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Fodor Jerry A. - La mente non funziona così. La portata e i limiti della... |
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Titolo | La mente non funziona così. La portata e i limiti della psicologia computazionale |
| Autore | Fodor Jerry A. | Prezzo Sconto 15%
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€ 5,52
(Prezzo di copertina € 6,50 Risparmio € 0,98)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2004, XI-145 p., brossura | | Traduttore | Marraffa M. |
| Editore | Laterza
(collana Economica Laterza) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| In questo libro Fodor esamina lo stato delle odierne scienze della mente. E le conclusioni cui perviene sono radicali: contro la retorica ottimistica di chi sostiene che la scienza cognitiva sarebbe ormai in grado di svelarci "come funziona la mente" (riferimento a un fortunato libro di Steven Pinker), Fodor argomenta che "la mente non funziona così". La realtà nuda e cruda, a suo giudizio, è che in relazione ad alcuni fenomeni mentali la scienza cognitiva ha cominciato solo ora a muovere i primi passi, mentre in relazione ad altri brancola nel buio più totale. Per dimostrare la sua tesi Fodor focalizza l'attenzione sul programma di ricerca noto come psicologia evoluzionista e offre un'istantanea dei più recenti sviluppi in scienza cognitiva.
Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico) f.intilla@bluewin.ch (29-08-2006) La teoria computazionale della mente di Fodor assume che la mente possa essere assimilata a un calcolatore capace di immagazzinare ed elaborare simboli. Il paradigma delle attitudini proposizionali puo' allora essere realizzato immaginando che una memoria di simboli sia assegnata a ogni possibile attitudine ("speranza", "desiderio", "timore", etc) e che ogni simbolo corrisponda a una delle possibili proposizioni: una particolare proposizione incasellata in una particolare attitudine costituisce allora una ben precisa attitudine proposizionale. Ogni simbolo e' una "rappresentazione mentale" e la mente e' dotata di un insieme di regole per operare sulle rappresentazioni. La vita cognitiva, il pensiero, e' la trasformazione di queste rappresentazioni. Tali rappresentazioni mentali costituiscono un "linguaggio della mente", che Fodor battezza "mentalese". Che esista un linguaggio interno alla mente Fodor lo deduce da tre fenomeni: il comportamento razionale (la capacita', cioe', di calcolare le conseguenze di un'azione), l'apprendimento di concetti (la capacita' di formare e verificare un'ipotesi) e la percezione (la capacita' di riconoscere un oggetto o un evento). Tutti questi fenomeni non sarebbero possibili se l'agente non potesse rappresentare a se stesso gli elementi del problema. Che questo linguaggio non possa essere una delle lingue a cui siamo abituati e' dimostrato a sua volta da due fatti: primo, anche altri animali, incapaci di parlare, esibiscono facolta' cognitive simili alle nostre; lo stesso atto di imparare a parlare una lingua richiede l'esistenza di un linguaggio interno di rappresentazione. Nello schema di Fodor la mente manipola simboli senza sapere cosa quei simboli rappresentino (ovvero in maniera puramente sintattica: la rappresentazione non determina se e a quale oggetto ci si riferisca). Il comportamento e' dovuto esclusivamente alle strutture interne della mente, non a cio' che quelle strutture rappresentano. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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