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Camilleri Andrea - Una lama di luce |
"Un gorgo d'angoscia governa l'alterno respiro delle storie che nel romanzo si tramescolano. Il commissario Montalbano è in apprensione. Gli orli sfumati di un sogno trasudano malessere, sensazioni superstiziose, oscure premonizioni. Un pensiero laterale stenta a chiarirsi, e perdura nella realtà come sospettosa vigilanza; e come soprassalto a ogni minima coincidenza con lo squallore infausto del sogno che di uno straccio di terra aspra e solitaria ha fatto un obitorio a cielo aperto, con bara chiusa e cadavere da riconoscere, sotto una luce itterica e di meteoropatica influenza. Persino il consueto barbugliamento di Catarella si è dato in sogno negli arcani costernanti di una locuzione latina. La rotta sequenza delle indagini, su un'aggressione a mano armata e violenza carnale, su un traffico d'armi, e su degli esportatori di opere d'arte rubate, allinea e intreccia storie di donne di forte e deciso temperamento; mentre il commissario, così esposto al lato oscuro delle cose e ai clandestini giochi della mente, è in attesa che qualcosa di non del tutto delucidato esca fuori, alla fine, da un qualche retroscena, e si riveli. Si sedimenta lo spaesamento in Montalbano. Nella vita del commissario va crescendo un senso di solitudine che accascia e predispone a una morbidità di sentimento. Livia continua a essere una voce nel telefono, una minaccia costante e fastidiosa di baruffe. Un'assenza. Una lontananza impegnativa. Irrompe in carne e ossa una donna fatale...". Salvatore Silvano Nigro Un nuovo sbarco di clandestini ha reso le condizioni di vivibilità del centro di accoglienza di Lampedusa ancor più precarie. Il Ministro dell’Interno ha deciso di recarsi personalmente sul posto e, durante il viaggio, di fare tappa anche a Vigàta. Nel paesino fervono i preparativi: le strade sono state bloccate, le istituzioni e le forze dell’ordine messe a disposizione del grande politico. Tutti tranne Montalbano, che, per evitare di incontrare quel ministro per il quale nutre così poca simpatia, decide di recarsi in ufficio solo nel tardo pomeriggio e poi di andare all’inaugurazione di una galleria d’arte. Spinto dall’atavica passione per la pittura Montalbano decide di godersi i quadri di Mafai, Guttuso, Donghi, Pirandello in compagnia dell’affascinante gallerista Marian. Fra i due nasce un’intesa che rischia di mettere in crisi il rapporto con Livia.
L’indomani mattina in commissariato il signor Di Marta denuncia l’aggressione e la rapina avvenute la sera prima ai danni della giovanissima moglie Loredana. Quando pochi giorni dopo viene ritrovato il corpo dell’ex fidanzato della donna, la vicenda sembra risolta: il ragazzo, colpevole del furto e dello stupro, sarebbe poi rimasto vittima di un delitto d’onore commesso dal marito della donna.
Tuttavia alcuni piccoli dettagli non convincono il commissario, insinuandogli il dubbio che la verità sia molto più complessa di quanto sembra: troppe incongruenze, troppe domande in sospeso, tre vicende che si combinano tra loro, tre piste da seguire. Perché Loredana ha accettato di sposare un uomo di trent’anni più vecchio e perché l’ex compagno, prima di essere assassinato, le aveva rubato i contanti ma non i gioielli? Perché una donna come Marian, vissuta per lungo tempo a Milano, ha deciso di aprire una galleria d’arte in un paese arido e sperduto come Vigàta? Chi si nasconde dietro il traffico d’armi in cui sono coinvolti i tre clandestini tunisini impegnati nella lotta di liberazione per la loro patria? L’intuito e il ricordo di un sogno, per certi versi premonitore, suggeriscono a Montalbano che la soluzione del caso è molto più difficile e intricata di quanto ipotizzato inizialmente: a costruire l’ordito della trama vi sono infatti più storie, apparentemente slegate fra loro eppure... Sarà un’illuminazione, una sottile lama di luce a schiarire il buio della notte, e, al tempo stesso, a rivelare la sua tagliente e dolorosa natura.
Una lama di luce è il nuovo libro di Andrea Camilleri che ha come protagonista il commissario Salvo Montalbano. Un romanzo, anche questo come i numerosi precedenti, ricco di colpi di scena e di vicende eterogenee che finiscono inevitabilmente per intersecarsi. Ne emerge però un Montalbano diverso: un personaggio a tutto tondo, tratteggiato dall’autore anche nei suoi aspetti più intimi e personali - come d'abitudine - ma colto da improvvisi attacchi di solitudine e sempre più tormentato dai rimpianti. Il ritratto di un uomo che, pur senza dimettere la professionalità che da sempre lo caratterizza, si scopre ancora vulnerabile al fascino femminile e agli affetti, vigliacco ed egoista, malinconico e nostalgico.
Ma le sorprese non finiscono qui. In questa nuova indagine il commissario ritroverà un personaggio dei primi romanzi, una presenza importante di cui aveva perso le tracce, che lo constringerà a fare i conti con i nodi irrisolti e più dolorosi del suo passato.
Un giallo coinvolgente, in cui il ritratto del commissario appare ancor più vero, proprio perché delineato nella sua interezza, di uomo e di poliziotto.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788838927058
Una lama di luce
"Un gorgo d'angoscia governa l'alterno respiro delle storie che nel romanzo si tramescolano. Il commissario Montalbano è in apprensione. Gli orli sfumati di un sogno trasudano malessere, sensazioni superstiziose, oscure premonizioni. Un pensiero laterale stenta a chiarirsi, e perdura nella realtà come sospettosa vigilanza; e come soprassalto a ogni minima coincidenza con lo squallore infausto del sogno che di uno straccio di terra aspra e solitaria ha fatto un obitorio a cielo aperto, con bara chiusa e cadavere da riconoscere, sotto una luce itterica e di meteoropatica influenza. Persino il consueto barbugliamento di Catarella si è dato in sogno negli arcani costernanti di una locuzione latina. La rotta sequenza delle indagini, su un'aggressione a mano armata e violenza carnale, su un traffico d'armi, e su degli esportatori di opere d'arte rubate, allinea e intreccia storie di donne di forte e deciso temperamento; mentre il commissario, così esposto al lato oscuro delle cose e ai clandestini giochi della mente, è in attesa che qualcosa di non del tutto delucidato esca fuori, alla fine, da un qualche retroscena, e si riveli. Si sedimenta lo spaesamento in Montalbano. Nella vita del commissario va crescendo un senso di solitudine che accascia e predispone a una morbidità di sentimento. Livia continua a essere una voce nel telefono, una minaccia costante e fastidiosa di baruffe. Un'assenza. Una lontananza impegnativa. Irrompe in carne e ossa una donna fatale...". Salvatore Silvano Nigro
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Recensioni 1 - 20 di 58 recensioni presenti. Media Voto: 4.31 / 5Lorso57 (15-04-2013) L'autore, da Grande Maestro qual'è, muove con abilità sulla scacchiera le sue pedine e ci regala un'altra valida puntata della saga di Montalbano con la sua atmosfera particolarissima che riesce nuovamente ad affascinarci.
In Camilleri we trust. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vale46 (27-03-2013) bellissimo, siamo ai livelli de "il ladro di merendine" e "il cane di terracotta"....finale da lacrime. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ago (18-11-2012) Uno d"Montalbano" migliori, soprattutto grazie al finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesca (27-10-2012) Un capolavoro! Mi ha commosso fino alle lacrime! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Egle (26-10-2012) Ormai leggo Camilleri/Montalbano più per abitudine che per piacere: da qualche romanzo a questa parte ci sono sempre le stesse cose: la donna bella, giovane e seduttrice che lo concupisce, gli interrogativi sempre più tristi sull'età che avanza, il caso poliziesco che ormai latita e risulta solo secondario. Solo lo stile scorrevole e l'affezione al Commissario ti fanno arrivare alla fine della storia anche se per niente avvincente. Buona, comunque, l'idea di ripescare dal passato il personaggio del figlioccio Francois... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
STEFANIA GORGA (25-10-2012) Non uno dei migliori di Camilleri. La trama gialla rimane completamente sommersa dal diluvio di riflessioni del Commissario. La nuova "amica" talmente eccessiva e caricaturale nei suoi slanci e nelle sue parole, da risultare finta. Una caricatura femminil-vamp, da contrapporre a Catarella sul palcoscenico del comico-ironico. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rita (10-10-2012) Presentazione impegnativa da parte di Salvatore Silvano Nigra con una terminologia molto ricercata. Sintetizziamo: come tutti i libri su Montalbano è buono se non addirittura ottimo, come tutti noi il personaggio invecchia e la tristezza gli è entrata subdola e strisciante nelle vene rendendolo più caro al lettore che lo segue da anni. Ci sono dei particolari che sono sempre presenti, quasi "un copia- incolla" ma è piacevole ritrovarli perché rappresentano anche il nostro quotidiano: sempre uguale pur se cambia.Quando lo leggi ti sembra di essere in compagnia di un amico Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (05-10-2012) Bellissimo, probabilmente il più bello della serie di Montalbano...è coinvolgente, commovente, vero. La caratterizzazione dell'uomo Montalbano raggiunge, in questo libro, la completezza assoluta e Camilleri ci dona un personaggio letterario meraviglioso, ricchissimo di umanità, profondo e fuori da tutti gli stereotipi. Lettura incantevole! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fiorella (05-10-2012) E bravo Camilleri! C'ero cascata in pieno: con un leggero senso di delusione dicevo a me stessa procedendo nella lettura del romanzo che il comportamento di Montalbano sembrava quello del solito uomo di una certa età che si fa prendere dalla smania di profittare delle ultime occasioni che la vita gli offre e perdere una volta per tutte il carattere e la forza che ce lo ha fatto amare.
E invece la Vecchia volpe ha giocato con me lettrice come il gatto con il topo e con un "coupe de teatre" finale mi ha spiazzata. Il romanzo è forse uno dei più belli del nostro commissario, sicuramente il più struggente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
archipic (01-10-2012) Non mi ha preso poi molto questa nuova avventura di Monty... linguaggio troppo sicilian-oriented che blocca un pò la fluidità narrativa, la storia è più o meno sempre quella, così come i personaggi di contorno. Nessuna novità particolare. Si legge sempre con piacere ma non appassiona più come prima. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
millelire (25-09-2012) Poco di nuovo all'orizzonte. Il (simpatico) Montalbano di sempre e un intreccio di tre storie, sintomo che, oramai, la fantasia è agli sgoccioli, hanno costruito questo romanzo.
Leggibile, come tutti gli altri, ma stavolta, secondo me, troppo infarcito di quel siciliano maccheronico, che a lungo andare stanca.
Comunque: promosso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ciarlatani (24-09-2012) Solito grande Camilleri con un Montalbano leggermente fuori misura nei suoi innamoramenti. Trovo un certo eccesso nella descrizione dei suoi pensa e ripensa sul rapporto con Livia e con Marian, ma una buona trama "poliziesca" con un finale che colpisce e commuove. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gisella (15-09-2012) Bellissimo e triste. Nonostante sia una fanatica di Montalbano, vorrei proprio che la serie finisse così (ma sono sicura che il Sommo ne sfornerà subito un altro). Sarebbe una perfetta fine, così diversa, nostalgica, introspettiva...aah, Montalbano, Montalbano! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Graziano (13-09-2012) Pieni voti a questo nuovo romanzo di Montalbano, dove troviamo un commissario che vive le conseguenze di una vita vissuta come tutti la conosciamo: senza sposare la donna che ama, con tante rinunce e con una vita dedita al suo ruolo di poliziotto.
Non è affatto vero che è uguale a tutti gli altri romanzi, certo i canoni tipici ci sono sempre, ma hanno una veste nuova perché il lettore avverte l'avanzare dell'età del personaggio, non dalle descrizioni fisiche (assenti) o dai primi acciacchi di vecchiaia, ma da come evolvono le relazioni e il suo modo di vivere la routine.
Il caso cui Montalbano lavora non è troppo intricato (anche se imprevedibile), e il lettore non prende tanto a cuore la vicenda delittuosa. E' invece il mondo del commissario Montalbano il vero protagonista di questo romanzo che vediamo crescere e maturare, a differenza di quanto accade nella letteratura precedente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Wentworth (11-09-2012) A dire il vero io l'ho trovato uguale a tutti gli altri...la fimmina bona, i rimorsi di coscienza, gli extracomunitari, i mafiosi, Catarella...che due cabasisi!!!
E' giunto il momento di salutare anche Montalbano. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
mario (06-09-2012) Per chi è affezionato al commissario Montalbano è forse da ritenere una delle sue migliori storie perchè ci mostra un Montalbano più vulnerabile nei suoi sentimenti, più intimo e vero insomma. Il libro, in cui è l'inchiesta a fare da sfondo alle vicende personali dell'uomo Montalbano e non viceversa, conferma che Camilleri è una lettura di evasione non banale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lucia (31-08-2012) Ancora una splendida avventura del nostro commissario di Vigata, libri che si leggono in un batter d'occhio, mai noiosi, sempre piacevoli e divertenti. Questa volta c'è anche un finale struggente e commovente che riannoda il filo con le prime storie del commissario, con il passato che ritorna e ci restituisce il vero Montalbano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (29-08-2012) E' un Montalbano diverso quello che questa volta ci propone il prolifico Camilleri, un Montalbano più umano per il quale l'attività investigativa passa in secondo piano rispetto alle vicende affettive. Non vorrei svelare nulla in anticipo sì da guastare il piacere della lettura a chi si vorrà accostare all'ultima (per il momento!) opera dello scrittore siciliano. Dirò soltanto che il finale mi ha evocato Georges Simenon. E'troppo? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
TG (28-08-2012) é tornato il vero Montalbano!Quello che ti prende dalla prima all'ultima pagina.Un po' più crudo questa volta!Forse è quello che ne fà qualcosa di veramente bello!Complimenti Camilleri! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mario (28-08-2012) Montalbano è sempre Montalbano. Non riesco a non dare un voto alto a qualche racconto. adoro tutto il mondo di vigàta e quelli che vi succede. Questa storia è all'altezza delle altre.
Grazie Camilleri. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 58
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