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Mortara Garavelli Bice - Prontuario di punteggiatura |
Professore ordinario di Grammatica italiana nella Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Torino, accademica della Crusca, Bice Mortara Garavelli offre con questo volume un manuale di consultazione, una risposta ai dubbi e alle domande che affligono ognuno di noi sul modo di usare i segni di punteggiatura, nonché riflessioni sul ruolo della punteggiatura nella costruzione del testo, scaturite dall'analisi di una serie di esempi.
Media Voto: 4 / 5maurizio .mau. codogno nda-abeb@myamail.com (06-06-2008) Chi scrive in rete ha sempre delle idee molto personali di quali simboli di punteggiatura usare e dove collocarli. Il guaio è che a volte si leggono testi in teoria più duraturi dove le virgole devono essere state gettate un po' come il grano nella parabola del buon seminatore: dove casca, casca. Questo libro spiega molto chiaramente l'evoluzione dei segni di interpunzione, e mostra al lettore una serie di esempi tratti dalle fonti più disparate - scrittori, ma anche giornalisti, testi legali e la nostra Costituzione - per dare un'idea del loro uso corretto, e delle trappole logiche nascoste: molti di questi segni, la virgola innanzitutto, hanno infatti il doppio scopo di indicare l'intonazione della frase da un lato, con le pause che si dovrebbero fare mentre si legge, e la struttura della frase dall'altro. La fregatura è che questi usi sono spesso incompatibili, e oggigiorno si tende a preferire il secondo; ma molti non lo sanno, facendo così scempio della sintassi.
Purtroppo la scelta di essere descrittivo e non prescrittivo nuoce molto a quello che a leggere il titolo dovrebbe essere lo scopo del libretto: leggendolo l'ho apprezzato, ho scoperto che la grammatica italiana è molto, molto, molto più complicata di quanto mi insegnarono a scuola più di trent'anni or sono, ma non saprei ripetervi una singola regola. Giudizio misto, insomma. Voto: 3 / 5 |
Serena Vitale (15-06-2006) Lettura assolutamente piacevole e utilissima per chiunque ami la scrittura o la pratichi, a qualsiasi titolo, per mestiere. Come prontuario effettivamente è chiaro e sintetico, e risolve alcuni dubbi annosi sull'uso di trattini, apici, virgolette e parentesi. Contiene inoltre un apparato di esempi ampio e sistematico che ne agevola la fruizione, e diverse nozioni di tipo storico e linguistico che contestualizzano l'argomento e illuminano il fascino e la versatilità della punteggiatura.
Il pregio maggiore del libro è la trattazione generale sull'uso dei segni d'interpunzione, impostata sul principio della lettura mentale silenziosa contrapposta a quella ad alta voce. La punteggiatura quindi è uno strumento della logica della frase più che un'indicazione sulle "pause del respiro", come ancora ci insegnavano a scuola fino a poco tempo fa. E, come tale, è anche una pratica personale che, a parte alcune regole di base, risponde allo stile e al gusto di chi scrive e si perfeziona solo con l'esperienza, leggendo e scrivendo.
Il libro riesce a trasmettere l'idea appassionante che la lingua italiana scritta è ancora il mezzo più potente di cui disponiamo per dare forma e sostanza ai pensieri, alle emozioni, ai ragionamenti, e soprattutto per comunicarli agli altri cercando di capirci (invece che parlandoci/scrivendoci addosso). E se una virgola messa in un posto invece che in un altro può cambiare il senso o la sfumatura di una frase, è vero anche che solo chi sa interpungere se ne può accorgere. Se perdiamo consapevolezza della nostra grammatica, su quali basi riusciremo a comprenderci?
Da leggere insieme alla "Prima lezione di grammatica" di Serianni. Voto: 5 / 5 |
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