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Pascale Antonio - Non è per cattiveria. Confessioni di un viaggiatore pigro | Questo libro non è una guida scritta da un viaggiatore professionista per aspiranti viaggiatori professionisti. Non propone itinerari, non consiglia hotel, ristoranti o negozi tipici. Semplicemente, chi l'ha scritto non se l'è sentita di catalogare il mirabolante universo del Viaggio dentro le lineari coordinate di una 'guida di viaggio'. Questo libro è peregrinazione impigrita, su e giù per i timidi tornanti molisani, riflessioni sorridenti di un viaggiatore suo malgrado. Non è per cattiveria, ma "come dice Parise, passano gli anni, ottieni quello che vuoi, ne passano altri e poi è finita. Ci vuole, dunque, una pausa".
Media Voto: 3 / 5stefano cavastracci stefano.cavastracci@tiscali.it (16-07-2007) A me il libro non è piaciuto tanto. Non mi sono piaciuti la malinconia sovrabbondante (e dire che io sono di temperamento malinconico) fuori tema e un'indulgenza all'intellettualismo dell'autore veramente eccessiva. Diamine non è che doveva scrivere che ne so una biografia del grande giornalista Enrico Emanuelli. Un poco più di aneddotica e di racconti. Perdinci, non poteva parlare delle campane di Agnone, della sensazione di confine che si prova a Capracotta o di quella città “arabeggiante” che è Termoli. O raccontare di più del teatro sannitico di Pietrabbondante o del festival jazz di Monteroduni dedicato al molisano Salvatore Massaro alias Eddie Lang il più grande chitarrista ritmico della storia del jazz degli anni d’oro. Suvvia questo poteva essere un compendio di riflessioni dopo una collana di trenta volumi sul Molise ma non una guida accattivante della regione.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
aristos aristos@virgilio.it (07-10-2006) Uno scrittore vero. Lo sguardo sul proprio ombelico si dilata e abbraccia una regione, un paese, un mondo, piu' mondi. Il mondo degli emigrati e il mondo di chi e' rimasto. Il mondo di chi viaggia alla continua ricerca di emozioni e il mondo di chi sosta per una pausa, una lunga pausa di pensieri, meditazioni, emozioni. E ci appaiono paesaggi, animali, uomini, ognuno diverso, ognuno caratterizzato, ognuno solo, ma parte di un mondo: del mondo isolato del Molise, del mondo che vuole cambiare, del mondo che si affanna, del mondo che cerca faticosamente la via per cambiare senza stravolgere la tradizione, la quiete, la pausa in cui ci si cala per riflettere e meditare di se' e del mondo. Appunto una meditazione, un racconto che si appoggia alle cose, ai fatti, alla vera narrazione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (28-08-2006) A differenza degli ultimi 2 romanzi di Pascale,secondo me molto sfilacciati, qui un fulcro, un centro, una piattaforma insomma; da dove dove far partire le suggestive digressioni dell'autore, c'è ed è il Molise. Questa regione con i suoi paesi arroccati sui pendii, con le alture, i tratturi, i paesaggi montani e marini, fa da traino ad interessanti concetti riguardanti: la necessità di prendersi delle pause durante l'esistenza, il saper accettare della vita le cose belle e quelle meno,etc. Per concludere volevo sottolineare un fantastico parallelismo tra M.Troisi ed il fornaio di Guardiaregia, in sintesi libro breve ma che incide Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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