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Cardini Franco - Europa e Islam. Storia di un malinteso | Questo libro racconta il ruolo dell'Islam nell'immaginario europeo, i fraintendimenti, le menzogne, le mistificazioni, gli errori, le calunnie. Dal Maometto "cristiano eretico" all'Islam "religione diabolica", dal "feroce Saladino" al Turco "nemico della croce", i rapporti e gli scambi tra Europa e Islam - che furono molti, intensi, fecondi, amichevoli - si configurano come quasi sempre vissuti e pensati alla luce di un pregiudizio duro a morire. Tanto che, alla fine del Novecento, è riemerso quasi intatto dopo circa due secoli di apparente oblio.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3 / 5Sbalordita (26-08-2004) caro Francesco prima di fare "grandi analisi storiche"dovresti imparare che musulmano/a si scrive con una sola S!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesco (09-10-2003) La signora Elena non sa di che cosa parla: né la conversione né l'ateismo comportano, per un mussulmano, la pena di morte. Peró sì comportava la pena di morte, ai tempi dell'Inquisizione (che finì, lo si ricordi, nel XIX secolo, per prendere poi, nel 1908, il nome di Sant'Uffizio), far parte di una minoranza religiosa, fosse ebraica o mussulmana. Anzichè cercar di stabilire qual sia più "cattiva", meglio sarebbe ammettere che le religioni sono sempre e comunque perniciose. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elena (26-02-2003) Nessuna religione è tollerante. Può adattarsi ad esserlo, se circostanze ad essa esterne e da essa avversate, come l'illuminismo ed il laicismo occidentale per il cristianesimo, la costringono.
L'islam tollerante, poi, con buona pace di Cardini e del suo brutto libro che ho appena terminato di leggere, è uno dei più radicati pregiudizi storici che nessuna smentita fattuale, sotto gli occhi di tutti anche oggi, può estirpare. Cosa fanno gli islamici a chi vuole convertirsi ad un'altra religione? Pena di morte. Le altre religioni poi, quelle cosiddette del libro, sono tollerate con fatica. E gli atei? Pena di morte. Più di ogni altra religione l'islam è oppressiva. Con essa purtroppo dovremo fare i conti ed i libri ideologicamente schierati come questo di Cardini non ci aiutano ad inquadrare correttamente la minaccia. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
diego (10-02-2003) caro Sem, e' proprio tutto il contrario. purtroppo la storia che si impara a scuola e'quella che parte dai preconcetti che prima rivoluzione francese, risorgimento e poi social-comunismo hanno voluto appioppare ai secoli precedenti per dimostrare di essere i portavoce del progresso e i salvatori del mondo dall'oscurantismo che a sentir loro ci sarebbe stato prima.studiosi come Cardini ma anche come Pernoud, Morghen, Firpo, Moulin, Gaxotte,Tangheroni,De felice,hanno il grande merito di togliere il pregiudizio nello studio dei secoli passati sottolineando la grande eredita' che ci hanno lasciato e di cui tutti dovremmo andare orgogliosi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (14-02-2002) Per apprendere che la cultura musulmana sia storicamente piu' tollerante della cultura cristiana e giudaica, non c'era certo bisogno del bellissimo libro di Cardini. Bastava sfogliare una qualsiasi opera di Voltaire (250 anni prima di Cardini!) per ritrovare lo stesso risultato. Lo stesso dicasi per le opere di Bernard Lewis qualora si voglia invocare un'autorita' assoluta sull'argomento, sintomo manifesto tra l'altro di intolleranza.
Con grande autorita' il libro ricostruisce la storia del mediterraneo e della convivenza culturale di culture pacifiche dirottate alla guerra da semplici lotte commerciali e di potere. Ancora una dimostrazione che il corso della storia e' fatto dagli uomini e non da Dio ( tra l'altro quale?) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sam (20-10-2001) L'unico vero malinteso è considerare Cardini uno storico. È l'equivalente italiano di quello che Régine Pernoud è per la storiografia medievale francese: parte da una tesi preconcetta, e (con innegabile abilità, questo è da riconoscere) reperisce brandelli di materiale sparso qua e là che la suffragherebbero. Ad esempio, se voglio "dimostrare" che l'Islam non è ne è mai stato contro cristiani ed ebrei, basta che tralascio o liquido in qualche paragrafo secoli di discriminazioni contro i non mussulmani in tutto il medio oriente (aliquote fiscali differenziate in base alla religione professata, vari incentivi "bastone e carota" per spingere alla conversione, norme vessatorie di vario genere, preclusione delle posizioni decisionali nei pubblici uffici, addirittura episodici atti di violenza che talora assumevano i toni di pogrom ante litteram) per scrivere interi capitoli su sporadici scorci di tolleranza (ad esempio, che tutto sommato i cristiani copti in Egitto non se la passano poi malaccio, o che in un certo periodo storico particolarmente illuminato dell'impero ottomano il medico di corte era di origine ebraica). Il problema è che chi legge libri spudoratamente faziosi come questi e senza avere alle spalle una solida preparazione storica sull'argomento, è naturalmente portato a dedurre il generale dal particolare e a cadere in errore. Se è vero che il falso storico palese (con prove documentali fabbricate su misura) appartiene al passato, non si può purtroppo dire che l'uso che si fa dei documenti autentici sia sempre secondo coscienza. Quello che manca a Cardini non è certo la preparazione, quanto piuttosto l'onestà intellettuale (il che per uno storico è sempre pericoloso). A tutti coloro che vogliono farsi un'idea assolutamente imparziale del medio oriente e dell'Islam, consiglio piuttosto di acquistare i testi di BERNARD LEWIS (tradotti anche in italiano e disponibili sempre da Internet Bookshop Italia), che è unanimemente riconosciuto massimo esperto mondiale in materia di studi mediorientali (è stato tra Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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