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Schopenhauer Arthur - Il mondo come volontà e rappresentazione | "Il mondo come volontà e rappresentazione resta ancora oggi la testimonianza appassionante e illuminante di una crisi intellettuale e morale che è ben lontana dall'essere risolta; e chi lo legge con occhio storico può ben riconoscervi uno dei documenti essenziali per comprendere l'origine e il significato di talune idee che sono ancora operanti nella filosofia contemporanea, pronte, comunque, a riemergere ogni volta che la storia sembra deludere o sconfiggere". (Dall'Introduzione di Cesare Vasoli)
Media Voto: 4 / 5ROCCO SALADINO - filosofo marxista - Potenza. roccosaladino@libero.it (03-02-2012) Siamo tutti frutto... della Voglia, della Volonta'collettiva!
...esistono il fenomeno e il noumeno kantiani, il fenomeno e' per Schopenhauer la rappresentazione o il manifestarsi di un ente nelle dimensioni dello spazio e del tempo, il noumeno e' al cosa in se' ossia la volonta' la cui oggettita' o farsi oggetto e' la manifestazione fenomenica della cosa. Noi non siamo altro che delle esplosioni pirotecniche della volonta', facciamo il botto e la luce e finiamo come rappresentazione spazio-temporale, ma la volonta' e' atemporale e aspaziale e c'e' sempre, sarebbe Dio per Schopenhaur o l'Idea di Platone, o l'aria, acqua, terra e fuoco degli antichi Greci. La volonta' decide di manifestarsi, di oggettivarsi, e noi non ne siamo che succubi e sottoposti e una sua effimera manifestazione, essa e' una forza dirompente e incontrastabile, anche quando abbiamo l'illusione di dominarla non ne siamo che succubi.
Per leggere il libro Il Mondo come Volonta' e Rappresentazione di Schopenhauer bisogna conoscere la storia della filosofia almeno fino al suo tempo, meglio se anche fino alla filosofia contemporanea, e penso che oggi tutti abbiamo questa conoscenza che abbiamo ricavato a scuola studiando la letteratura, la matematica, la fisica e la filosofia, basta farla risalire a galla come il bolo delle vacche ruminanti nella bocca, cosi' la memoria dal basso cervello su alla corteccia cerebrale. Il libro "Il mondo come volonta' e rappresentazione" non fa altro che fare una immane serie di ragionamenti per spiegare e giungere a spiegare sempre lo stesso concetto che e' racchiuso nel titolo, e' una ripetizione continua in tutte le salse della stessa pietanza filosofica, il concetto e' come una porchetta sul girarrosto: ...gira e rigira finche' e' ben cotto e pronto per tutti! (Rocco Saladino - Potenza) Voto: 1 / 5 |  |  |  |
filippo papetti (15-02-2010) Probabilmente il mio libro preferito di sempre. Una decifrazione poetica del mondo di immensa profondità. Un classico della filosofia di ogni tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Wille (15-04-2009) Questa si che è una grande filosofia! un grande stile. Contenuto e forma di quest'opera sono semplicemente perfetti, ordinati, logici, tangibili, vivi.
Inutile fare un riassunto, sarebbe in ogni caso riduttivo.
Vorrei aggiungere che le affinità di quest'opera con quella di Nietzsche sono impressionanti; talvolta viene da domandarsi cosa ci sia di originale nell'essenza del pensiero del filosofo dell' Übermensch, ovvero la volontà di potenza; provate ad aggiungere "zur Macht" ogni volta che Schopenahuer parla di Wille, e vedrete quant'è affine alla filosofia di Nietzsche.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (01-08-2006) Uno dei libri più belli della storia della filosofia. Il pensatore di Lipsia, sebbene spesso snobbato dal pensiero contemporaneo che, incentrandosi ul problema dell'essere, si richiama maggiormente alla figura di heidegger o a quella di Hegel, è uno dei più originali filosofi dell'ottocento. certo, la sua opera, seppur di non facile ma affascinante lettura (prima di leggerla bisognrebbe guardarsi la sua prima opera, Sulla quadruplice radice di ragion sufficiente) la filosofia del pessimismo elaborata da Schopenhauer continua ad essere attualissima, nel mondo di oggi, dilaniato dalla folle contrapposzione tra Occidente ed oriente. in parica Schopenhauer ci dice che non c'è niente in cui sperare, niente in cui credere. Tuttavia lo fa con una leggerezza, con un pensiero così limpido, seppur infestato di citazioni greche, latine ed indù, da rendere questo libro davvero interessante sotto molti punti di vista. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dario Rivarossa dario.rivarossa@libero.it (01-03-2006) Tra gli infiniti argomenti in cui Schopenhauer ha dimostrato il proprio genio, c'è il fatto di aver elaborato un modello di Natura che non è NE' evoluzionista NE' creazionista. In pratica, è l'unico autore a proporre una affascinante "terza via", nel dibattito ancora oggi in corso. Il suo sistema riesce a giustificare sia la crudeltà di natura (mentre il creazionismo deve fare i salti mortali) sia la sua complessità simultanea (dove i salti mortali li fa l'evoluzionismo). Le sue considerazioni sull'arte hanno un acume che supera gli altri due grandi pensatori tedeschi, Goethe e Hegel. Da rivalutare anche la sua morale, più sottile, meno gretta di quanto venga spesso presentata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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