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Savater Fernando - La vita eterna | "La maggior parte dei nostri più imperiosi desideri è destinata a evitare, differire o esorcizzare la morte. Saperci mortali è innanzitutto saperci votati alla perdita. La cosa più grave non è esattamente non durare, ma piuttosto che tutto si perda come se non fosse mai esistito." Questo libro parla di religione, o meglio di religioni: cosa significa credere, in che cosa crediamo o non crediamo e che rapporto hanno queste credenze con la più importante di tutte, l'aspirazione all'immortalità. Ma parla anche della verità, della differenza tra credulità e fede, delle vie non dogmatiche dello spirito, delle implicazioni politiche dei fanatismi ortodossi, del ruolo della formazione religiosa nell'educazione delle democrazie laiche. E parla anche forse soprattutto - di come si può vivere di fronte all'inevitabile, senza concessioni al panico né eccessi di speranza.
Diego (20-09-2008) Un libro scritto con competenza, prosa accattivante ai limiti dell'ironia più spassosa e non per questo privata di una quasi inquietante profondità. Arricchenti citazioni e frequenti riferimenti ad autori e pensatori di calibro di ogni tempo e cultura rendono questo saggio ancora più meritevole d'essere letto. Una lettura peraltro che a posteriori appare quasi necessaria, e che cattura al punto che la trattazione di una tematica in sè così aspra (ma affascinantissima e fondamentale) si lascia leggere con quella che definirei vera ed affrettata passione. L'autore ci rende divertiti complici di un viaggio che tutti, atei, agnostici e soprattutto credenti (vergini di tali riflessioni) dovrebbero intraprendere. Complimenti a Savater, leggerò certamente altro di lui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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