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Di Vito Luca; Gialdroni Michele - Lipari 1929. Fuga dal confino | È una notte senza luna quella del 27 luglio 1929. Sono le 21.30 quando un motoscafo si avvicina alla costa di Lipari. L'imbarcazione, motori spenti, è ancora immersa nell'oscurità quando tre ombre, che hanno eluso la sorveglianza di Milizia fascista e Carabinieri, la raggiungono a nuoto. Braccia amiche issano a bordo i tre uomini. Il motoscafo riparte. Una settimana dopo, a Parigi, Gaetano Salvemini accoglie Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti evasi dal confino. Pochi giorni dopo, gli stessi fondano Giustizia e Libertà. "Lipari 1929" è la ricostruzione di quella vicenda, un collage narrativo dei ricordi, delle lettere, dei messaggi e dei dispacci dei protagonisti dell'impresa, dei testimoni, dei sorveglianti. Tutte le fasi della fuga dal confino di Lipari, dal sorgere dell'idea al suo compimento, vengono narrate in un racconto dove dialogo e confronto tra punti di vista spesso opposti scandiscono il ritmo della storia. Una voce narrante accompagna e lega insieme l'alternarsi di entusiasmi e delusioni dei confinati di Lipari, spiega i retroscena internazionali, chiarisce le strategie messe in atto dalle forze in campo. Le immagini entrano nel testo e diventano parte integrante di una vicenda tormentata, che si dipana tra idee balzane, tradimenti, traversate marittime e viaggi fluviali, appuntamenti in località esotiche e pistole sempre pronte.
| La recensione de L'Indice |
 Lo si sarebbe potuto chiamare "La grande beffa al fascismo". Questo è un libro singolare, un "documentario a parole", per dirla con i suoi stessi autori. Vi si racconta l'evasione da Lipari di Emilio Lussu, Carlo Rosselli e Francesco Fausto Nitti nel luglio 1929. Se il verbo "raccontare" fosse impiegato a commento di un saggio di storia, il saggista in questione si altererebbe assai. Ma qui non siamo di fronte a un saggio storico, né storici pretendono di essere Di Vito e Gialdroni, il cui intento è quello di tornare su una vicenda già ampiamente nota, facendo parlare fonti disparate (carte d'archivio, epistolari, memorie), riprodotte fedelmente e in sequenza così da dare forma a un flusso narrativo i cui argini vengono di continuo rinforzati dalla corsivata voce fuori campo degli autori. Di meno, rispetto al lavoro dello storiografo, c'è la contestualizzazione politica e sociale dell'evento: come in un documentario o in un film d'avventura, la narrazione tiene in scarso conto gli antefatti e in due paginette conclusive, non indispensabili, liquida i destini che attenderanno gli attori dopo il 1929. Di più, sempre rispetto al lavoro dello storiografo, c'è la cura per la ricostruzione del profilo psicologico dei personaggi, osservati non tanto nel loro ruolo di esponenti dell'antifascismo, quanto semmai come coatti ingiustamente trattenuti, che progettano la propria fuga, la organizzano con il concorso di parenti e compagni di fede (Gioacchino Dolci, Alberto Tarchiani, Gaetano Salvemini ecc.) e si allenano da provetti nuotatori affinché il piano abbia successo. La fuga: ecco la vera protagonista di un libro avvincente in vari passaggi, specie se si riesce a rimuovere il ricordo di un regime, qui splendidamente irriso, che per tre lustri ancora avrebbe continuato a confinare, torturare e uccidere i suoi oppositori. Roberto Giulianelli |
maqroll (09-10-2009) Un'interessante e riuscita operazione editoriale, saggistica, letteraria. Il libro narra la vicenda della fuga dal confino di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti. La novita' sta nel fatto che i due autori, dopo una lunga ricerca d'archivio, utilizzano sapientemente e "montano" con accortezza il materiale memorialistico, epistolare e telegrafico, costruendo un resoconto che e' al tempo stesso veritiero ed avvincente, rigorosamente storiografico e di gradevole lettura.
Da consigliare non solo a quanti siano interessati a quel periodo storico e a quelle vicende politiche, ma anche a coloro che semplicemente cercano una sapida storia di intrighi, progetti, fughe. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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