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Urbinati Nadia - Liberi e uguali. Contro l'ideologia individualista |
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Titolo | Liberi e uguali. Contro l'ideologia individualista |
| Autore | Urbinati Nadia | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2011, 175 p., brossura, 3 ed. |
| Editore | Laterza
(collana Anticorpi) |
| | Disponibile anche in ebook a € 10,90 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La modernità come cultura dell'individualità (e perciò dei diritti) e la modernità come individualismo economico e tecnica del potere: questa dicotomia ha fatto da cornice alla nascita della democrazia a partire dal Sei-Settecento. Ha anche reso complessa la critica all'individualismo, il cui opposto non è solamente una società cetuale e antimoderna. L'individualismo democratico è l'alternativa più coerente all'ideologia individualista perché è una cultura politica e morale di rispetto della persona, dei suoi diritti e della sua fondamentale eguaglianza. Il suo opposto non è soltanto un mondo strutturato per gerarchie, ma anche un modo di concepire la società moderna come dominio del privato. L'individualismo non denota la fine della politica, ma invece un modo di concepire la sfera pubblica come la sede dove si creano diritti, regole e istituzioni per riuscire a condividere i beni comuni e apprendere a rispettarsi quando interessi e idee divergono, senza cercare né la fuga dalla politica né la sua subordinazione ai voleri e alle passioni del privato.
Andrea Ruini andreaxruini@libero.it (07-07-2011) C'è una ambiguità di fondo: il libro è "contro l'ideologia individualista", come dice il sottotitolo, o tenta di separare un individualismo "cattivo" da un individualismo "buono"? Ancora più grave è che questa separazione si basi su un elemento moralistico, sulle categorie dell'altruismo e dell'egoismo. E' sbagliato sostenere, come fa Urbinati, che il giudizio politico sia equivalente al giudizio morale: sono cose diverse. Per favorire l'individualismo "buono", Urbinati sostiene la necessità di una "permanente azione educativa", perché "la società democratica è un permanente progetto educativo": l'individualismo "buono" si può sviluppare solo in una "comunità etica" (che brutta espressione, e quanto somiglia allo "Stato etico" di Gentile!). Per Urbinati è necessario favorire l'individualismo "buono" con uno "sforzo educativo e di partecipazione", un "lavoro lungo e lento di educazione dei sentimenti", che operi nella sfera privata e sociale, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro, in modo da riuscire a "guidare i comportamenti in tutte le relazioni sociali", nelle relazioni pubbliche e in quelle private. Per un liberale (come credo di essere) sono espressioni che fanno rabbrividire.
Urbinati esalta la partecipazione degli antichi, dimenticando che i cittadini della polis potevano dedicarsi alla cosa pubblica perché gli schiavi lavoravano al loro posto. Nella polis non c'era spazio per i diritti dell'individuo: capitava che l'assemblea dei cittadini decretasse la condanna a morte di qualcuno, senza un regolare processo, come capitò a Socrate. L'individuo liberale non è un individuo "neutro, vuoto di specificità culturali, economiche o di genere". Tutta la polemica di Urbinati contro il liberalismo è eccessiva; è assurdo dire che il liberalismo economico sia "incompatibile con una visione democratica della politica", o che favorisca la tirannia. I regimi totalitari del Novecento sono regimi che hanno cercato di cancellare l'individualismo economico. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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