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Marx Karl; Engels Friedrich - Manifesto del Partito Comunista | Abbattimento della borghesia, dominio del proletariato, sovvertimento della vecchia società fondata sul conflitto di classe, istituzione di una nuova società senza classi né proprietà privata: questi gli obiettivi del pensiero politico di Marx, che diedero vita, nel 1848, al "Manifesto del partito comunista". Un opuscolo che ebbe vicende burrascose, più volte censurato, più volte ripubblicato, e sicuramente uno degli scritti politici più influenti del nostro tempo.
| La recensione de L'Indice |

(scheda pubblicata per l'edizione del 1985)
scheda di Bellofiore, R., L'Indice 1985, n. 9
L'editore Laterza ripubblica il "Manifesto" scritto da Marx ed Engels nel 1848 per la Lega dei comunisti, con l'apparato biobibliografico e la classica traduzione della Cantimori Mezzomonti. Viene aggiunta una nuova introduzione di Lucio Colletti. Colletti è stato fino a metà degli anni settanta uno degli interpreti più originali della teoria marxiana, fornendo contributi ormai classici (in particolare sulla teoria del valore e del feticismo) quali "Ideologia e società" e "Il marxismo ed Hegel"; egli è però successivamente divenuto uno dei critici più radicali di Marx. La ragione, efficacemente sintetizzata in questo scritto, consiste nel fatto che Marx inscriverebbe il proprio "programma di ricerca scientifico" di sapore "empiricistico", costituito dalla costruzione di una sociologia economico-storica, all'interno di una filosofia della storia di tipo hegeliano e di una visione del capitalismo come retto da contraddizioni dialettiche, incompatibili con lo statuto scientifico di una teoria. Si può osservare che tale conclusione è retta dall'assunzione metafisica di una unicità e generalità del metodo della scienza, indipendente dall'oggetto specifico, messa in discussione dallo stesso dibattito epistemologico più recente. Inoltre, Colletti in tal modo abbandona il tentativo di rendere compatibili le due dimensioni, scientifica e critica, proposto alla fine degli anni sessanta, consistente nel ritenere la "separazione" concepibile per il valore come categoria sociale non sensibile. Certo, se non si dà articolazione tra filosofia e scienza in Marx, si deve coerentemente, come ha fatto appunto Colletti, uscire dal marxismo: con la conseguenza però di impedirsi la spiegazione di determinazioni essenziali del capitalismo.
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Media Voto: 5 / 5mauro cassano (22-07-2006) Un monumento della ragione, una sintesi agile ed efficace di un programma politico, economico ed etico, face per chi vi scorge la via del riscatto da ingiustizie e umiliazioni, testo da porre all'Indice per chi - in mala fede il più delle volte - vi legge un attacco allo status quo o solo i latrati di falsi profeti o cattivi maestri. Per chi vuole conoscere e pensare è, ancora oggi e dopo tutto quanto è avvenuto nel XX secolo, un opus magnum fulgido e scintillante per contenuti e stile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
the crack g.gilles@email.it (17-05-2006) Cos'è realmente il comunismo, in questo libro scritto dall'ideatore (o meglio sintetizzatore) della filosofia che in realtà è da sempre appartenuta al popolo, forse è spiegato nl suo più profondo significato.
Lucida analisi iniziale sul ruolo della borghesia si perde un po' forse negli stereotipi ma è uno dei libri fondamentali..
Si può affermare chè Il manifesto sta alla storia e alla politica come l'Odissea sta alla letteratura...
gustosa e economica pubblicazione
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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