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Givone Sergio - Storia dell'estetica | L'estetica è una disciplina essenzialmente moderna che si costituisce però come risposta a problemi le cui radici affondano nel terreno del pensiero antico e medievale. Questo libro traccia la storia dell'estetica da Kant a oggi, dal costituirsi di questa disciplina come disciplina filosofica fino all'attuale messa in questione del suo statuto, delineando il percorso attraverso cui si è giunti alla nozione moderna di estetica. Lo scopo è quello di soddisfare ogni esigenza di informazione e di obiettività storiografica, senza trascurare di mostrare anche il carattere problematico e aperto delle ricerche attualmente in corso.
Media Voto: 4 / 5trextre (04-03-2010) Possiedo questo libro. Non dà nulla sostanziamente sul piano teorico. Del resto si tratta di una storia dell'estetica, anche se ritengo ci sia modo e modo di "fare" la storia...Condivido comunque l'idea dell'autore di partire dall'estetica "formalizzata" del Settecento, evitando analisi e cooptazioni retrospettive troppo spesso ad hoc. Sul commento di Giacinto P. direi che è un nonsense, un succedaneo di materiale raccogliticcio. Potrebbe essere anche questo un modo originale di intendere la filosofia, una filosofia reificata, a patto però di teorizzarla scrupolosamente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ForBe (17-07-2008) Il libro è buono. Una storia dell'estetica: fa il suo onesto lavoro.
Il commento di giacinto p. di monderose, però, è un piccolo concentrato di ciò che la filosofia non dovrebbe essere: vaniloquio compiaciuto. ... stupidamente arrogante o arrogantemente stupido... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giacinto p. di monderose gpdimonderose@hotmail.it (11-07-2008) lì si svelò la differenza transestetica o ontoteologica o mitologica del Chronos e la Chthonie o Ground o grund o meglio abgrund quale spazialità transestetica ontoteologica o mitopoietica; lì si disvelò l'apeiron spazio temporale quale physis infinita e senza fine infinitamente sublime, mentre la transestetica differenziò l'apeiron e l'archè nel cosmo quale cosmesi o transbellezza finita dell'infinito sublime: delicate membrane spaziali o topologiche, quali varietà sferiche consentiva la sensibilità dell'apparenza o phenomena quali imago dell'estasy eonyka platonica o ideale Cronotopia della transestetica della Physis Ontologica. La frattalità kronotopica dell'apeiron o i frammenti dell'archè consentirono alla Ontologia della transestetica dello spaziotempo di dispiegarsi nel vuoto nulla , per eventuare una Philosophy transestetica della temporalità nel Timaeus Platonico:lì l'apprensibile modello paradigmatico svela il comprensibile Platonico Cosmos quale adeguatezza alla verità Platonica paradigmatica. E' l'universo paradigmatico dello spaziotempo Platonico quale estasy exstatica dell'eternità,o paradigma della physis eterna o transcendenza transestetica.....lì è presentemente assente o assentemente presente........... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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