|
|  |
Kepel Gilles - Il profeta e il faraone. I Fratelli musulmani alle origini del movimento... |
|
Titolo | Il profeta e il faraone. I Fratelli musulmani alle origini del movimento islamista |
| Autore | Kepel Gilles | Prezzo Sconto 15%
|
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2006, XX-244 p., brossura | | Traduttore | Galimberti F. |
| Editore | Laterza
(collana Storia e società) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
| "Gli islamisti egiziani rappresentano ancora, settant'anni dopo la fondazione dei Fratelli musulmani e vent'anni dopo l'uccisione del 'Faraone' Sadat, uno dei cardini del movimento islamista mondiale. Anche se hanno dovuto far fronte alla concorrenza ideologica delle loro controparti dell'Asia sudorientale o della penisola arabica, sono un gruppo con cui fare i conti: le lezioni che si possono ricavare sulle rive del Nilo possono aiutarci a decifrare che cosa succede nel nome dell'islam nel mondo di inizio XXI secolo, cominciato a New York una luminosa mattina di settembre." Questa la tesi forte di Gilles Kepel che con mano sapiente traccia la storia delle radici ideologiche e religiose dell'odierno radicalismo islamico.
| La recensione de L'Indice |
 Ecco un vecchio testo del più famoso studioso di islam in Europa. L'edizione originale del libro di Gilles Kepel è infatti del 1984, un anno che potremmo definire non sospetto. Dopo l'11 settembre gli studi di questo genere sono diventati moltissimi e orientarsi non è impresa facile. Contro i giudizi di valore pronunciati da ogni dove sull'islam politico, il testo cerca di tornare alla radice dei fatti e dei comportamenti umani dei militanti di un gruppo islamico tra i più conosciuti nel mondo. L'analisi di un movimento islamico come i Fratelli musulmani in Egitto è infatti per l'autore un paradigma del mancato successo del loro progetto politico. Questo movimento islamista, partendo dal basso, si è lentamente insinuato nella società, arrivando a eliminare il principe perverso, l'empio, il corrotto: Anwar Sadat, che firmò con Israele il primo importante trattato di pace nella regione, ottenendo in cambio il Sinai perso con la guerra del 1967. Gli islamisti di tutto il mondo guardarono al modello egiziano, ma non riuscirono mai a conquistare il potere. Questo vale per il mondo islamico sunnita, dove un gruppo di rivoluzionari religiosi non è mai riuscito a impadronirsi dello stato come è accaduto nell'Iran sciita. L'insieme di cause e di pezzi di società che hanno favorito la salita al potere dell'ayatollah Khomeini sono difficilmente ripetibili e per ora il nostro autore sembra aver ragione. Gli unici casi in cui gli islamisti sono giunti al potere in modo effimero sono a seguito di golpe militari (Sudan '89), interventi stranieri (Afghanistan '96), o cooptazione da parte dell'esercito e del potere locale (Pakistan, Giordania e Turchia). Ciò che incuriosisce oggi è leggere di leader egiziani che negli anni ottanta muovevano i primi passi, e che oggi sono i principali punti di riferimento per l'islamismo globale, come al-Zawahiri. Paolo Di Motoli |
|
 | I più venduti di Kepel Gilles |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|