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Barbero Alessandro - Lepanto. La battaglia dei tre imperi | "Non appena in Occidente si sparse la voce della prossima uscita della flotta turca, papa Pio V decise che quella era l'occasione buona per realizzare un progetto che sognava da tempo: l'unione delle potenze cristiane per affrontare gli infedeli in mare con forze schiaccianti, e mettere fine una volta per tutte alla minaccia che gravava sulla Cristianità. Quando divenne sempre più evidente che la tempesta era destinata a scaricarsi su Cipro, il vecchio inquisitore divenuto pontefice, persecutore accanito di ebrei ed eretici, volle affrettare i tempi." È la primavera del 1570. Un anno e mezzo dopo, il 7 ottobre 1571, l'Europa cristiana infligge ai turchi una sconfitta catastrofica. Ma la vera vittoria cattolica non si celebra sul campo di battaglia né si misura in terre conquistate. L'importanza di Lepanto è nel suo enorme impatto emotivo quando, in un profluvio di instant books, relazioni, memorie, orazioni, poesie e incisioni, la sua fama travolge ogni angolo d'Europa. Questo libro non è l'ennesima storia di quella giornata. È uno straordinario arazzo dell'anno e mezzo che la precedette. La sua trama è fatta degli umori, gli intrecci diplomatici, le canzoni cantate dagli eserciti, i pregiudizi che alimentavano entrambi i fronti, la tecnologia della guerra, di cosa pensavano i turchi dei cristiani e viceversa.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.85 / 5Andrea Macchiarelli macchand@libero.it (19-01-2012) Tratta di una guerra tra l'impero ottomano di Selim e Venezia che voleva difendere Cipro, suo possedimento e base per i propri commerci con l'oriente. Una analisi molto dettagliata dei rapporti tra i vari interessi, pro e contro la guerra, dei Veneziani e dei suoi alleati, Stato Pontificio e Spagna. La Spagna in particolare, spinta dalle insistenze di Pio V, difendendo se stessa dal pericolo turco, aiutava Venezia senza, però, volerla agevolare troppo. Ed alla fine è riuscita nell'intento sconfiggendo la flotta turca, ma facendo perdere la guerra alla Serenissima; nel complesso una vittoria inutile dell'occidente cattolico che non ha arrestato l'espansione ottomana in Europa. Non avevo mai letto nessun libro di questo autore. La sorpresa è stata grande nel trovare uno storico di razza. Maniacale e pregevole la precisione con cui riporta i fatti, collega le fonti e ne valuta sempre la bontà facendo ricorso, a volte, ad avvenimenti e/o documenti di periodi successivi. Eccellente il criterio con cui ha scelto le informazioni riportate: solo quelle effettivamente degne di essere citate. Ancor più apprezzabile se si considera che l'argomento è limitato ad un evento specifico ed è riferito ad uno spazio temporale di circa 24 mesi: dalla fine del 1569 alla fine del 1571. Lo stile espositivo è scorrevole e piacevolissimo da leggere; l'autore è abilissimo nel mettere insieme il virgolettato, tratto dalle fonti, e la sua libera descrizione degli eventi. In particolare il virgolettato apre uno squarcio sulla lingua volgare del XVI secolo; apprezzata al proposito, sarebbe stata qualche indicazione su eventuali errori ortografici e sintattici per l'italiano dell'epoca, ma questo esula dall'argomento e forse, dalle competenze dello storico. Ottimo libro di storia nella forma e nel contenuto. Un'opera di cui non butterei via nulla. Volendo esprimere un giudizio sintetico: superlativo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniele64 (14-12-2011) Sono d'accordissimo con le altre recensioni.E' un libro di storia scritto da un bravo romanziere,che lo ha reso avvincente e di facile lettura,nonostante la mole.E' la dettagliatissima cronaca soprattutto degli antefatti politici,diplomatici e militari che hanno portato alla battaglia di Lepanto.Anch'io segnalo la quasi totale assenza di cartine (anche se e' segnalato un link internet dove consultarle;io non ho verificato)come unico difetto del libro,che consiglio vivamente agli appassionati di storia,non solo militare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sasso (07-10-2011) Un libro di storia racontato come un (grande) romanzo, con eccezionale maestria di narratore e finissima ironia, dove, ancora una volta, i protagonisti sono gli uomini, le loro storie, le loro vite, purtroppo anche le loro morti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Diego (04-07-2011) Ottimo libro di Alessandro Barbero estremamemte ricco di informazioni (politico-diplomatico-logistiche), dettagliato e scritto in maniera chiara e scorrevole (dote estremamente rara per chi scrive di storia in Italia). L'unica pecca, dal mio punto di vista di appassionato di storia militare è che tutto sommato la battaglia venga liquidata, evento che dovrebbe essere centrale, in due capitoli con poco approfondimento tecnico-tattico (tra l'altro mancanza assoluta di cartine o disegni). Sotto questo punto di vista gli storici di area anglosassone sono ancora i maestri indiscussi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luigi Roveri gigiroveri1957@libero.it (07-03-2011) Condivido in pieno il giudizio già dato qui dai due lettori che mi hanno preceduto. E' un saggio che si legge come un romanzo ed è una lettura sostenibile facilmente fino alla fine nonostante le 600 e più pagine. E' vero che Lepanto fu una vittoria più propagandistica che altro, ma, come ultimamente capita non solo a certi storici, ma anche a scrittori di romanzi (vedi P.Roth con il suo Complotto contro l'America) cosa sarebbe successo in caso di sconfitta ? Venezia sarebbe rimasta in piedi fino a Campoformio ? E Roma ? La Spagna sarebbe rimasta a fianco del Papa in caso di invasione turca ? .. Nuovi romanzieri coraggiosi cercasi.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gerardo (09-02-2011) Un bellissimo saggio sulla battaglia di Lepanto e specialmente su tutto ciò che la precedette.
Scorrevole, si segue la vicenda con molta partecipazione, quasi si fosse lì presenti a trepidare con i protagonisti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo (26-01-2011) Libro impressionante per la ricchezza di dati e citazioni di documenti dell'epoca e allo stesso tempo scorrevole e godibile come ogni libro di Barbero. Perfetto per la piena comprensione di un evento storico il cui ricordo nell'immaginario europeo è stato tanto impressionante quanto ridotti sono stati i suoi effetti reali, politici e militari. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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