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Sen Amartya K. - La libertà individuale come impegno sociale | I liberali/liberisti difendono a tutti i costi le ragioni dell'individuo. I socialdemocratici/comunitari contrappongono quelle della società nel suo complesso. Ma, scrive Sen, questo è un "falso dilemma". Soprattutto se la libertà è intesa in senso pieno, non solo negativo (libertà dalla violenza, dal furto, ecc.) ma anche in positivo (libertà di un pieno esercizio di tutti i diritti di cittadino). In questo caso la piena libertà dell'individuo non può raggiungersi attraverso un impegno collettivo, sociale. Nella giungla non c'è libertà: solo in una società integrata l'individuo può essere veramente libero.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Magrin, G., L'Indice 1997, n. 4
Il volume che qui presentiamo non riserverà grandi sorprese a chi abbia una qualche dimestichezza con l'opera di Amartya Sen. Esso ha tuttavia il merito di offrire al lettore non specialista un'incisiva trattazione di carattere etico-politico su uno dei maggiori dilemmi che agitano la scena politica del mondo contemporaneo: la scelta tra conservatorismo finanziario e impegno sociale per l'uguaglianza. Un dilemma, questo, che Sen affronta in due saggi tematicamente distinti. Nel primo saggio, che presta il titolo alla raccolta, Sen propone, in vivace polemica con l'utilitarismo, una fondazione etica dell'impegno sociale sulla base della sua concezione della "libertà intesa come capacità". Una concezione che, armonizzando al proprio interno la tradizionale tensione tra libertà negativa e libertà positiva, si configura come un'originale sintesi di liberalismo e socialismo e si candida a orientare le politiche future di equità. Ma se è vero, come Sen argomenta nel secondo saggio, che il contenimento dell'inflazione e della spesa pubblica è un vincolo ineludibile per le politiche distributive, restano ancora dei margini per un impegno sociale per l'uguaglianza? La risposta dell'autore è affermativa, ma a una condizione: che un più ampio dibattito pubblico riesca a smascherare il falso argomento secondo cui il rigore finanziario è perseguibile solo attraverso una limitazione progressiva delle garanzie sociali.
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