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Ippolito Roberto - Vivere in Europa. Un confronto in cifre | I film visti in un anno e i dischi comprati, il livello di disonestà e il grado di attenzione per l'ambiente, il numero dei disoccupati e quello dei figli nati dal matrimonio, le strade più pericolose e le città più care, i prezzi dell'hamburger e i letti negli ospedali: un ritratto documentato delle abitudini e degli stili di vita degli europei.
| Indice e argomenti trattati | Introduzione – Il tenore di vita – Lo Stato – I prezzi – Il lavoro – La previdenza – La salute – L’istruzione – La ricerca – Le attività produttive – L’energia – I trasporti e le infrastrutture – L’ambiente – Le banche – Le assicurazioni – Il risparmio e la borsa – L’editoria e la televisione – Le comunicazioni – La giustizia – Il turismo – Il cinema – La musica – Conclusioni.
| La recensione de L'Indice |
 Ci sono diverse Europe. Quella dei politici che progettano nuovi equilibri per l'Unione. Quella dei burocrati che emanano direttive non sempre comprensibili. Ma accanto a queste Europe ufficiali c'è anche e si va consolidando quella dei cittadini e della gente qualunque. Il mercato unico l'area di libera circolazione la moneta comune hanno convinto persino i più pigri e scettici che l'Europa è una realtà corposa e non più un'astrazione forse nobile ma imprecisa e indeterminata. A questo immaginario e sempre meno ipotetico uomo della strada europeo si può caldamente raccomandare questo volume articolato in capitoletti tematici che danno un quadro comparativo del modo di vita dei paesi dell'Unione. In modo sintetico ed efficace si passano in rassegna e si confrontano i vari aspetti della vita quotidiana: previdenza salute ricerca produzione energia banche assicurazioni trasporti e così via. Leggendo i testi sempre agili e accattivanti ed esaminando le molte tabelle si fanno scoperte interessanti e si hanno conferme decisive. L'integrazione ad esempio non investe le rispettive cinematografie nazionali. In ciascun paese infatti si guardano poco i film prodotti negli altri paesi dell'Unione. In compenso si ha un complessivo livellamento sulla produzione statunitense che è quella più vista con percentuali che oscillano dall'63 7 della Francia all'84 4 del Belgio. Nonostante si collochi ai primi posti per numero di giudici terza dopo la Germania e l'Austria l'Italia si conferma campionessa di lentezza giudiziaria. Per una causa civile il tempo medio per i tre gradi del processo è di 116 mesi (circa dieci anni) contro i 50 della Germania e i 34 dell'Austria. Maurizio Griffo
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