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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Ricci Luca - Come scrivere un best seller in 57 giorni

Come scrivere un best seller in 57 giorni TitoloCome scrivere un best seller in 57 giorni
AutoreRicci Luca
Prezzo
Outlet -50%
€ 4,75
(Prezzo di copertina € 9,50)
Dati2009, 109 p., brossura
EditoreLaterza  (collana Contromano)
  
 Disponibile in eBook a € 6,99

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Descrizione
"Dobbiamo scrivere un romanzo sentimentale, alla Via col vento, guerra di secessione e amori tormentati, soldati e corna. - Ambientiamolo nel medioevo, alcuni alieni rapiscono un gruppo di monaci, un romanzo di fantascienza retroattiva". "Io scriverei un western ambientato ai giorni nostri, dove i duelli con le pistole si svolgono a Wall Street, dopo un conflitto nucleare". "Io avanzai l'ipotesi di un thriller con protagonista un anatomopatologo. Avevo sentito dire che gli anatomopatologi andavano per la maggiore nei best seller, anche se avrei avuto qualche problema a spiegare quale professione svolgessero di preciso..."

La voce della critica


Scrivere conto terzi per aiutare un eroe sfortunato non è impresa nuova, da Cyrano in poi. Raffazzonare un best seller per arricchirsi in fretta, men che meno. Ma se a farlo sono quattro scarafaggi e la nobile causa è quella di risparmiare lo sfratto a uno squattrinato scrittore parigino, nel cui lurido appartamento i quattro insetti vivono da re, ecco che il remake kafkian-cyranesco diventa anche un divertente saggetto sulla letteratura di consumo.
Briac è uno scrittore puro. Non vuole scrivere un libro, ma un capolavoro. Dalla sua penna non esce niente da anni, se non un'ambiziosa lista dei "Principi fondativi del racconto nel XXI secolo". Per questo rischia lo sfratto. I quattro scarafaggi – di nome di nome guarda caso John, Ringo, Paul e George – decidono di aiutarlo, scrivendo a suo nome un libro che renda abbastanza da risolvere i suoi problemi finanziari. Le ispirazioni: i "Principi" narrativi di Briac, presi alla rovescia (facendo l'esatto contrario di quello che uno scrittore puro ritiene buono e giusto, magari qualche copia si arriva a venderla), e la portinaia di nome guarda caso Rossana, a cui chiedono consigli in chat con il nickname Cyrano. In 57 giorni sfornano un romanzo che la portinaia divora con entusiasmo, e che promette di diventare un vero best seller.
Il nuovo libro di Luca Ricci affronta ridendo temi di capitale importanza. La lettura deve essere un'esperienza estetica o ricreativa? E lo scrittore una macchina da entertainment o un individuo esangue e pieno di sé? Scrivere un libro: basta mettersi di buzzo buono e seguire regole prefissate, o bisogna aspettare l'ispirazione? E poi, cosa ha da dire la letteratura? È abbastanza imbastire una trama avvincente, che emozioni il lettore e gli dia l'impressione di esaurire il mondo di cui parla, come fanno le quattro blatte saltellando a ritmo sulla tastiera del pc? No, ma almeno un lettore, Rossana, loro ce l'hanno. La letteratura sperimentale di Briac fa ancor meno: rimane pura teoria nella lista dei "Principi fondativi", la sola opera che lui abbia completato.
Il formalismo di Briac e il successo commerciale degli scarafaggi sono, come in una parabola, due estremi esemplari: libri usa-e-getta versus sperimentazione fine a se stessa. Ma la morale qual è? Di certo si simpatizza istintivamente con gli scalcinati scarafaggi-scrittori, e Briac e la sua conventicola sono ritratti con precisione impietosa come "idioti letterari ibernati nel mito della bohème". E però, a ben guardare. I "Principi fondativi del racconto nel XXI secolo" scritti da Briac somigliano molto – lo ammette anche l'autore – agli appunti per una letteratura "pura, etica e all'occorrenza formalistica" enunciati da Ricci nel suo blog http://persecutorio.iobloggo.com. E le due opere precedenti di Luca Ricci, la raccolta L'amore e altre forme d'odio (Einaudi, 2006: racconti brevissimi) e La persecuzione del rigorista (Einaudi, 2008: romanzo breve ma intenso), sembrano rispondere – nel gusto scarno che ricorda Carver, nella forma scorciata, nella rinuncia "ad affrontare tutto il reale" – proprio ai principi di Briac, gli stessi che gli scarafaggi capovolgono creando il loro best seller. E infine la biografia in copertina cita, a beneficio dei più attenti, la lezione "I dieci comandamenti del racconto breve" che Ricci porta nelle scuole di scrittura. I due scrittori, insomma, sono parenti stretti, e l'uno sembra parlare per bocca dell'altro.
Malgrado l'antipatia di Briac, quindi, non è credibile pensare che Ricci tifi per i suoi simpaticissimi – e coltissimi – scarafaggi. Se un libro di successo sanno scriverlo loro, sembra dirci, lo può fare chiunque. Ma cosa dev'essere dei vari Briac, bene intenzionati e con alte aspirazioni, però non più capaci di comunicare con il genere umano? Devono sparire, sostituiti dagli scrittori-insetti dell'industria culturale? Forse no. Ma la scelta è fra sparire e mediare. "Tradire il proprio mezzo espressivo per farlo sopravvivere", come dice nel libro un esperto di cybercultura in tv. Niente snobismo, niente culto dell'autore (e c'è chi legge, nel nome del vanitoso Briac, una frecciata via anagramma a un noto scrittore nostrano) e la consapevolezza che lo spazio per formalismi e sperimentazioni è poco. Dopodiché – e a parlare è ancora Luca Ricci, ancora dal suo blog – può anche non interessare "l'accanimento terapeutico. Se la letteratura deve morire, che muoia, come è già successo con l'opera o il balletto". Lasciando il campo agli scarafaggi, una specie tra le più resistenti ai cataclismi naturali e, a quanto pare, anche a quelli culturali. Del resto, non sarebbe la prima volta che un insetto prende il posto di uno scrittore.
Irene Soave

I vostri commenti
7 recensioni presenti.  Media Voto: 4.14 / 5 | Invia recensione

Umberto Mottola mottolau.buggiano@gmail.com (20-07-2013)
Breve romanzo di fantasia e allo stesso tempo breve saggio sulla scrittura, di godibile lettura. Molto lungimirante e premonitore quanto si legge a pagina 84: "-I parlamenti si suddividono nei seguenti partiti: molto a destra, a destra e un po' meno a destra."
Voto: 4 / 5
Simone (06-06-2011)
Divertente, originale, con echi kafkiani, citazioni e tanto amore per la letteratura. Un racconto piacevole su come nasce un best seller, quali criteri deve perseguire, quali possibili effetti ha sul lettore. Tutto visto dall'ottica di... 4 scarafaggi!!! Bravo Ricci.
Voto: 4 / 5
madmax (21-07-2010)
E' un finto manuale di scrittura straordinario. L'autore non sposa nessuna ideologia, non è a favore del mercato, ma non si schiera neppure con gli esteti e i cantori della morte della letteratura alta. Diabolicamente, il libro si avvale sempre di una via di fuga, e quando si pensa di aver capito da che parte stare, ecco che uno scenario nuovo si affaccia all'orizzonte. Un marchingengno diabolico e perfetto, avrebbe fatto la gioia di Borges e delle sue biblioteche immaginarie.
Voto: 5 / 5
fabio colasanti (29-10-2009)
Nel corso degli anni la collana Contromano di Laterza è diventata una sorta di palestra dove ci si allena. L'allenamento consiste nel resistere ai libri standardizzati e mediocri delle nostre stagioni letterarie. Resistere ai romanzi tutti "narrazione" e "colpo di scena". Di questa collana, il libro di Ricci sembra essere il manifesto programmatico. Una favola che è anche un saggio che è anche un libro sperimentale e un tentativo di best seller insieme.
Voto: 5 / 5
berto (29-10-2009)
L'ironia ha questo di meraviglioso: non tutti la capiscono. Divertente dal'inizio alla fine, questa è una favola punk come da tempo non se ne leggevano!
Voto: 5 / 5
Matteo (28-10-2009)
L’ultimo libro di Luca Ricci è un meta-racconto, un saggio di sociologia dell’editoria (ammesso che esista questo campo d’indagine), una fiaba pop (la copertina da B-movie riassume da sola buona parte del senso “meta” del libro), una struttura narrativa che mostra se stessa e racconta il punto di vista di un gruppo di quattro scarafaggi alle prese con la stesura di un best-seller. Ricci non appartiene alla famiglia degli oulipiani, così il racconto che le blatte riusciranno a completare, per lo scrittore Ricci/Briac, non è coincidente con lo stesso libro che il lettore si trova in mano. “Come scrivere un best seller in 57 giorni” mette in scena la dicotomia tra letteratura come impegno etico e letteratura come prodotto tecnico, riproducibile, di consumo. Presentato come un “Controromanzo”, il libro di Ricci è un bel saggio travestito da meta-narrazione. Ma anche una narrazione ironica e godibilissima.
Voto: 5 / 5
MARIO FELICE TOCCO (27-10-2009)
un best seller in 57 giorni,probabilmente l'autore pensa di aver soddisfatto il titolo del suo libello a giudicare dalla quantita di copie che si vedono nelle librerie,si vedono ma dubito si vendano. non capisco cosa e' se un saggio un romanzo o un ibrido,non capisco come una casa editrice come la laterza abbia potuto pubblicare qualcosa che si distacca radicalmente dalla sua storia. comunque un un bric e brac non ben riuscito e molto presuntuoso,che ha come modello il, almeno per me illegibile,moccia, fortuna che, insieme a questo, ho comprato il libro della spinelli sempre edito dalla laterza!
Voto: 1 / 5

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