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Fodor Jerry A. - La mente non funziona così. La portata e i limiti della... |
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Titolo | La mente non funziona così. La portata e i limiti della psicologia computazionale |
| Autore | Fodor Jerry A. | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,53
(Prezzo di copertina € 12,39 Risparmio € 1,86)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2001, 156 p. | | Traduttore | Marraffa M. |
| Editore | Laterza
(collana Lezioni italiane) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| In questo libro Fodor esamina lo stato delle odierne scienze della mente. E le conclusioni cui perviene sono radicali: contro la retorica ottimistica di chi sostiene che la scienza cognitiva sarebbe ormai in grado di svelarci "come funziona la mente" (riferimento a un fortunato libro di Steven Pinker), Fodor argomenta che "la mente non funziona così". La realtà nuda e cruda, a suo giudizio, è che in relazione ad alcuni fenomeni mentali la scienza cognitiva ha cominciato solo ora a muovere i primi passi, mentre in relazione ad altri brancola nel buio più totale. Per dimostrare la sua tesi Fodor focalizza l'attenzione sul programma di ricerca noto come psicologia evoluzionista e offre un'istantanea dei più recenti sviluppi in scienza cognitiva.
Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico) f.intilla@bluewin.ch (29-08-2006) La teoria computazionale spiega in maniera semplice ed elegante come le attitudini proposizionali abbiano origine nella nostra mente (sono le rappresentazioni che la mente produce del mondo) e come esse influiscano sul nostro comportamento (il comportamento e' il risultato di un calcolo eseguito proprio su quelle rappresentazioni). Fra tutti i tipi di calcolo possibili, l'inferenza logica sarebbe stata prescelta dalla natura in quanto la migliore per generare un comportamento che ci consenta di sopravvivere. La teoria di Fodor e' un'estensione delle idee di Chomsky: se le frasi che un individuo e' in grado di produrre (la sua "competenza") sono infinitamente superiori alle frasi che quell'individuo pronuncera' durante la sua esistenza (la sua "performance"), vuol dire che esiste una struttura portante del linguaggio grazie alla quale si e' in grado di parlare e capire qualunque frase. Questa struttura e' una "grammatica universale" comune a tutti: ciascuno, poi, impara una delle sintassi di superficie disponibili (italiano, inglese, spagnolo, etc). Non diversamente, Marr sostiene che l'apparato visivo faccia uso di informazioni innate per decifrare i segnali di luce che percepiamo dal mondo; altrimenti quei segnali sono talmente ambigui che non potremmo mai inferire com'e' fatto il mondo. Secondo Marr l'elaborazione dei dati percettivi avviene grazie ad appositi "moduli", ciascuno specializzato in qualche funzione, che sono controllati da un modulo centrale. Secondo Chomsky, Marr e Fodor, pertanto, il cervello contiene rappresentazioni semantiche (in particolare una grammatica) che sono innate e universali (ovvero di natura biologica, sotto forma di "moduli" che si attivano automaticamente) e tutti i concetti sono decomponibili in tali rappresentazioni semantiche. L'elaborazione di tali rappresentazioni semantiche e' puramente sintattica. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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