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Bauman Zygmunt - Vita liquida | Stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, città alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta. È liquido. Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo. Sospinta dall'orrore della scadenza, la società liquida deve modernizzarsi o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione. La posta in gioco di questa gara contro il tempo è la salvezza (temporanea) dall'esclusione.
Media Voto: 4 / 5Giuliano (02-11-2010) Una società fondata sulle sabbie mobili dell'opulenza e della distruzione immediata degli stessi beni che produce (il cui fine principale è il vivere-per-la-discarica)equivale al fallimento della dimensione umana, totale, inesorabile,agghiacciante,tomba dell'etica e negazione dei valori fondanti l'esistenza.
Il consumismo,spinto dalla forza prepotente della globalizzazione,si annida ormai come un cancro in ogni recesso del pianeta, e quei luoghi che fino a poco tempo fà resistevano,immuni al suo morbo pestilenziale,cadono contagiati e annientati dall'uso perverso della ragione umana.
Quello che appare come il tanto osannato miglior mondo possibile (e che viene imposto a forza come tale mediante la quotidiana manipolazione delle coscienze e l'abitudine ormai radicata a sopprimere con sotterfugi vari qualsiasi forma di pensiero critico) assomiglia in realtà molto di più all'abisso che l'uomo,agli inizi della sua storia, intravide, e da cui si ritirò inorridito e convinto,(per sedare l'angoscia causata da quella visione)a creare un dio che avrebbe dato senso alla sua esistenza e placato le sue ansie. Nietzsche ce lo ricorda nella"Nascita della Tragedia".
Ma anche quel dio,che ha accompagnato l'uomo nei millenni di storia trascorsi, sembra esser stato dimenticato,anzi consumato dalla nostra società, come un qualsiasi altro oggetto materiale gettato nei rifiuti.
E' giusto (o meglio, è umano) vivere considerando l'appagamento immediato dei piaceri e il perseguimento del profitto materiale come fine ultimo dell'esistenza? E giusto (o umano) macherare gli interessi egoistici, vero motore della società industriale postmoderna,con le vesti eleganti del progresso e della crescita economica ad ogni costo? E' umano tollerare che milioni di esseri umani siano destinati a finire tra i rifiuti del modus vivendi dell'opulenta società occidentale?iniziamo a porci questi interrogativi e forse il "tramonto dell'occidente" potrà essere evitato.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Loris (06-05-2008) Il saggio di Bauman e' una lettura stimolante, utile a comprendere aspetti salienti della societa' in cui viviamo. La logica del mercato ha colonizzato la psiche, i modelli relazionali e quelli culturali. Il tramonto di utopie ed idologie si e' accompagnato all'abbandono della dimensione pubblica e politica della vita sociale. Le persone finiscono per essere semplici consumatori, isolati in un orizzonte individuale ammantato di false liberta'. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rachele (22-03-2008) Essere individui oggi significa trovare il proprio posto in società. E' un privilegio.
Solo chi sa stare nella strada dei negozi, chi riesce a buttare via in fretta quello che compra, chi è abbastanza leggero da non legarsi mai definitivamente, può percorrere con successo la strada verso la costruzione si se.
Per tutti gli altri resta solo un'infinita angoscia.
Bisogna saper cambiare in corsa la propria direzione, come i missili intelligenti.
Perchè la vità moderna è come un fiume che scorre, e non c'è tempo di fermarsi a pensare, altrimenti si viene travolti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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