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Trevisan Vitaliano - Tristissimi giardini | "Una rotazione completa del tamburo rotante della betoniera intorno al suo asse: su questa unità di tempo è tarato l'orologio degli umani e dei flussi relativi; o viceversa, in fondo la cosa ha poca importanza: animali, vegetali, persone, sentimenti, pensieri, ovvero merci e flussi di merci, e in definitiva tutto ciò che si muove in e per questo territorio, si regola sullo stesso metronomo, 'lavora' con gli stessi secondi, o meglio, nel caso umano, ne ha impressione; ma negli interstizi, nelle pieghe, nei bordi, negli spazi residui, abbandonati, ai margini, fuori dal flusso, un altro tempo lavora e così in ogni caso moriamo. Curioso: i luoghi in cui più intensamente se ne percepisce la presenza sono le fabbriche abbandonate. La prima impressione che si ricava, esplorando questi spazi, è che lì il tempo si sia improvvisamente fermato, ma naturalmente no, non è così, solo non scorre, non fluisce, soggiorna, abita il luogo, ne pervade l'atmosfera, si fa respirare, toccare, pensare, e nel mentre lavora, indifferente, con ostinata determinazione."
Media Voto: 4.33 / 5manlio brusatin bruma@prometeo.com (23-10-2010) Grande scrittore "alla vicentina" come Piovene, Parise e anche Meneghello. "Alla vicentina" come lo stock fish è stato fatto venire dalle isole Lofoten fino all'osteria-con-cucina di Malo (VI). Trevisan ha una scrittura sempre più pseudo-plebea cioè grandemente aristocratica, sempre più seghettata rispetto al modello ormai felicemente rottamato di Thomas Bernard, e questo è un libro che dopo la sua lettura brucia come inutile segatura tutti I numeri primi, Acciao... Qui nei Tristissmi giardini, cioè amatissimi, c'è tutto il neo e il post Veneto, quello possibile e quello visibile ormai come uno "specchio infranto". Mai paura !
. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lidia gogolis@alice.it (17-07-2010) Io non trovo che ci siano cattiverie gratuite, ma il poderoso coraggio di esprimere un'opinione, quale che sia, nel leccato ed artefatto mondo dell'estetica e dell'arte, in cui si pretende che le parole siano volatili e vacue come gli chiffon delle modelle sfilanti in passerella. Qui le parole sono quello che sono, piume, quando debbono essere piume, mattoni quando debbono essere mattoni.
Non ricordo letture così emozionanti da una vita, dai tempi di Pizzetti e di Assunto. Questo libro è un piacere totalizzante, che spazza via ogni altra considerazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gilberta pezzin (21-06-2010) Premesso che conosco troppo bene l'autore per inviare un commento obiettivo, il libro mi piace, perché amo il suo stile, la sua sferzante critica, la sua intransigenza... talvolta le sue cattiverie sono gratuite. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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