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Savater Fernando - La vita eterna | "La maggior parte dei nostri più imperiosi desideri è destinata a evitare, differire o esorcizzare la morte. Saperci mortali è innanzitutto saperci votati alla perdita. La cosa più grave non è esattamente non durare, ma piuttosto che tutto si perda come se non fosse mai esistito." Questo libro parla di religione, o meglio di religioni: cosa significa credere, in che cosa crediamo o non crediamo e che rapporto hanno queste credenze con la più importante di tutte, l'aspirazione all'immortalità. Ma parla anche della verità, della differenza tra credulità e fede, delle vie non dogmatiche dello spirito, delle implicazioni politiche dei fanatismi ortodossi, del ruolo della formazione religiosa nell'educazione delle democrazie laiche. E parla anche forse soprattutto - di come si può vivere di fronte all'inevitabile, senza concessioni al panico né eccessi di speranza.
Antonello (15-05-2011) Il libro di Savater parla di escatologia da una prospettiva ateo-razionalista. Da questa prospettiva si getta lo sguardo verso le risposte al tema che ne danno le religioni (ma il focus sono ovviamente le religioni monoteiste-salvifiche). Il libro è scritto con garbo, colleziona aforismi e spunti di molti big della filosofia critica (Russel, Nietzsche, i pragmatisti americani etc.) e la lettura è piacevole. La pecca sta appunto in questa piacevolezza, scorre tutto 'troppo' velocemente.
L'ultima parte del libro sono vari ritagli di giornale che Savater ha messo, credo, per allungare un po' il sugo. E' una pratica che alcuni saggisti hanno, e che mi infastidisce terribilmente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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