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Bauman Zygmunt - Consumo, dunque sono |
C'era una volta - nella fase solida della modernità - la "società dei produttori", epoca di masse, regole vincolanti e poteri politici forti. I valori che la governavano erano sicurezza, stabilità, durata nel tempo. Quel mondo si è sfaldato e oggi viviamo nella "società dei consumatori", il cui valore supremo è il diritto-obbligo alla "ricerca della felicità", una felicità istantanea e perpetua che non deriva tanto dalla soddisfazione dei desideri quanto dalla loro quantità e intensità. Eppure, dice Bauman, rispetto ai nostri antenati noi non siamo più felici: più alienati semmai, isolati, spesso vessati, prosciugati da vite frenetiche e vuote, costretti a prendere parte a una competizione grottesca per la visibilità e lo status, in una società che vive per il consumo e trasforma tutto in merce. Ma proprio tutto, anche i consumatori. Ciononostante stiamo al gioco e non ci ribelliamo, né sentiamo alcun impulso a farlo.
Media Voto: 1 / 5ilaria (04-09-2009) Veramente un brutto libro.
I concetti sono confusi e generalizzati.
Non sono riuscita neanche a finirlo e non ho intenzione di farlo! Voto: 1 / 5 |
giuseppe belotti (11-02-2009) In pochi libri ho capito poco come in questo.
Voto: 1 / 5 |
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