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Hegel Friedrich - Lezioni di estetica. Corso del 1823 | Questo libro, a cura di Paolo D'Angelo, è la prima traduzione italiana delle Lezioni di estetica (1823) di G. W. F. Hegel. A differenza dell'Estetica, che unisce testi che provengono da corsi di anni diversi, queste Lezioni, in quanto unitarie dal punto di vista temporale, risultano molto più compatte e univoche nel trasmettere il pensiero hegeliano sull'arte. Il testo della Nachschrift di H. G. Hotho sul quale è stata condotta questa traduzione è quello stabilito da A. Gethmann-Siefert nell'ambito dell'edizione delle Lezioni e dei Manoscritti hegeliani che, sempre per l'editore Meiner, affianca quella delle Opere complete.
Dario Rivarossa dario.rivarossa@stpauls.it (27-08-2002) Un capolavoro, sia per quanto riguarda i contenuti sia per l'ottima cura redazionale di Paolo D'Angelo. Quest'opera, quasi la "sbobinatura" delle lezioni sull'arte tenute nel 1823, presenta l'ultimo Hegel, che non ha più pubblicato libri. Si intravvede un Hegel meno ferreo nella sua assolutizzazione dello Stato, più affascinato dall'epoca eroica (e anti-borghese...). Un Hegel profondamente luterano, e profondamente anti-luterano. Il tema gli dà inoltre modo di trattare un ampio ventaglio di argomenti, inclusa la biologia, con osservazioni acute, profonde, straordinarie. Il suo sistema appare come una rilettura del neoplatonismo (magari nella versione evoluzionista di Origene): lo spirito entra nel mondo, diventa anima, e attraverso un processo di purificazione arriva alla meta, la realizzazione completa dello spirito in ogni singolo individuo. Quanto alla famosa tesi della "morte dell'arte", dopo aver letto per intero queste Lezioni, si è costretti a prenderla sul serio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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