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Camilleri Andrea - La setta degli angeli | "Tutto d'invenzione è il rustico paesotto: il paesaggio remoto, le otto chiese (sette per gli abbienti, una per i contadini), il Circolo litigioso e scalmanato; le scivolose segretezze, le vacanterie escandescenti di angusti e scaduti puntigli, le aggressioni sbagliate fatte in nome dell'onore, la foia atroce di un brigante dal nome biblico, l'astio e le divisioni tra bassa aristocrazia di campagna, professionisti borghesi, massari, campieri, nullatenenti. Assolutamente vera è invece la faccenda, testimoniata da Filippo Turati e da Don Luigi Sturzo. E personaggio storico è il protagonista Matteo Teresi, avvocato dei poveri e dei deboli; e giornalista, che la sua animosa attività di denuncia nutre di socialismo umanitario. Un fremito, un rimbombo, un intollerabile fracasso investe il villaggio. Si teme un'epidemia di colera. Corre l'anno 1901. Per un susseguirsi sbrigliato di equivoci, si crede al contagio. A un'invasione del Maligno. Nelle chiese si raccolgono e si mescolano le classi sociali. I preti, tutti, tranne quello della parrocchia dei poveri, svampano dai pulpiti sulle teste dei fedeli spauriti. Colgono l'occasione e infamano Teresi. Lo accusano di essere un sovversivo: in lega con il diavolo, nelle sue battaglie laiche. Viene indetta una crociata d'espiazione contro 'il diavolo sotto forma dell'avvocato', che attenta all'ordine sociale e all'unità sacra delle famiglie per dar luogo a una nuova Sodoma e a un'altra Gomorra." (Salvatore Silvano Nigro)
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.57 / 5Paola (03-04-2012) Per me uno dei piu' bei libri di Camilleri. Un riassunto mirabile dei caratteri, i soprusi, le ipocrisie, le miserie e le eccellenze della Sicilia, di questo sventurato Paese... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (24-03-2012) Il miglior Camilleri degli ultimi 5 anni (almeno)! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucianna (19-02-2012) Splendido romanzo! Uno dei più belli in assoluto del maestro Camilleri. Ritmo serrato, dialoghi impeccabili, un'ironia amara che sfiora la vicenda inventata ma "vera" della Sicilia di inizio '900 dove il sacro è coperto dalla meschinità degli uomini e il "profano" avvocato Teresi si ricopre di sacro attraverso la passione con cui difende i "povirazzi" del paese che non hanno i soldi per combattere le ingiustizie e i soprusi dei nobili. Direi quasi una storia alla Sciascia o...forse meglio una storia alla Camilleri! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ciarlatani (15-02-2012) Come fan di Camilleri, non sarò forse molto obiettivo, ma questo racconto pieno, come al solito, di amara ironia mi ha convinto e trascinato, con solo un piccolo rallentamento in vista del finale. Imbattibili il vociare della folla che corre verso la chiesa e molti dei colloqui pressanti fra i protagonisti, come quello fra Catarina e Teresi. Anche la "lingua sicula" usata mi è sembrata più scorrevole e accessibile del solito. Senz'altro all'altezza di "La concessione del telefono" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paraguay giampierotaglioni@alice.it (08-02-2012) Che dire! E' il primo Camilleri che leggo quindi non posso fare raffronti. Il libro però mi è piaciuto molto e oltretutto ha il merito di scorrere via senza alcun indugio. Voto certamente alto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cristina (04-02-2012) Brutto. Difficile da leggere (tutto in siciliano). Una storia che non mi ha dato niente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
NADIA3 (22-01-2012) Finalmente un libro all'altezza di "il birraio di Preston " o "la concessione del telefono",si ride ,si pensa e poi ha anche il suo fondo di verità.Si sentiva proprio il bisogno di ritrovare il vero Camilleri dopo alcuni tentativi andati un pò storti e qui non c'è niente che non sia perfetto,grazie! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (16-01-2012) E' sempre un piacere leggere Camilleri, sicuramnte non il miglior romanzo, ma certamente godibile e intrigante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio De Rosa (06-01-2012) Bellissimo, interessante la storia e perfetta la scrittura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (16-12-2011) Come definire questo libro? Romanzo storico no, perché molta parte è lasciata alla creatività dell'autore; opera di fantasia no, perché Camilleri ha preso spunto da un episodio purtroppo avvenuto oltre un secolo fa in un paesino della Sicilia. Lo definirei un piccolo gioiello perché - a parte l'episodio, di per sé spiacevole, che ha dato l'occasione per narrare la storia - è l'ambiente del piccolo paese (l palazzi padronali, il circolo, le chiese, la stazione dei carabinieri) con i suoi personaggi (i nobili, i borghesi, i preti, i popolani, i carabinieri) ad affascinarci. Non mancano poi gli eroi della vicenda: l'integerrimo avvocato e giornalista che, ci avverte l'autore, è realmente esistito e che nel romanzo è indicato con il suo vero nome ed il capitano dei carabinieri, naturalmente piemontese, che porta il suo rigore e la sua sabauda fedeltà in un mondo così diverso. In complesso, un lettura più che piacevole, più che consigliabile. Lunga vita ad Andrea Camilleri! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piero Giombi (30-11-2011) Troppo bello. Mostra i tipici difetti degli italiani: prima idolatriamo Craxi, che ci ricopre di debiti e ruba a man bassa, poi lo sostituiamo col frequentatore delle escort Berlusconi, ospite abituale di Palazzo di Giustizia. Risultato: l'Italia è talmente piena di guai che nessuno ha il coraggio di fare il Primo Ministro, neppure Di Pietro, che aveva denunciato il malgoverno. Ci siamo affidati a Monti, mai eletto da nessuno, perché non sappiamo governarci. Siamo peggio di certi popoli primitivi del Terzo Mondo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (06-11-2011) Solita Camillereide si beve tutto d'un fiato e se ne apprezza una certa arguzia.Cosa dire? Certamente non dei migliori ma ormai il clichè è risaputo e se lo si legge già se ne prevede la pasta di cui è fatto. Molto meglio comunque dei Montalbano Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio S. (03-11-2011) Letteralmente bruciato, tanto era la voglia di leggerlo. Un romanzo/inchiesta con qualche aggancio al presente (le minorenni, gli avvocaticchi al servizio dei potenti)e alla parte di clero infetta, riscattata dalla santità del prete sano e integro. Struggente il finale con il Teresi che volta pagina alla sua vita e diventa artefice del suo destino lontano da ipocrisie, condizionamenti, calcoli di convenienza in una Sicilia ancora feudale (tutti mali sono iniziati con la "rivoluzioni francisa" ripete un centenario e rintronato nobilotto).
Se nel cassetto ci sono ancora opere di questo livello, caro Maestro, le attendiamo con malcelata ansia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (24-10-2011) Come al solito si legge in un amen. Il linguaggio, anche se i fatti riguardano più di cento anni fa, è sempre lo stesso di Montalbano e i suoi coprotagonisti. Ma va bene lo stesso.
Romanzo godibile, non so se fra i migliori di Camilleri, ma a questo punto probabilmente sarebbe ora che rallentasse molto la produzione o addirittura la finisse. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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