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Con la grata nostalgia di chi sa di aver compiuto l'incontro irripetibile della vita, Frank - voce narrante di questo racconto - ricorda il "grande" Martini, l'amico trovato e perduto. Era andato a intervistarlo, giornalista alle prime armi, nel lussuoso albergo dove Thomas J. Martini, già acclamato scrittore di un primo capolavoro, era sceso per le solite tournée del successo. Era subito scoccata la scintilla dell'amicizia. I due s'erano capiti nel profondo: il giornalista aveva letto la condanna finale di quella grandezza, del destino di essere "tutto ciò che chiunque avrebbe voluto essere", così come l'artista aveva intuito la verità nella solitudine del suo interlocutore: "Tu vedi le cose, Frank". E nel corso del tempo, attraverso un altro paio di incontri casuali, s'era preparata una specie di silenziosa intesa. Poi Martini, improvvisamente, era uscito dal suo mondo luccicante, e Frank aveva continuato a cercarlo, per scoprire forse che non era una fuga, che non era un rifiuto, ma un più completo abbandono all'autenticità di una vocazione. "Non era lei che spariva. Ero io". Delle storie di Grossi colpisce sempre l'intensità, la massa narrativa, la forza attrattiva di condensare in poco temi e sviluppi molteplici e carichi di simbolismi. Esperienze avventurose tessute dai fili esili degli eventi quotidiani, che sollevano pensieri tanto tenaci, insistenti, quanto oggi troppo alti per dedicarvisi.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5giulia (02-04-2011) molto scarno, trama inconsistente, si legge aspettando un colpo di scena che non arriva mai. Soldi buttati. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ale alemusco@hotmail.com (15-09-2010) Bravo è bravo,niente da dire.Il libro è un gioiello di narrativa,nello stile di Pugni,forse meno de L'acchito.Lo aspetto su trame più corpose,resta un ottimo scrittore,uno dei migliori under40."Devi fare ciò che devi" è il cuore del libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea viddicu@hotmail.com (22-06-2010) Non so se mi è piaciuto. Grossi scrive in modo particolare e diretto e "Pugni" era davvero bellissimo. Questo ricalca un pò quell'atmosfera sospesa tra la tristezza e la gioia, tra l'amore e la malinconia. Comunque è un libro da leggere, brevissimo e diretto. In fondo sì, credo che mi sia piaciuto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
bruno noekler (15-06-2010) Finalmente è tornato Grossi. Ed è tornato con un libro bello quanto il primo racconto di "Pugni". Grossi sa scrivere, sa raccontare, sa creare atmosfere degne del miglior Fitzegerald.
Preciso e affilato proprio come i libri che scrive il protagonista del racconto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Libero censore (14-06-2010) Non amo i racconti, mi sembra sempre che l'autore abbia perso una buona occasione per scrivere un bel romanzo. Ma Grossi è uno scrittore di razza e gli si perdona tutto. Basta l'inizio del secondo capitolo per dimenticare il prezzo e il numero di pagine. Un espediente letterario che lascia basiti a pensare... "ma come gli sarà venuto in mente?"... Bello Voto: 4 / 5 |  |  |  |
PS (08-06-2010) Bieca operazione commerciale che rischia di bruciare un giovane autore che aveva dato buona prova di sè con "Pugni" e "L'acchito". Al di là della qualità non eccelsa del racconto, trovo indecente pubblicare un libretto di 64 pagine a 9 euro. I libri non si valutano tanto al chilo, ma a tutto c'è un limite. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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