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Israel Giorgio - La visione matematica della realtà |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Tamagnone, M., L'Indice 1997, n. 2
Č indubbio che, da almeno trecento anni, le immagini attraverso le quali ci rappresentiamo il mondo sono sempre più influenzate dalla matematica. Ma che cosa è un modello matematico e quali sono i suoi campi di applicazione? E ancora: qual è il reale significato di un modello matematico e quali sono i suoi limiti? A queste domande cerca di dare risposta il saggio di Giorgio Israel. Il libro è suddiviso in tre parti: nella prima si affronta il problema della definizione e del significato del concetto di modello matematico attraverso esempi semplici ma significativi; nella seconda si abbozza una breve storia della modellistica matematica; nella terza, infine, vengono discussi criticamente alcuni problemi specifici della modellistica contemporanea (come, ad esempio, il dualismo determinismo-caso, il caos, la complessità, ecc.). La trattazione non fa mai uso di una formulazione matematica formalizzata e astratta, ma si basa sempre su esempi esposti in maniera chiara attraverso grafici e descrizioni verbali. Tali esempi sono tratti da discipline lontane fra loro, ma hanno in comune strutture e schemi conoscitivi. Il libro è rivolto a un vasto pubblico di persone di media cultura scientifica, che siano interessate ai problemi della conoscenza: l'intento dell'autore è di tipo divulgativo, sebbene filtrato attraverso l'indagine storica e critica. La precisa e documentata ricerca, comunque, fa sì che vengano messe in risalto anche le linee portanti della ricerca contemporanea, specie nella terza parte del volume, ove vengono esposte alcune tesi originali assai interessanti.
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vitaliano.bacchi vitaliano.bacchi@tiscali.it (19-09-2011) Avevamo chiesto direttamente a Giorgio Israel, in precedenti recensioni o scambi di opinione, di formulare finalmente in modo espresso la sua filosofia dela matematica, perchč il suo pur costante riferimento a Husserl non costituiva certo una risposta alla richiesta, nč la sua avversione al platonismo ed al formalismo hilbertiano conferivano in questo senso e nemmeno il realismo galileiano, pur in varie opere spiegato e divulgato dall'autore. Fra il nominalismo formalista e il realismo platonico, nondimeno resta pur sempre il pitagorismo, per cui speravamo di averlo qui fra noi pitagorici per i quali la gnoseologia razionalista e numerica delle strutture ontiche del mondo risolve e supera l'ontologia fondamentale che da sempre divide realisti e nominalisi sul problema dei fondamenti della matematica. Israel, in realtą, aveva gią risposto a questa richiesta e lo ha fatto qundici anni fa con questa opera capitale per la storia della matematica, opera che, nel suo nucleo gnoseologico remoto contiene la sua filosofia della matematica.
Nulla si toglie a questo importante divulgatore se si iscrive la sua philosophia mathesis et rationis mundi nell'ambito machiano del principio di economia dell'intelligenza e della conseguente esclusione del pletorico per isolare la funzione intelligente della conoscenza e in Israel la coniugazione delll'assioma avviene certamente su basi husserliane e fenomenologiche. Nondimeno nell'opera l'antiplatonismo radicale dell'autore finisce per risolversi in una metafisica razionalistica dell'ordo naturae che la lezione di Koyrč certamente influenza ma non risolve nel senso che la filosofia di Israel postula lo stesso ordine di Koyrč, quello naturale corrotto solo dalla fantasia o dalla presunzione umane.
L'intelligenza matematica, quindi, postula sempre
una gnoselogia economica ordinata e mai empirica, questa č la sua filosofia e, in questa weltanschauung, l'esigenza di rigore logico di Husserl lo ispira, ma non lo spiega e non lo esaurisce. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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