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Ferroni Giulio - Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero |
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Titolo | Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero |
| Autore | Ferroni Giulio | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 1,35)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2010, 109 p., brossura |
| Editore | Laterza
(collana Il nocciolo) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,49 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Sottrarre anziché accumulare, ritrovare la passione e la bellezza dell'essenziale. Scrivere di meno, scrivere meglio. "Insieme ad una radicale ecologia dell'ambiente fisico abbiamo sempre più bisogno di un'ecologia della comunicazione, che agisca come ecologia della mente, che liberi le nostre menti dagli scarti infiniti che le tengono in ogni momento sotto assedio, con una variegata catena di manipolazioni a cui ben pochi arrivano a resistere. Ed è sempre più necessaria un'ecologia del libro e della letteratura, capace di operare distinzioni nell'immenso accumulo del materiale librario prodotto".
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.16 / 5Iannozzi Giuseppe (24-04-2012) Più che mai indispensabile per comprendere appieno la deriva vuota e narcisistica della narrativa italiana contemporanea, da Margaret Mazzantini a Tiziano Scarpa, da Alessandro Baricco a Paolo Giordano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio giltacitu@yahoo.it (23-06-2010) Mi sarei aspettato da Giulio Ferroni un pamphlet più compatto e omogeneo e più arrabbiato. Ormai i pamphlet contro “le offese della vita moderna” costituiscono un genere letterario: Piergiorgio Bellocchio, Alfonso Berardinelli, Raffaele Simone... Penso però che il tempo delle riguardose lamentazioni sia finito, che sia tempo ormai di darsi alla macchia e di chiamare per nome i maestri di pensiero responsabili di aver reso ottusi e banali milioni di cittadini di sinistra. Umberto Eco è forse il più pernicioso. Lui, come un re Mida, trasforma in “cultura” tutto quello che tocca. In una “Bustina di Minerva” (che immagino scriva con estrema facilità mentre guarda la TV o quando è impegnato in più basse occupazioni) lodava con entusiasmo i telefilm polizieschi del commissario Montalbano e aggiungeva: “Ma poi a letto leggo Omero”.
Quando ci furono le penultime primarie per scegliere il segretario del Partito Democratico, tutti i giornalisti della premiata ditta La Repubblica-L’Espresso furono mobilitati a sostegno di Veltroni. Giorgio Bocca, a quasi novant'anni, non si sottrasse all'ingrato (spero per lui)dovere e con grande disinvoltura scrisse nella sua rubrichetta sul Venerdì di Repubblica che Veltroni era un uomo di lettere, un oratore eccezionale, un politico di grande statura, ecc.
La Repubblica e i periodici collegati, grazie alle sensibili banalità di Pietro Citati, Adriano Sofri, Corrado Augias, David Grossman, all'umanesimo da liceale di Eugenio Scalfari, ecc. ecc., sono diventati il CEPU dei ceti medi di sinistra, come una volta le Case del Popolo erano l’università degli operai.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gabril (09-06-2010) "Ricerca dell'essenziale, impegno nell'ascolto del mondo, cura per il suo destino, disposizione a dislocare l'invenzione e a toccare il cuore del linguaggio. Ci saranno nel nostro paese scrittori all'altezza di questa necessità?"
Con questa domanda Ferroni conclude le sue considerazioni sulla letteratura odierna.
La domanda che a me sorgeva spontanea via via leggendo (e indipendentemente dal fatto di essere d'accordo o meno con i contenuti) era -specularmente- questa: quando sarà passata questa generazione di critici, intellettuali pensanti capaci di selezionare e distinguere, chi sarà in grado di opporsi alla volgarità dilagante, alla montante marea nera della (dis)umana indifferenza? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo (28-05-2010) Ferroni è un critico che riesce ad osservare con grande intelligenza, dall'alto della sua esperienza, le dinamiche della triste situazione letteraria italiana e, più in generale, della cultura del nostro paese. In questo libro tratta quelli che poi sono alcuni dei punti fondamentali delle sue recenti pubblicazioni: l'assoluta necessità di un'ecologia della letteratura,della mente e della comunicazione; l'aspro attacco verso le forme di una letteratura priva di una vera forza ma piuttosto chiusa nella ripetizione meccanica di alcuni aspetti della società italiana senza approfondirli con la necessaria carica critica e linguistica, ma piuttosto corrotta dalle forme comunicative mediatiche e sostenuta dai festival letterari, lo Strega in primis, ormai svuotati di ogni qualità (nell'albo d'oro di questo premio risultano nomi come Pavese, Morante, Moravia, Volponi e Landolfi); il racconto come possibile strada da percorrere per una rivitalizzazione della letteratura.
Un libro interessante consigliato a chi voglia sentire il parere di un critico tra i più importanti nel panorama italiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
patroclo (10-05-2010) Ferroni si trova bene nel ruolo dell´intellettuale accigliato e rigorosamente anti-modernista. in ogni modo ha idee originali e spunti interessanti, per cui la lettura di questo saggio (peraltro si legge in un paio d´ore) é utile Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maria (02-05-2010) Un libro davvero notevole! Mi ha fatto commuovere scoprire che esistono ancora intellettuali cosi', capaci di usare il pensiero e di fare sforzo d'attenzione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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