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Bevilacqua Piero - Il grande saccheggio. L'età del capitalismo distruttivo |
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Titolo | Il grande saccheggio. L'età del capitalismo distruttivo |
| Autore | Bevilacqua Piero | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2011, XXXII-217 p., brossura, 4 ed. |
| Editore | Laterza
(collana Anticorpi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Dovrebbe apparire chiaro che non ci sarà 'ripresa' e che non è il caso di aspettarla. Godot non arriverà. Oggi dovrebbe apparire evidente una realtà elementare. Occorre travalicare i confini della cultura economica che ha generato la crisi, per comprendere che non si è verificato un semplice guasto. Non è una ammaccatura della carrozzeria. È il motore, il cuore della macchina, che è bloccato dalla ruggine e non ce la fa più." Piero Bevilacqua non ha dubbi: la crisi esplosa nel 2008, e tuttora in corso, non è semplicemente il frutto di una speculazione finanziaria finita male per assenza di regole. È invece il segnale di "una crisi di sistema" che si esprime in una gigantesca disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e in una organizzazione della società che non corrisponde più alle potenzialità produttive del capitalismo del nostro tempo. Pensare di "uscire dalla crisi" con la semplice regolamentazione dei mercati finanziari è un'illusione. Occorre riorganizzare interamente la società. L'immensa ricchezza che il capitale è oggi in grado di produrre, che potrebbe fornire benessere e libertà all'umanità intera, poggia su pilastri culturali e su un'architettura sociale ancora sostanzialmente ottocenteschi. I rapporti tra gli stati, gli orari di lavoro, i ritmi della vita quotidiana, l'organizzazione delle città, il nostro rapporto con la natura, tutto si regge ancora entro i vincoli e le culture della vecchia società industriale.
Letizia Lrc@wanadoo.fr (28-05-2011) Bel libro, ottimo compendio dei mali contemporanei, con una serie di proposte per porvi rimedio. La critica muove dalla constatazione del fallimento della teoria capitalista, i cui risultati negativi sono occultati se non negati. Si esamina il metodo di calcolo del Pil, insufficiente e non veritiero, e si prova come la supply side economics, basata sui precetti classici della domanda/offerta non abbia dato alcun impulso al mercato. Un'osservazione interessante riguarda la supina accettazione dei dettami di Adam Smith, che prendeva a riferimento gli agricoltori scozzesi; non si può infatti trascurare il profilo antropologico e sociologico del modello ed osservare che quegli agricoltori erano « timorati di Dio ». Qui Bevilacqua sfiora un tema approfondito doviziosamente da E. Todd nel suo « Après la démocratie », cui rimando perché l'analisi antropologica è, come mostra il libro, essenziale e strategica. Altro tema fondamentale è quello della semplificazione dei modelli (economico, politico, sociale ed infine storico) in società contemporanee che sono invece altamente complesse. Alla semplificazione consegue l'iperspecializzazione delle competenze, che si traduce nella svalutazione della complessità, nella cecità alle problematiche e quindi nell'incapacità non solo di saper vivere nella società complessa, ma di parteciparvi o di poter indurre cambiamenti. Risultato, cito: « una cultura a responsabilità limitata e a irresponsabilità generale ». Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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