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Canfora Luciano - La meravigliosa storia del falso Artemidoro | Il falso risponde anche ad un bisogno intellettuale e pratico: mira a colmare un vuoto, a completare quanto la tradizione avara o l'ingiuria del tempo ci hanno sottratto. Il falso è perciò anche il sogno, e talvolta l'obiettivo, di più di un filologo di genio. Il falso lo si crea per innumerevoli ragioni: il guadagno è solo una di esse, e forse la meno importante. In realtà, il falso è innanzi tutto opera d'arte: Jakob Burckhardt lo spiegò in una memorabile lezione, or sono moltissimi anni. E additò in Costantino Simonidis (1820-1890) un esempio memorabile di falsario grande e non necessariamente venale. Simonidis, l'autore ormai acclarato del cosiddetto 'papiro di Artemidoro', fu, per i suoi contemporanei, un "enigma", un pericolo, un mito. "Enigma" lo definì Alexander von Humboldt, il maestro della geografia ottocentesca. Ma un pericolo egli fu per tutti: dall'Accademia delle Scienze di Berlino, da lui beffata, alla British Library, cui vendette pezzi buoni e pezzi falsi che ancora oggi ci inquietano. Questo libro, che tra l'altro svela l'incompleta analisi degli inchiostri, mostra, conclusivamente, perché il cosiddetto Artemidoro, inverosimile papiro geografico misteriosamente affiorato in Europa trent'anni or sono e pregevole prodotto di una mente moderna, non può che essere opera sua.
Massimo Gatta massimo.gatta2@tin.it (19-05-2011) Se mai un giorno il prof. Canfora decidesse di cambiare mestiere, io mi auguro che scelga quello di super esperto scientifico nella polizia di stato. Non credo si possa discutere d'altro leggendo questo, ennesimo, perfetto, ironico, documentato e rigorosamente (e impietosamente) dettagliato rendiconto sul falso artemidoreo, di cui da anni giornalisti, riviste specializzate, quotidiani, editori, archeologi, filologi, grecisti, storici, si dividono le spoglie. Da una parte il prof. Settis, dall'altra il prof. Canfora. Peccato che la bilancia penda ormai definitivamente e paurosamente dalla parte del falso storico. Del resto le prove inoppugnabili che inesorabilmente vengono elencate in questo delizioso libretto selleriano lasciano ben poca speranza che si possa opporre eguale acribia storico-critico-documentaria alla tesi che lo pseudo Artemidoro sia opera del falsario ottocentesco Costantino Simonidis (al quale va, peraltro, tutta la nostra simpatia per aver dato luogo, col suo manufatto, a una serie quasi infinita di polemiche, articoli, convegni, pubblicazioni, cataloghi, mostre). In quest'ultimo volume, forse a differenza dei precedenti, l'ironia elegante e dotta del prof. Canfora raggiunge livelli letterari di sommo godimento, raccomandandosi, la lettura, anche a perfetti ignoranti, come il sottoscritto, del fenomeno filo-archeolologico di cui si discetta da anni. Una ampia sezione iconografica finale suggella, inoltre, questo prezioso, e come di consueto, elegante libro della Collana della Memoria selleriana, non a caso voluta e creata da Sciascia, che la inaugurò ottocentocinquantacinque numeri fa. Buona lettura a tutti i giallisti italiani. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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