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Remotti Francesco - Contro l'identità | "Cento pagine divulgative di uno scrittore affascinante e antropologo di qualità, per smontare un valore forte della nostra cultura: la rivendicazione di sé - etnica, politica, religiosa, localistica - che fissa il confine tra noi e gli altri." (Ferdinando Albertazzi, "Tuttolibri") Francesco Remotti (1943) è professore ordinario di Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino. Ha condotto ricerche etnografiche tra i Banande del Kivu (Repubblica Democratica del Congo) e dal 1979 al 2004 ha diretto la Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale (Ministero degli Affari Esteri).
Media Voto: 4.5 / 5Michele Lucivero michele.lucivero@istruzione.it (08-09-2009) Linguaggio scorrevole, argomentazioni chiare e un preciso messaggio da sostenere senza mezzi termini: l’identità è una costruzione fittizia, inventata e, per di più, mistificata, spacciata come fosse un’ipostasi sovrastorica e sovratemporale. Spesso la rivendicazione di un’identità forte, che assume significato nello scontro oppositivo con l’alterità, incontra nel monoteismo una fonte di legittimazione divina che l’avvolge e le conferisce quella significatività necessaria, quel senso di verità e giustizia indispensabile per attivare meccanismi di violenza nei confronti di tutto ciò che è diverso. Attraverso l’analisi delle pratiche, ritenute barbariche dalla mentalità occidentale, di cannibalismo presso i Tupinamba, viene messa in luce una modalità di assimilare e comprendere l’alterità all’interno dell’identità, pratiche nei confronti delle quali assumiamo, spesso affrettatamente, un atteggiamento troppo caritatevole. Purtroppo l’Occidente ha sperimentato il monoteismo e l’identità forte raggiungendo punte di parossismo della violenza; ora, nel solco del pluralismo, occorre sperimentare il politeismo, l’ibridismo e il meticciato, chissà che i risultati non siamo migliori! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei sidner@libero.it (24-08-2009) "L' identità non è un rigido dato immutabile, ma è fluida, un processo sempre in divenire, in cui continuamente ci si allontana dalle proprie origini, come il figlio che lascia la casa dei genitori, e ci si ritorna col pensiero e col sentimento; qualcosa che si perde e si rinnova, in un incessante spaesamento e rientro"
Claudio Magris
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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