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Bernardini Carlo; De Mauro Tullio - Contare e raccontare. Dialogo sulle due culture | La cultura scientifica e la cultura umanistica si dividono il sapere dell'uomo fin da quando i primi popoli civili presero a scrivere e a far di conto. A volte alleati, a volte nemici, scienziati e umanisti hanno esercitato la loro influenza nella scuola, nell'università, nei giornali, nella formazione della classe colta e dei cittadini in generale. In questo "pamphlet" la disputa viene rievocata citando Benedetto Croce come Albert Einstein, Cicerone e Galileo, Darwin e Stevenson in una girandola di aneddoti, ricordi, notazioni. Tantissime le questioni da affrontare, tra cui: serve a qualcosa il latino? I numeri sono più belli delle parole? Come rendere piacevoli le formule matematiche e rigorose le proposizioni discorsive?
Marco78 (11-11-2011) Annosa questione: è la cultura umanistica, intrinsecamente snob e filosofica, ad aver causato l'arretratezza scientifica del nostro Paese?
Secondo Bernardini, si. Quella stesa cultura, più orientata alla religione ed alla filosofia, che portava un genio come Leonardo a soffrire di un complesso di inferiorità in quanto "uomo senza lettere" e che faceva ben irritare Galileo (critico nei confronti dei sapienti del suo tempo che, di fronte ad un fenomeno naturale, invece di studiarne le cause con l'osservazione ne ricercavano una spiegazione nei testi degli antichi) ha portato il nostro Paese a perdere molti "treni", non senza conseguenze a livello economico e di competitività internazionale.
Anche se con ironia, Bernardini non risparmia comunque critiche interne al mondo della scienza, in quanto se è vero quanto detto sopra, è anche vero che per molti decenni gli scienziati ben si sono guardati dal buttarsi nel campo della divulgazione.
Di parere un po' diverso appare l'altro interlocutore; De Mauro infatti, pur ammettendo che la classe "umanistica" ha per decenni del tutto trascurato la cultura scientifica, evidenzia come ad oggi non vi sia un predominio dell'una o dell'altra, ma semplicemente la mancanza di entrambe sui media ma anche nelle scuole (dove sovente i metodi ed i testi risultano controproducenti).
Lineare, logico e ironico lo stile di Bernardini (a tratti un po' altezzoso). Più filosofico e dispersivo De Mauro. Lettura veloce ma ricca di spunti interessanti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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