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Desiati Mario - Foto di classe. U uagnon se n'asciot |
"Ci eravamo rivisti dopo oltre dieci anni. Girava una foto di classe che alla fine della serata mi ritrovai in mano. Scorrevo i visi. Di quei venti ragazzi, erano rimasti sotto l'Ofanto soltanto in quattro. Decisi che avrei dovuto ricercarli tutti". "Qualcuno ha detto che la cosa che più gli manca nella nuova vita da fuorisede è un albero d'arancia del giardino. Non che manchino i giardini nelle grandi città italiane, ma a chi mi faceva notare come in piena Roma ci siano aranceti carichi di gemme rosse, portai una busta di arance raccolte a due passi da via Veneto. Non contenevano né polpa, né sugo. Puzzavano di città come le notti umide d'estate lungo il Tevere o il Naviglio Grande quando l'aria stagna. In quelle arance vuote ci sono le ragioni più intime di questo libro."
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.33 / 5Roberto (12-07-2009) Gregario è la parola giusta. Mi complimento con chi mi precede nelle recensioni. Uno scrittorino senza forza e sostanza che evidentemente farebbe meglio a dedicarsi ad altro. Noiosissimo e addirittura irritante nella sua pochezza. Foto di classe è come quello che lo ha preceduto, (ma adesso non mi frega più) un libro brutto. Voto: 1 / 5 |
marcolino (12-07-2009) Un libretto come quello precedente dell'autore martinese. Peraltro è politicamente molto ambiguo, infatti è curioso come vengano raccontate epicamente le vicende della locale tifoseria di estrema destra da parte di un cosiddetto intellettuale impegnato e di sinistra. Perché?
Libro molto più appassionante se venisse raccontata tutta la verità sulla biografia dell'autore(piacerebbe poco ai salotti romani sapere da dove vengono certe conoscenze e fissazioni dello scrittore). Voto: 1 / 5 |
Dr. Roberto Salvi robertosalvi79@libero.it (24-06-2009) Prosa scontata, vicende slegate e noiosa narrazione: problemi già riscontrati in altri libri del succitato autore.Tutto molto improvvisato.Un gregario della letteratura le cui storie, ormai, non sembrano reggere piu'.Lasciamo che escano i veri talenti in Libreria.Sconsigliato. Voto: 1 / 5 |
Ernesto Fringi ernestofringi@libero.it (22-06-2009) A mio avviso, mi sembra un libro molto povero di contenuti che non fa altro che riprendere tematiche affrontate nei precedenti libri del Desiati,.La prosa è abbastanza scontata e le vicende sembrano abbastanza slegate e prive di senso.Da notare il fatto che in nessun caso vengano riportate le ben note vicende dell'autore.Da non consigliare. Voto: 1 / 5 |
Anna Maria (14-06-2009) Questo libro mi e' piaciuto molto sia peril contenuto che per il linguaggio .Forse mi sono molto immedesimata perche' ho un figlio che e' partito per un Paese lontano, portando con se' il ricordo del cielo di Roma.E' uno dei "cervelli in fuga" e forse non ritornera'piu',come i diversi personaggi di Desiati.
Voto: 5 / 5 |
Luana Fogli (28-04-2009) Questo piccolo libro mi ha letteralmente ipnotizzata.Sarà perché ci ritrovo le mie esperienze d'insegnante del Liceo dove ha studiato lo stesso autore;sarà perché dentro ci sono le mie riflessioni di madre di una studentessa già proiettata in un mondo lavorativo su scala europea, necessariamente lontano da qui;sarà perché dentro ci sono i miei pensieri di immigrata in contro tendenza dal Nord verso questo Sud, che perde invece continuamente le sue forze migliori,soffacata da una classe politica gerontocratica e opportunista; sarà perché i personaggi diventano personaggi mitici;...sarà perché qui, in questo Sud, ho trovato delle persone splendide che mi danno ragione di reiterare la mia scelta.Sarà infine perché, anche io in questa provincia,ho trovato luoghi che hanno ancora un'anima, ovviamente con capricci e difetti, refrattaria all'opaca omologazione della moderna città o agli stereotipi da cartolina per vacanze last minute. Voto: 5 / 5 |
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