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Detienne Marcel; Vernant Jean-Pierre - Le astuzie dell'intelligenza nell'antica... | L'abilità dell'artigiano, il colpo d'occhio del navigante, l'intuito diagnostico del medico, la preveggenza del politico: questa la "metis", l'intelligenza pratica, non-speculativa, che per i greci informava tutti gli aspetti della vita concreta. Relegata nel limbo della non-scienza dalla rivoluzione culturale platonica, la "metis" riacquista in quest'opera ormai classica il giusto posto che le spetta nella storia della civiltà e della mentalità elleniche.
Media Voto: 4.5 / 5heraclitus (29-11-2005) I due studiosi francesi ricostruiscono, attraverso l'analisi dei poemi omerici ed orfici, delle teogonie, dei miti relativi a Zeus, Atena, Efesto ed Ermes, ed anche dei trattati di caccia e pesca, le caratteristiche di un tipo di intelligenza pratica ed astuta (la metis) che i greci ritenevano indispensabile in un'enorme varietà di campi: dalla navigazione alla guida dei carri, dalla politica alla medicina, dalla caccia e pesca all'artigianato. Ma questo tratto della mentalità greca è stato poi oscurato dalla rivoluzione platonica, che ha sancito il monopolio nella storia dell'Occidente della razionalità speculativa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
daniela cassano (10-09-2000) Gli autori del saggio appartengono al metodo di analisi della scuola francese di psicologia storica; attraverso questo metodo cercano di raggiungere, a tutti i livelli della cultura greca e nei diversi settori in cui essa si trova impiegata, una grande categoria dello spirito, legata a condizioni di luogo e di tempo, cercano di precisare il suo modo di organizzazione e di azione, la serie dei processi secondo la quale essa opera, le regole logiche alle quali obbedisce. La categoria dello spirito di cui si parla è la Metis. L'eccezionalità di questo testo sta nelle novità che apporta agli studi storici di filosofia greca. Come forma di intelligenza particolarmente vicina all’efficacia pratica essa è stata dagli studiosi moderni quasi completamente trascurata, sia in relazione al suo ruolo, che al suo impatto e persino alla sua esistenza, restando fedeli a una certa immagine che il pensiero greco ha dato di se stesso, in cui la metis è stranamente assente. La metis è una forma di intelligenza e di pensiero, un modo del conoscere; esso implica un insieme complesso, ma molto coerente, di atteggiamenti mentali, di comportamenti intellettuali che combinano l’intuito, la sagacia, la previsione, la spigliatezza mentale, la finzione, la capacità di trarsi d’impiccio, la vigile attenzione, il senso dell’opportunità, l’abilità in vari campi, un esperienza acquisita dopo lunghi anni; essa si applica a realtà fugaci, mobili, sconcertanti e ambigue, che non si prestano alla misura precisa, né è al calcolo esatto, né al ragionamento rigoroso. Nel quadro del pensiero e del sapere tracciato da quei professionisti dell’intelligenza che sono i filosofi, tutte le qualità dello spirito di cui è composta la metis, i suoi colpi di mano, le sue abilità, i suoi stratagemmi, sono il più sovente respinti nell’ombra, cancellati dal campo dell’autentica conoscenza e ricondotti, secondo i casi, al livello della pratica, dell’ispirazione audace, dell’opinione incostante, o della pura e semplice ciarlataneria. Indagare sull’intelligenza Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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