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Narducci Emanuele - Cicerone. La parola e la politica | Cicerone e i suoi scritti sono al centro di un complesso crocevia in cui convergono, e da cui si dipartono, percorsi fondamentali della storia politica e culturale di Roma. Protagonista e tragica vittima dell'ultima tempestosa fase della crisi dello stato repubblicano, che poco dopo la sua morte sarà definitivamente trasformato in impero, Cicerone è il massimo oratore politico e giudiziario dell'antichità. Ne danno un'impressionante testimonianza diretta i suoi discorsi e le sue opere teoriche, fondamentali per comprendere quel cruciale fenomeno politico e sociale di Roma antica che è l'oratoria: il loro stile è rimasto modello per gli antichi e per i moderni. La rilettura sistematica di Cicerone della filosofia greca - trasposta in latino e adattata alla mentalità romana - importa per la prima volta a Roma la raffinatezza della cultura ellenica e si inserisce a buon diritto nel quadro di un più ampio progetto civile di orientamento del modo di pensare e di agire pubblico. Questo volume propone una ricostruzione compiuta del personaggio Cicerone, in cui si integrano inscindibilmente l'uomo politico, l'oratore, il filosofo, l'intellettuale, lo scrittore.
Gabriele - Urbino (18-02-2009) E' l'ultima fatica di Emanuele Narducci, questa bellissima biografia (anche e soprattutto intellettuale) di Cicerone. E purtroppo, come apprendiamo dalla prefazione di Mario Citroni, Narducci l'aveva praticamente terminata proprio al momento della sua scomparsa, avvenuta nel giugno 2007 a soli 57 anni. Per più di venti anni il latinista fiorentino, sicuramente il massimo studioso dell'Arpinate in Italia e non solo, ci aveva accompagnato sin dal nostro Liceo Classico -noi che lo ricordiamo con nostalgia- colle sue bellissime introduzioni alle opere ciceroniane per la Rizzoli-BUR: il "De oratore", la "Natura degli Dei", le "Tuscolane", il "Bruto" (anche traduttore), e svariate orazioni (ultima la gustosa "pro Cluentio" nel 2004). l'ultima volta che compare il suo nome in questi aurei tascabili è nel 2007, come prefatore della edizione delle "Familiares" curata da Alberto Cavarzere. E al momento di quell'uscita il Nostro già ci aveva lasciati; donandoci ora questo bellissimo regalo postumo. Ci mancherà, perché nel desolato clima della cultura italiana di oggi (e dell'Università in cui Egli coraggiosamente insegnava) era un amico di sicura dottrina. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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