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Sjöwall Maj; Wahlöö Per - Terroristi | "Il tuo problema, Martin, è che fai il lavoro sbagliato. Nel momento sbagliato. Dalla parte sbagliata del mondo. Nel sistema sbagliato" è la frase finale di quest'ultimo romanzo che conclude la saga poliziesca di Martin Beck e della sua squadra di investigatori sulle strade di Stoccolma. E, detta dall'amico leale Kollberg che si è ritirato disgustato dalla polizia, suona simile a un'epigrafe generale di tutte le loro avventure. I dieci "romanzi su un crimine" della coppia Sjowall e Wahloo intendevano, infatti, mostrare come vanno le vere indagini di polizia nella società impastata di ingiustizia: quando il successo del poliziotto migliore, che svela le circostanze e le cause reali, coincide sempre, inevitabile, con il suo stesso fallimento morale. In "Terroristi" tutti questi motivi diversi -l'avventura, la denuncia sociale, l'inquietudine morale, una certa satira di costume dei potenti risaltano in esplicito rilievo. Giunto all'apice della carriera, Martin Beck deve affrontare, di fatto contemporaneamente, più casi insieme. L'omicidio di un regista pornografico e imprenditore del vizio. Una strana rapina commessa, a a detta dello sbrigativo procuratore, da una ragazza madre fuoriuscita da un mondo incantato. E infine, vicenda principale, l'attentato terroristico progettato contro un potente senatore americano in visita.
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.66 / 5TG (05-05-2012) Una pesante critica rivolta alle carenze della società svedese!Anche troppo in alcuni punti.Tutto questo si intreccia in un buon romanzo che a mio parere risulta non ottimo,ma discreto.Non ne sconsiglio la lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bianca (20-01-2012) Come ha già scritto un recensore prima di me consiglio vivamente di non leggere questo ultimo libro che avrebbe dovuto chiudere con onore la strepitosa serie che ci ha consegnato due romanzieri eccellenti.Non ci sono scuse che tengono:storia politicizzata al massimo, inizio lento con personaggi più da commedia comica di bassa lega che adatti a sedersi in aule di tribunale.Non voglio infierire oltre.Da censurare e rimettere nel dimenticatoio dove è stato in tutti questi anni prima della traduzione italiana... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Adriana (20-12-2011) Pensavo che la serie fosse finita con 'Un assassino di troppo', ma poi SORPRESA!, ecco sfornatone un altro, il decimo e decisamente l'ultimo scritto dai due coniugi nel 1975, anno della morte di Per Wahloo. Forse per questo motivo, 'Terroristi' è il peggiore di tutta la serie. Tirato per le lunghe, confusionario, noiso ed annacquato, arranca malamente per tutta la sua durata: praticamente irriconoscibile! Se volete conservare un buon ricordo dell'opera dei due brillanti scrittori al loro apice, quest'ultimo è assolutamente sconsigliato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (03-11-2011) Li ho conosciuti grazie a Camilleri (Sellerio ne sarà felice) e, partendo da Roseanna, attraverso Omicidio al Savoy, sono arrivato a Terroristi con 10 romanzi che, tutto sommato, mi hanno piacevolmente accompagnato per l'intero ciclo. Con Beck è invecchiata e si è ulteriormente avariata la società svedese attraverso quei 10 anni di profonde trasformazioni ma ciò che appariva piacevole, anche se con qualche nota stonata, nel corso dei precedenti volumi, raggiunge qui un livello del tutto esagerato e talvolta inaccettabile. Passino le note pessimistiche sul futuro, il sentimento di profonda delusione per la società civile e le istituzioni attraverso la descrizione dell'inettitudine dei loro principali protagonisti ma che senso ha un avvocato dai rutti e scoregge tali da meritarsi il nomignolo di "Baccano" che nemmeno un Giudice riesce più a controllare in un'aula di Tribunale.
Tolto tutto questo, resta una storia un po' povera che merita un giudizio di sufficienza più perché parte integrante e conclusiva di un ciclo che per se stessa. GR Voto: 3 / 5 |  |  |  |
jane (07-10-2011) Siamo giunti all'epilogo, al 10° episodio della serie di Martin Beck. Le critiche alla polizia e al sistema socio-economico si sono fatte più acide, questa volta ci sono anche note antiamericane feroci, oltre che per bocca dei personaggi anche come "tirate d'autore" che interrompono la narrazione. Questo può essere a volte fastidioso, senz'altro datato (siamo nel 1975), ma la storia tiene. La struttura è analoga a quella di "Un assassino di troppo" e "la camera chiusa": storie diverse, apparentemente slegate fra loro,che poi si sfiorano e s'intrecciano per strani scherzi del destino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MATTEO (05-10-2011) Dieci romanzi fa avevamo comiciato ad apprezzare i protagonosti di questi romanzi procedurali svedesi, singolari nel loro genere ed apripista per tutto quello che sarebbe venuto da lì a poco, all'estero come in patria. Ma in questo romanzo, l'ultimo della serie, c'è molto di più. C'è lo sfondo di una società capitalistica avversa ai due autori giornalisti, c'è l'affermarsi di una ideologia che anche ad un lettore saldamente a "sinistra" appare fuori tempo massimo, inesorabilmente bocciata dalla storia. Ma la grande simpatia per i due rimane immutata, la stessa che non si può fare a meno di provare per il tranquillo ma deciso Commissario Beck e per tutti i suoi umanissimi collaboratori, carichi di quei difetti e di quelle contaddizioni che ne faranno dei veri e propri modelli per ogni scrittore del genere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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