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Fallada Hans - Ognuno muore solo | "Il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo" (Primo Levi). "Ognuno muore solo" (uscito nel 1947) è una rielaborazione letteraria dell'inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz'età. Una spietata caccia all'uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. E probabilmente le ragioni dell'oblio e della riscoperta stanno appunto nel fatto che è un romanzo sulla resistenza. Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione. Contrastante, quindi, con il luogo comune di un Hitler che non conobbe oppositori tra la gente ordinaria, unita nella colpa collettiva. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Fiihrer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore. L'autore li illumina, scorgendo in loro una specie di coscienza della nazione, rappresentata dai tanti volti intorno, espressioni di un popolo spaccato in due, chi opprime e chi è sepolto nella sua paura.
16 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Tina (24-04-2012) concordo con tutti gli altri, un libro da leggere e da far leggere uno dei libri più belli che abbia mai letto! Nemmeno la Nemirovsky che è una delle mie scrittrici preferite e che sul tema del nazismo ha scritto, a mio avviso lo eguaglia!
Dovrebbe essere considerato uno dei grandi scrittori del novecento ed invece è praticamente sconosciuto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Sabella (03-04-2012) D'accordo con chi in basso ha scritto "lo sto regalando a tutti".
Un monumento. Alla vita, alla resistenza, alla letteratura.
I forti stanno proprio dove non li vedi, per questo dei Paesi cadono senza che se ne accorga nessuno.
I forti non sono i virili ma i deboli.
La bomba arriva da dove meno te l'aspetti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco Mariani (29-03-2012) Lo sto regalando e consigliando a tutti gli amici. Un libro da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Luisa Valeri valeriruffino@tin.it (06-01-2012) Contro il grigiore mentale e morale inmposto dalla dittatura nazista, la pacifica e civile rivolta di due genitori: UN CAPOLAVORO SULLA LIBERTA' E LA DIGNITA' UMANA. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (12-11-2011) Un capolavoro della letteratura. Chiedo ad Ibs di poter dare un 5 CUM LAUDE! Da leggere e pensare. Libro quasi sconosciuto, ringranzio l'amico che mi ha consigliato questo libro. Leggetelo per favore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
romina (16-09-2011) Libro coinvolgente dall'inizio alla fine e anche se sai già quale sarà la fine dei due protagonisti, non smetteresti mai di leggere. Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca (30-08-2011) Otto e Anna sono due hitleriani della prima ora.
Due esseri umani insignificanti, grigi e schiacciati
dall'inerzia di un regime violento e liberticida.
Marito e moglie che però un giorno decidono di diventare
attori resistenti. Non sono eroi, hanno le loro vigliaccherie,
paure, dubbi, ma finalmente si accorgono che tutta quella crudeltà deve trovare una resistenza. Così iniziano a scrivere cartoline con messaggi anti-hitleriani, frasi che invitano non alla rivoluzione, ma alla disobbedienza civile. Le lasciano sulle scale dei condomini, come messaggi anonimi che possano sedimentarsi nella mente dei loro concittadini.
Così scatta una caccia all'uomo da parte delle autorità che non possono tollerare questo sottile seppur utopico ed innocuo affronto. Ho sempre considerato la pervicace crudeltà degli aguzzini nazisti
come una grande paura, incomprensione ed invidia per la capacità degli uomini, seppur braccati, vessati, torturati, di mantenere nell'intimo della propria mente la libertà di pensiero.
Che nessun regime può sopprimere.
Nemmeno minacciando la morte.
Il Reich millenario è morto per la sua intrinseca stupidità.
E Otto e Anna hanno vinto. Memorabile durante il processo la risata dell'uomo che, pur consapevole di essere condannato alla ghigliottina, riconosce l'idiozia, la farsa e l'abiezione di giudice, avvocati, funzionari, degni galoppini di uno stato criminale. Come Hannah Arendt: la banalità del male.
Hanno vinto perché...:
"...sono come il buon seme in un campo di erbacce. Se non ci fosse il buon seme, tutto il campo sarebbe invaso dalle erbacce".
Come dice John Berger:
"Il futuro, che loro temono, arriverà. E, in esso, quel che di noi resterà è la fiducia che abbiamo serbato nell'oscurità" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni (29-04-2011) Un libro permeato di paura e di straordinario coraggio. Nessun può dissentire l'azione di Hitler, nessuno è al di sopra dal sospetto. Malgrado tutto ... nessuno può impedire a pochi intrepidi di opporsi al nazismo (operai come i Quangel o studenti come nella "Rosa bianca").
Un libro straordinario se si pensa che fu scritto da Ditzen in meno di un mese.
Da leggere e, possibilmente, rileggere ... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessia (19-04-2011) E' una storia che corre fin dall'inizio sul filo del rasoio, si tratta di personaggi che vengono descritti in maniera tangibile come se fossero i nostri stessi vicini di casa. Ci sarebbe da obiettare qualche pecca ma risulta quasi invisibile tanto si finisce con l'essere presi dalla vita dei personaggi. Pur essendo un libro che si riferisce a fatti accaduti 70 anni fa, è attuale: racconta della vita e degli espedienti per sopravvivere nel mondo assurdo e crudele del nazismo.
Al di là dell'impressione che da il titolo è un libro che alla fin fine lascia il cuore sereno perchè da un buon seme cresceranno delle buone piante e nulla può fermare i buoni propositi per un futuro migliore: l'importante è non arrendersi mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pb.53 (03-04-2011) Finito di leggere mezz'ora fa. Straordinario, il più bel libro che abbia letto in vita mia. Sono tante le sensazioni che si provano leggendo quelle 700 pagine chè è impossibile racchiuderle in poche righe. Si passa in poche pagine dall'orrore, la rabbia, l'ansia, la paura alla commozione e perfino all'ilarità. Fallada tocca momenti di altissima pura commovente poesia, nella descrizione dell'intimità, della complicità, dell'amore di Otto e Anna, ma anche del loro coraggio verso ciò che li aspetta (tutti vogliono vivere, tutti, anche il verme più miserabile grida che vuole vivere, anch'io voglio ancora vivere, ma forse mentre si vive in pace è bene pensare a una morte dura preparcisi, per essere sicuri di morire decentemente, senza piagnistei e strilli, lo troverei schifoso).E poi l'urlo rabbioso e potente che si leva alla morte di Trudell, in due righe tutta la rabbia di un popolo contro l'oppressione (mille, duemila, tremila voci accusavano, la bestia gridava la sua accusa da mille, duemila, tremila fauci!!!). A 57 anni ho trovato un nuovo mito: Otto Quangel!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fiorella (09-03-2011) Meraviglioso e scioccante. Ti trascina nel vortice della storia, ti fa tremare e indignare insieme ai protagonisti. Nella mia ignoranza avevo sempre creduto che il nazismo in Germania avesse avuto un seguito quasi totale da parte della popolazione e invece scopro in questo romanzo, basato su un fatto realmente accaduto,che la gente si assoggettava al regime solo per la paura. In ogni vicino di casa si poteva nascondere un delatore e bastava una parola di troppo, anche solo se equivocata, per finire nelle mani della Gestapo o in un campo di concentramento.Un libro che non si dimentica facilmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio (28-01-2011) Un capolavoro. Immediato, angosciante, lo specchio fedele dell'oppressione nazista sul popolo tedesco ma soprattutto la constatazione che anche nella Germania hitleriana non tutte le coscienze erano assuefatte alla tirannia nazista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
chiara79 (20-01-2011) Si...un capolavoro!il libro che non puo'e che non deve mancare!le descrizioni realistiche e agghiaccianti raccontano il vero senso dell'ingiustizia e del sopruso, dell'offesa e della privazione!leggendolo ho sentito paura, freddo, fame, rabbia...incontenibile rabbia!leggerlo per capire, leggerlo per non dimenticare.
chia79 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (06-01-2011) Del 1946, praticamente un instant book. Scrittura scarna, straniata (credo molto ben tradotta) per una vicenda a tratti kafkiana. Un intreccio che è thriller, ovvia esaltazione degli eroi, storia, o meglio cronaca vera dell'oppressione del nazismo nei confronti del suo popolo (in questa edizione è presente un bello scritto finale di Fallada, anteriore alla stesura del romanzo ma da leggere dopo, che rivela nel dettaglio i confini tra realtà e invenzione letteraria).
Appassionante, bellissimo, o se preferite fondamentale. Un libro che non si dimentica. Da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (13-12-2010) Due sole parole: un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gmb (22-11-2010) Bellissimo libro, si legge come un thriller ma è pura realtà... fa riflettere e appassiona... imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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