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Di Stefano Paolo - La catastròfa. Marcinelle, 8 agosto 1956 | "Ma alla fine abbiamo mandato giù papà al cimitero, mentre noi abbiamo rimasto qui in Belgio e non ce l'ho mai domandato alla mamma, che ora ha novantasei anni, perché ha voluto prendere questa decisione di non muoversi più dal Belgio". Il messaggio più scomodo che viene, in queste pagine, dalle parole dei superstiti è che essi furono e si sentirono orfani non solo della miniera ma, una seconda volta, orfani della patria. Marcinelle, Belgio, 8 agosto 1956, la Catastròfa (nell'espressione metà dialetto metà francese) è l'incendio scoppiato a 975 metri sottoterra in una miniera del distretto carbonifero di Charleroi. 262 morti, 136 immigrati italiani, caduti per un banale accidente ma uccisi soprattutto dall'imprevidenza premeditata, dalla mancanza di misure protettive e dalla disorganizzazione. Al di fuori delle celebrazioni rituali, la tragedia di Marcinelle è caduta in un colpevole oblio: questo libro la racconta, riportando alla memoria l'epica spesso dolorosa della nostra emigrazione. Una sorta di romanzo-verità, a mezzo secolo di distanza, che non usa altre parole se non quelle ricche di fervore delle vittime e quelle avare dei documenti ufficiali di raggelante insensibilità.
Media Voto: 5 / 5roberto cocchis roberto.cocchis@gmail.com (28-07-2011) Un reportage di voci per testimoniare una tragedia che rischia di finire dimenticata. Non facilissimo da leggere, non tanto per il tipo di "montaggio" delle testimonianze, quanto per la forte emozione che spesso destano queste. Sono storie che dovrebbero conoscere soprattutto i giovani, ma dubito che tra loro abbiano sufficiente diffusione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paola borgonovo (24-06-2011) bellissimo. e magistrale. a rigor di logica Di Stefano qui fa da "curatore del montaggio": come nei film monta le storie, le voci, i fatti, i documenti e le proprie parsimoniose parole per restituirci la potenza di questa tragedia, il contesto e l'Italia che cedeva i suoi figli per riaverne carbone. Ma non so immaginare nulla di più magnificamente "autoriale" di un libro del genere. o meglio, per me sta a fianco del lavoro di Alessandro Portelli "l'ordine è già stato eseguito" e dello straziante "preghiera per chernobyl" di Svetlana Aleksievic. più che 5 darei 10 a tutti e tre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (28-03-2011) E' un libro magnifico, un coro di voci che raccontano a loro modo una tragedia dimenticata della storia italiana. Con tante colpe e troppe vittime innocenti. Un racconto dal ritmo pressante che si legge d'un fiato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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