|
|  |
Camilleri Andrea - Il gioco degli specchi | "Il commissario Montalbano si tiene costantemente d'occhio. È frastornato dai trasognamenti. Qualcuno gioca ingegnosamente con lui. Misura i passi del commissario. Li indirizza. Li spinge là dove è inutile che vadano: lungo piste che, se sono giuste, si rendono irriconoscibili, si cancellano, o si labirintizzano. Montalbano ha una sua cultura cinematografica. E gli viene in mente il vecchio film 'La signora di Shanghai' di Orson Welles: il torbido noir, con tutti i suoi scombussolamenti, e tutti i suoi illusionismi barocchi. Montalbano entra nel film. E vede se stesso disorientato, dentro la scena finale, nella sala degli specchi di un padiglione del Luna Park. Il prodigio degli specchi altera lo spazio visibile. Si spara. Ma non si capisce se i bersagli sono reali o esito di un gioco di specchi. Un villino, un giro di macchine, una storia d'amore un po' scespiriana, due esplosioni apparentemente insensate, un proiettile senza tracciabile direzione, una coppia di cadaveri, bruciato uno, bestialmente violentato l'altro, entrano nella trama del romanzo. La narrazione si concede focali corte, inquadrature insolite, avanzamenti lentissimi alternati a piani-sequenza vertiginosi. Scorre come un film. Turba e sconvolge, ma non si nega qualche respiro ludico, utile anch'esso alla soluzione del giallo. Persino Catarella ha il suo momento di gloria, alla fine." Salvatore Silvano Nigro Proviamo a immaginare di non aver mai letto un romanzo di Camilleri e in particolare un giallo con protagonista il commissario Montalbano. È difficile, lo so, ma proviamo a farlo.
Che idea ci facciamo di questo personaggio leggendo le prime pagine de Il gioco degli specchi? È un uomo tormentato da incubi notturni, che ama mangiare bene e abbondantemente (soprattutto pesce) al ristorante di sua fiducia, che adora gli arancini cucinati dalla sua cameriera Adelina, che conosce la sua cittadina e l'animo dei suoi abitanti, ma che spesso non ricorda i nomi delle vie e delle persone, gentile con le signore in difficoltà ma senza secondi fini e in modo "neutro", in grado anche di fronte alla donna più attraente di mantenere la capacità di ragionare e scovare la menzogna, intuitivo e ribelle, intollerante con i collaboratori ma anche pronto a slanci di generosità nei loro confronti, che parla in siciliano per la maggior parte del tempo ma non gradisce gli eccessi di campanilismo, che ha un rapporto a distanza con una fidanzata, Livia, con la quale regolarmente litiga al telefono, e che si compiace della solitudine della sua casa affacciata sul mare.
È lui, noi che lo conosciamo bene lo riconosciamo subito.
E chi non lo conoscesse? Ecco la capacità di Camilleri: in poche pagine, con brevi accenni ad abitudini, sogni e pensieri, traccia l'intera personalità di Montalbano, crea lo scenario, imbastisce la storia e presenta i collaboratori del commissario, con i loro pregi, difetti e debolezze, immergendo anche il lettore "nuovo" in quelle acque di Sicilia, tormentate e spumeggianti, che bagnano le sue storie.
Il diffidente e un po' permaloso Montalbano, l'uomo insofferente verso le perdite di tempo e che cerca di guardare le cose sempre da un insolito punto di vista, è questa volta alle prese con una bomba che non si sa bene a chi fosse destinata e una macchina danneggiata apparentemente senza un motivo.
Due fatti contemporanei ma distinti. Due situazioni totalmente diverse: la bomba sembra collocata davanti a un magazzino vuoto a scopo intimidatorio, ma è anche di fianco al portone dell'abitazione di due pregiudicati e un pezzo grosso della famiglia mafiosa dei Sinagra; l'auto è parcheggiata davanti alla casa della proprietaria, Liliana, una bella vicina di casa dello stesso Montalbano, che pare una donna maritata e indifesa ma è anche una gran bugiarda, una che "non conta manco la mezza missa".
A questi fatti se ne aggiunge un altro: qualcuno ha sparato alla sua macchina, c'è un foro e una pallottola, ma non di quelle esplose nel corso di un conflitto a fuoco in cui casualmente si trova coinvolto...
È un Montalbano meno in affanno rispetto al passato, più tranquillo, quasi pacificato con il mondo, capace di mediare anche con se stesso (assistiamo a dialoghi interessanti tra il Montalbano uno e il due) e in grado (questa non è una novità) di scansare con astuzia le trappole che buttano davanti ai suoi piedi, anzi, di rompere gli specchi con cui cercano di deviare la sua attenzione creando immagini inesistenti.
Un Montalbano che deve rispondere a queste domande:
"Quando, indove e pirchì avivano sparato alla sò macchina?
Pirchì mittivano bumme davanti a magazzini vacanti?
Pirchì Liliana era annata a contargli 'na gran quantità di farfantarie?"
Un accenno finale alla copertina: non è la prima volta che viene scelta un'opera di Antonio Donghi per regalare un piccolo valore aggiunto al libro. C'era già stato Il giocoliere a offrire il suo sguardo ai lettori de La caccia al tesoro, ora è la volta della Canzonettista, opera del 1925.
A cura di Wuz.it
Recensioni 1 - 20 di 37 recensioni presenti. Media Voto: 4.05 / 5V. Terzi (17-04-2012) Il "solito" giallo di Montalbano, quindi gradevole e godibile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro (14-10-2011) Ennesimo Montalbano... carina la storia, anche originale, ma comincia a mostrare la corda. Troppo pesante il sapore di sceneggiatura televisiva. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Pierfilippo (08-10-2011) La storia è ancora meglio dei due precedenti racconti di Montalbano! Trama coinvolgente, ottimi personaggi, Camilleri ha fatto centro un'altra volta!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
NADIA3 (07-10-2011) Dispiace vedere questo lento degradare dei romanzi di Camilleri visto che gli ultimi sono stati veramente deludenti e questo ancora di più.La trama è zero, Montalbano è un'ombra come personaggio rispetto ai primi libri della serie quasi stereotipato,perfino Catarella ha stufato, insomma se l'autore è arrivato a non avere più voglia di scrivere qualcosa di veramente all'altezza ci dia un taglio e arrivederci e sono.Voto al limite basso solo per la fiducia! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
TG (18-09-2011) Molto più divertente del precedente.
Bravo Camilleri.
é fluido,si legge proprio bene. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tommaso (15-09-2011) Nella tradizione camilleriana: divertente, colto, con uno stile affascinante e un linguaggio autentico. Ha scritto anche di meglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (10-09-2011) Di Montalbano ho letto tutto,e mi ha sempre affascinato,preso, come personaggio e come giallo; il mio preferito,il più bello - per me -
resta il primo: " La Forma dell'acqua ", ma anche
tutti gli altri sono belli.La Danza del gabbiano devo rileggerlo perchè non ricordo nulla della
vicenda, ma questo nuovo " caso " in questione non mi ha preso molto.Di buono c'è che il colpevole lo si scopre molto tardi,verso la fine del romanzo; ma la vicenda la trovo se non banale
un po semplice,monotematica per cui non lo posso
paragonare ai primi celebri romanzi.Lunga vita allo autore,ma spero nel prossimo con una trama più articolata e sempre dalla suspance ben dosata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Franca (02-09-2011) Che estate sarebbe senza un'indagine del nostro Salvo? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maunakea (31-08-2011) Stavolta l'equilibrio è perfettamente riuscito, trama che funziona e coninvolge, psicologia dei personaggi che fila con il procedere della vita di Montalbano, consigliabile anche a chi compra un libro sì ed uno no, senza seguire tutte le uscite. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
LauraF (30-08-2011) Che meraviglia anche questo libro con Montalbano!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pierluigi (29-08-2011) Premettendo che è il primo libro di Camilleri che leggo,mi è piaciuto moltissimo,divertente in alcuni punti e di suspence in quasi tutto il romanzo. Consigliatissimo agli amanti del giallo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (28-08-2011) Reputo "Il gioco degli specchi" uno dei migliori gialli di Camilleri con protagonista il Commissario Montalbano: per la linearità della vicenda, per la coerenza della soluzione, per la tensione del racconto che non ha un attimo di tregua, per l'abbandono, da parte dell'Autore, di certi eccessi erotici e grandguignoleschi di cui peccavano alcune delle sue opere più recenti. Benissimo, dunque per Camilleri e per i suoi personaggi, Montalbano in primis. E speriamo di vederli presto impegnati in nuove investigazioni e pazienza per i morti ammazzati! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvy69 (24-08-2011) Non li ho letti tutti ma ogni volta mi trovo piacevolmente coinvolta.
Ho letto in questa settimana sia Il gioco degli specchi ,che l'ultimo di Vargas, La cavalcata dei morti e devo dire che ho trovato, nelle atmosfere dei rispettivi commissariati , delle significative analogie.La caratterizzazione dei personaggi con le loro umane debolezze e i loro punti di forza , lo humour di fondo con cui entrambi gli scrittori riescono ad alleggerire l'atmosfera che mai diventa claustrofobica anche trattando di omicidi , la benevolenza con cui i rispettivi protagonisti si interfacciano con i loro sottoposti, lo stretto rapporto con la propria territorialità che li rende quindi distinguibilissimi e unici. BRAVI BRAVI. Esempio di bella scrittura per loro,motivo di bella lettura per noi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pasquale (01-08-2011) Che dire, il solito grande Camilleri.
Avvincente !!!!! 5 pieno Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elena (28-07-2011) Camilleri ha spesso affermato che avrebbe smesso di scrivere di Montalbano; forse questi ultimi libri sono più dettati da un obbligo contrattuale che da una vera e propria ispirazione.
Tra i primi della serie del Commissario e quest'ultimi vi è un abisso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Davide (14-07-2011) Mi duole dirlo, ma Camilleri è invecchiato insieme al suo caro commissario. A partire dalla "Danza del gabbiano", passando per "La caccia al tesoro", e finendo col "Gioco degli specchi", lo scrittore siculo ha avuto un declino graduale nella originalità delle storie, nonché, in modo particolare nel romanzo in oggetto, nella dinamica delle stesse, rese ancor più spinose dall' uso, tra l'alto improvviso, di un dialetto più "stretto", cosa che rende la lettura tutt'altro che scorrevole. Il voto sarebbe stato più basso se non si fosse trattato di Camilleri, scrittore che stimo molto, soprattutto per i suoi lavori non recentissimi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio S. (13-07-2011) Montalbano c'è! Con i suoi deficit che la vecchiaia gli procura, con il suo disincanto (neanche per un attimo ha ritenuto genuine le attenzioni di Liliana), con Fazio che diventa sempre più una sua proiezione giovanile. In gran ripresa rispetto agli ultimi lavori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Graziano (12-07-2011) Premetto che non sono un lettore accanito di Camilleri, per cui non ho avuto ancora il piacere di leggere i primissimi Montalbano. Effettivamete però, posso confermare chi diceva che negli ultimi romanzi come la Caccia al Tesoro e il Sorriso di Angelica il commissario era troppo ossessionato da turbe psicologiche causate dall'avanzare dell'età. Questo libro è diverso, Montalbano è più schietto, sveglio, sicuro di sé. Riprende quella capacità decisionale e quell'acume mentale che aveva perso soprattutto ne La Caccia al Tesoro. Camilleri è davvero geniale nell'intrecciare tutti i singoli eventi e la trama si spiega con una naturalezza e un realismo tale che dopo aver letto tutto il libro si ha la sensazione di aver vissuto davvero quell'indagine. Davvero un bel libro, consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio j. (08-07-2011) In lento miglioramento rispetto ai due precedenti romanzi con Montalbano. Nella serie dedicata al commissario, Camilleri prosegue con molto mestiere e poca passione. Lo scrittore ormai riversa il suo talento soprattutto nei libri senza Montalbano (ad esempio IL NIPOTE DEL NEGUS, che è un capolavoro di divertimento). Tuttavia IL GIOCO DEGLI SPECCHI si rivela una lettura piacevole anche per noi vecchi fan che abbiamo letto tutto. Voto: dal 3 al 4. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Felly66 (04-07-2011) Ho notato anche io un uso diverso del linguaggio, un dialetto più stretto del solito e forse un po' meno di quell'umorismo sottile che di punto in bianco sapeva strappare una sana risata. Ma per me Camilleri/Montalbano & co. rimangono una "droga" letteraria alla quale non so proprio rinunciare, quindi mi auguro che l'autore scriva altri mille romanzi con il commissario di Vigatà ... Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 37
|
 | I più venduti di Camilleri Andrea |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|