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Isnardi Parente Margherita - Introduzione a lo stoicismo ellenistico |
| Indice e argomenti trattati | Premessa - I. Gli inizi: Zenone - II. Cleante e la dissidenza storica - III. La sistemazione: Crisippo - IV. La transizione - V. La Stoa di mezzo, fra Panezio e Posidoro - Cronologia - La conoscenza della Stoa antica nella cultura moderna - Bibliografia.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bonino, G., L'Indice 1994, n. 2
(scheda pubblicata per l'edizione del 1993)
Si tratta dell'ultimo volumetto dell'ormai famosa collana "I filosofi" di Laterza, dedicato allo "stoicismo ellenistico". In questa denominazione sono comprese quelle che tradizionalmente vengono chiamate antica e media Stoà, escludendo così la nuova Stoà: si giunge cioè fino al II secolo a.C., tralasciando la trattazione dello stoicismo di epoca romana. Di quest'ultimo possediamo parecchie opere intere (si pensi a Epitteto, a Seneca, a Marco Aurelio), mentre per lo stoicismo di epoca precedente ci si deve basare per lo più su testimonianze. Questo spiega perché per lunghi secoli, prima della filologia ottocentesca, lo stoicismo sia stato soprattutto quello romano, attraverso cui venivano letti anche gli autori precedenti. I primi tre capitoli sono dedicati rispettivamente a Zenone di Cizio, Cleante di Asso e Crisippo di Soli, la triade che costituisce l'ossatura dello stoicismo antico, concentrandosi soprattutto su Zenone, il fondatore della scuola, e su Crisippo, tradizionalmente considerato il sistematore delle dottrine stoiche, colui che avrebbe dato origine a un corpus teorico coerente e ordinato. Nel capitolo su Cleante si affronta anche la questione della cosiddetta dissidenza stoica, rappresentata da Aristone di Chio e da Erillo di Calcedone, che si opponevano agli sviluppi naturalistici della Stoà di Cleante, ponendo invece l'accento soprattutto sull'etica. Segue un capitolo sulle figure di transizione tra l'antica e la media Stoà, quali Diogene di Babilonia, Apollodoro di Seleucia, Antipatro di Tarso, con cui inizia a essere messa in crisi la sistemazione crisippea. L'ultimo capitolo tratta della media Stoà di Panezio di Rodi e Posidonio di Apamea, molto importanti anche per comprendere gli sviluppi futuri della scuola stoica (meglio sarebbe forse per questo periodo parlare di più scuole stoiche). Completano il libro una cronologia dei filosofi presi in considerazione, una breve storia degli studi sullo stoicismo antico e una bibliografia più che sufficiente per un primo orientamento nella materia.
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