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Veneziani Marcello - La sconfitta delle idee | «Le idee non servono più. Sono ritenute d'intralcio al potere e al piacere, agli ascolti, al mercato e alla vita. Di loro sopravvivono solo i gusci vuoti o i loro idoli e al loro posto trionfa la retorica, il puro vitalismo, il culto del denaro o resistono i vecchi residui dell'ideologia e dell'utopia». Dall'autore della Cultura della destra, un viaggio impietoso tra gli intellettuali e il potere, i mass media e l'Occidente, animato da una convinzione: nessuna civiltà può sopravvivere alla fine delle idee. (Dalla copertina)
7 recensioni presenti. Media Voto: 2 / 5Michele (22-10-2010) Che noia che barba, innanzittutto, per le accuse di "comunismo" o inesperienza mosse a chi ha scritto commenti non positivi su questo libro. Io non sono né comunista né naif ma non l'ho apprezzato per nulla. Metà del libro (la seconda parte, per la precisione) è la classica fiera dei luoghi comuni, o della tuttologia se si preferisce: il nostro vuol parlare di qualsiasi cosa, dalla crisi dei valori alla geopolitica all'economia al futuro dell'Europa, e come spesso accade in casi consimili, finisce con il dire quasi nulla (specie perché di molti argomenti si intende poco).
La prima parte è un po' più interessante, ma giusto un po': perché è un sunto della filosofia di Augusto Del Noce arricchito da alcune notazioni in genere poco pertinenti. Però la lettura non mi è stata inutile perché mi ha fatto capire come sia superata dalla storia una filosofia come quella di Del Noce (e quindi anche quella di Veneziani che ne è un epigono), un pensiero cioè che non si cura dei dettagli, le cui aspirazioni totalitarie lo spingono a sussumere qualsiasi altro pensiero nel proprio sistema, non diversamente dal maxismo di cui a mio avviso è l'altra speculare faccia (ad esempio la pretesa assurda di considerare ad uso e consumo della propria ortodossia il comunismo come una derivazione dell'eresia gnostica, ignorando le gigantesche differenze tra i fenomeni ed enfatizzando le vaghe similitudini). Meglio insomma passare oltre, al limite dedicarsi alla letteratura di consumo, almeno quella non fa danni.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Euge esibona@yahoo.it (03-09-2010) Il voto basso non è per le idee espresse, belle e condivisibili, ma per la ripetitività delle stesse. Per fortuna l'ho trovato scontato, ma a pagina 73 ho letto l'ultimo pensiero organico degno di nota. Fino alla fine solo qualche frasetta qua e là, per il resto è vaga e un po' scontata retorica, condita da una marea di citazioni. Una volta vale la pena leggerlo, ma ha scritto di meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Miriam (23-01-2006) Non ho trovato le istruzioni per l'uso. Sull'ultima pagina avrebbero dovuto scrivere: prima di apprestarsi alla lettura si consiglia di integrare le proprie conoscenze con i seguenti libri: ..... (circa 20 quelli citati dallo scrittore), altrimenti la lettura risulterà tediosa ed incomprensibile. E poi c'è bisogno di un intero libro per dire che in politica come in ogni altro ambito della vita pubblica mancano le idee! BOCCIATO! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrè jesus.33@libero.it (29-10-2004) Saggio di spiccata lucidità sulle componentistiche storiche che differenziano oggi le generazioni. I pareri negativi sono probabilmente di ragazzi giovani con scarsa memoria passata, oppure di comunisti di ferro sentitisi accusati dalle tematiche del libro. Concreto e conservatore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gc (18-05-2004) effettivamente il nostro marcello non brilla più. se non altro prima era provocatorio in maniera intelligente, e non mancavano le analisi brillanti(il massimo lo ha dato con Il secolo sterminato). le poltrone (soprattutto quelle RAI)cominciano a rallentare il cervello. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marco (27-10-2003) sconfitte anche le sue idee , senza linea , confuso , richiami al passato fuori tema .
deludente è mediocre. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
petrus (25-07-2003) Volete farvi delle grasse risate? ebbene il nostro Veneziani colpisce ancora con un libro zeppo di riflessioni: neanche Flaiano riusciva a mettere insieme così tante battute fulminanti: tutte involontarie peraltro...pessimo libro, pessimo "maestro", e quello che conta ancor di più, pessime le idee (le poche che traspaiono). Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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