Voto: 3 / 5
Cristiano (27-07-2010)
Dopo aver letto quasi tutto di Camilleri, per la prima volta un libro che mi lascia molto perplesso e un po' deluso. La storia è ben pensata (anche se non proprio originale) e ben strutturata, ma il romanzo è pieno di forzature, alcune delle quasi grottesche. Inoltre ci sono numerosi punti della storia in cui è tutto estremamente scontato e soltanto il buon commissario Montalbano non si accorge di quello che gli succede intorno. Fino alla fine ho pensato e sperato che non fosse come sembrava, che la conclusione non fosse scontata e invece era proprio così. Detto questo, resta comunque un libro ben scritto (Camilleri è ormai un maestro) e una piacevole lettura.
Voto: 2 / 5
enzo68/2 (26-07-2010)
In tutta coscienza alzi la mano chi aveva individuato anche gli altri due indizi, che Montalbano ci rivela solo verso la fine. Tutto, insomma, passa sotto al nostro naso di 'montalbanisti annoiati' che sorridono delle ripetitive caratterizzazioni di un Catarella cretino o di un Augello puttaniere al punto da non accorgerci che manca la terza, quella dell'anagrafista Fazio; e quando questa infine arriva, giunge puntuale anche la soluzione del giallo. Solo che non ci avevamo pensato neanche noi. A dispetto della scena alla 'Bruce Willis' dell'inizio, il Montalbano de 'La caccia al tesoro' è meno supereroe e più umano, e per questo più distratto, più incline alla noia o alla sottovalutazione e finanche allo scaricabarile. Alla fine dobbiamo prendere atto che forse siamo noi lettori ad essere stanchi, non certo Montalbano, men che meno Camilleri, il quale invece ci offre la possibilità di venire qui a sperimentare la nostra vena di critici implacabili, ai quali però sfugge la marchiana leggerezza finale di Montalbano, il quale, una volta acquisite tutte le prove, si mette a tambasiare sul luogo del misfatto invece di agire secondo copione. Quest'ultimo errore di Montalbano offre la possibilità del riscatto al personaggio sul quale fino a quel momento s'erano addensati sospetti, dubbi e antipatie. Resta l'amaro in bocca per una vita che forse Moltalbano poteva salvare (ma Camilleri lascia un'ombra su questo punto) se solo avesse resistito all'impulso dell'abboffata da Enzo per seguire il suo istinto senza condizionamenti e retropensieri che in tutta la sua saga non ha mai avuto. In fondo questo Montalbano infiacchito, più pauroso, meno diffidente e più distratto, a pensarci bene, convince di più di quello interpretato in tv da Zingaretti. E pazienza se forse ci è sfuggito qualcosa del sottotesto: Camilleri ci lascia la soddisfazione di aver individuato subito l'assassino. Prima e meglio di Montalbano. Nientemeno.
Voto: 5 / 5
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