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Tessitore Fulvio - Introduzione a «Lo storicismo» |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Valera, G., L'Indice 1992, n. 8
Questa introduzione allo storicismo è essenzialmente la storia di un 'idea, che l'autore - già noto per lungo impegno sui temi dello storicismo, della storia universale e, più di recente, della storia della cultura - dichiara di voler seguire indipendentemente da quella dell'uso della parola. Il lettore comprenderà subito però che il cammino ripercorso è quello dello storicismo critico e problematico, di matrice kantiana e humboldtiana, ben distinto dallo storicismo assoluto di tipo hegeliano o di tipo crociano. Esso rappresenta, "al culmine del pensiero moderno", l'introduzione alla contemporaneità che, liberata dall'identificazione del pensiero con l'essere, ha infine superato l'ontologismo filosofico del pensiero occidentale. Della storia di questo storicismo l'autore indica soprattutto le scansioni logiche, senza trascurare le cronologie specifiche. Gli sviluppi originali del kantismo, espressi dalla sostituzione humboldtiana del soggetto storico-sociale al soggetto epistemico, la segnano permanentemente, ponendo sin dall'inizio la questione ermeneutica, sviluppata da Schleiermacher e da Böckh, e quella, non disgiunta, della storia universale. Dopo Niebuhr ed il radicamento filologico del lavoro storico nell'esperienza, lo storicismo raggiunge già con Ranke una sua maturità: la storia universale, come connessione interna di energie morali senza dimostrabile continuità logica e al di qua di qualsiasi teleologia, richiede infatti di essere compresa nella coscienza individuale. Il nesso comprensione (Verstehen) - storia universale è così posto e con ciò è posto anche, contro ogni filosofia della storia, il problema della fondazione storiografica della conoscenza storica, che affaticherà Droysen e Dilthey.
In questa prospettiva Tessitore analizza anche la specificità degli storici positivisti che negano al positivismo il valore di un sistema filosofico della storia universale per considerarlo come un metodo applicato alla storia. La polarità metodo-sistema diventa quindi in Tessitore una delle chiavi interpretative della storia dello storicismo critico. Quando la polemica sul metodo divamperà a fine Ottocento e, con Burckhardt e Nietzsche, lo storicismo avrà attraversato la sua crisi più profonda (senza però che la storicità radicale dell'uomo venga mai negata, neppure nella nietzscheana genealogia dei valori), il discorso tornerà a concentrarsi sui presupposti metafisici e sulla questione del ruolo della libertà nella connessione della storia universale. Weber negando alla storia una realtà necessaria o necessitante, Troeltsch negando la teleologia della storia universale in nome di una sua finalizzazione che ne segna l'eticità come tendenza, ne suggelleranno la vocazione antiontologica.
Il libro, che è corredato da un'utile cronologia e da una bibliografia essenziale. si raccomanda per la straordinaria lucidità e ricchezza con cui l'autore esprime la sua tesi interpretativa, la quale coincide anche con una convinzione profonda: che lo storicismo critico, capace di confrontarsi con lo storicismo assoluto senza cadere nelle difficoltà del relativismo - secondo le premesse dell'affermazione humboldtiana della realtà intersoggettiva della comunicazione, non relativistica ma relazionante - sia anche l'atto di nascita e segni i percorsi possibili di un diverso modo di fare filosofia.
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