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Pincio Tommaso - L' hotel a zero stelle | "Ho immaginato il mio albergo ideale. Un hotel a zero stelle i cui ospiti tipo dovrebbero essere i vagabondi dell'anima, coloro che ancora gironzolano alla ricerca di sé, senza troppa arte né parte. In questo albergo non poco scalcinato si può stare fin quando si desidera, perlomeno fintanto che non si è diventati ciò che si è. L'ospite può starsene chiuso in camera, leggendo o riflettendo sul proprio passato o su cosa intende fare del proprio futuro. Se ne ha voglia, può scendere dabbasso e scambiare quattro chiacchiere con il portiere tuttofare dell'albergo, che ha sempre qualcosa da dire, qualche lezione di vita da impartire. Inoltre, diversamente dai normali alberghi, l'ospite può esplorare l'edificio dal piano terra sino al tetto, dal quale è possibile ammirare un magnifico cielo stellato nelle serene notti di luna nuova. Si può persino bussare alla stanze degli altri ospiti, i quali, essendo vagabondi dell'anima anch'essi, saranno più che felici di accogliervi e scandagliare in vostra compagnia il senso dell'esistere e tutte le questioni a questo senso legate, che sono poi la chiave per orientarsi nel mondo all'esterno, spesso assai meno inospitale del vostro albergo. Solitamente, un buon albergo a zero stelle si compone di quattro piani perché così vuole il mito della conquista di sé, articolato, come noto, in quattro fasi. Alla maniera del viaggio dantesco per i regni ultramondani, il viandante in cerca di sé passa dallo smarrimento in qualche selva oscura a tre fasi successive."
Media Voto: 4 / 5Patroclo (25-05-2011) non mi é chiaro perché nell'altra recensione di parli di "romanzo", io direi che é assolutamente un saggio autobiografico. il titolo é peraltro poco piú di un pretesto, non particolarmente sviluppato nel libro. a Pincio interessa soprattutto parlare dei suoi autori preferiti, e della influnenza di questi su diversi momenti della sua vita, sulla sua formazione. in questo senso questo saggio letterario/ autobiografia apre scorci interessanti, si veda ad esempio il capitolo su Kerouac Voto: 3 / 5 |  |  |  |
franco scaramuzzi (05-05-2011) E' uno scrittore coi controfiocchi, Tommaso Pincio. Poco conosciuto, mi pare, ma quanta qualità nei suoi libri precedenti, e che idea di fondo in questo romanzo in cui riesce a non essere mieloso pur dovendo parlare di destini e di un'autobiografia che ha qualche rimpianto. Il libro costringe ad una rilettura, pregio dei romanzi che lasciano un segno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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