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Zizola Giancarlo - Giovanni XXIII. La fede e la politica | Le valutazioni correnti di papa Giovanni amano parlare del "papa buono", o anche di "papa religioso" e così facendo sottolineano l'aspetto "personale del papa, ma non l'efficacia storica del suo operato. In questo libro l'autore riscostruisce invece un quadro di papa Giovanni a tutto tondo, in cui gli aspetti psicologici, religiosi e politici si integrano a formare l'uomo Roncalli. Puntando l'attenzione sugli anni di pontificato (1958-1963), ma con numerosi flash-back sulla precedente carriera di Roncalli, l'autore illustra la continuità di una scelta religiosa profonda che produce il rinnovamento nella Chiesa e la sua attiva presenza nelle tematiche pià attuali della società.
| Indice e argomenti trattati | Introduzione alla nuova edizione - Introduzione alla prima edizione - Avvertenza bibliografica - 1. Mani da uomo - 2. La cultura dell'Avversario - 3. La diplomazia del cuore - 4. "Io amo i Turchi" - 5. In Francia - 6. Pastorale e Politica a Venezia - 7. Il disgelo - 8. "Sono io, il vostro fratello Giuseppe" - 9. Il conflitto sul Concilio - 10. Il Tevere più largo - 11. Disco verde per Moro - 12. La questione comunista - 13. La questione sovietica: Kruscev libera Slipyj - 14. La questione sovietica: l'udienza ad Adjubei - 15. Giovanni XXIII e il Terzo Mondo - 16. Il dialogo con gli Ebrei - 17. I primi passi ecumenici - 18. L'enciclica "Pacem in terris" - 19. Epilogo - Appendici - Indice dei nomi.
Fulvio Anselmi fulvio.anselmi@tiscali.it (21-01-2005) La personalità complessa e l'azione concreta di Giovanni XXIII emergono vivide, con notevole finezza di approfondimento psicologico e un moderato tono di trasporto emotivo, dall'analisi minuziosamente rigorosa (ma al contempo di agile lettura) del contesto politico della società e della Curia degli anni 50 e 60. Il valore quasi dirompente del pontificato Roncalli è acutamente espresso secondo una doppia linea interpretativa: il suo rapportarsi alle maggiori problematiche dell'epoca (nell'intreccio delle continue pressioni degli apparati curiali non meno che nella gestione dell'ufficialità) e il suo agire/lasciar agire quotidiano; quotidianità in cui la politica dei piccoli gesti di grande significato, e la figucia irriducibile nel dialogo a oltranza già emersa negli anni precedenti all'insediamento, caratterizzano e consolidano una visione riformatrice di grande portata, pur nella sua articolazione non sempre del tutto coerente ed omogenea. Le pagine di Zizola scorrono "avvincenti e convincenti", senza l'enunciazione di tesi precostituite; l'aneddoto o il dettaglio non sono mai fini a sé stessi, non c'è sentore di agiografia pur essendo evidente una certa dose di ammirazione e simpatia umana da parte dell'autore. Ma quello che più colpisce il lettore è l'incisività della ricostruzione storica, a volte quasi cronachistica, a volte di più ampio respiro, ma sempre intellettualmente coinvolgente, grazie anche all'uso di un linguaggio chiaro e fluido come non sempre è riscontrabile negli storici di scuola italiana. Di grande interesse e buona utilità, anche se non proprio amplissimo, pure l'apparato di note e bibliografia. Da leggere, senza riserve. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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