|
|  |
Zagrebelsky Gustavo; Mauro Ezio - La felicità della democrazia. Un dialogo | Pensi davvero che ci sia da temere per la democrazia, anche solo come forma politica? Non ti pare che ormai, nel mondo occidentale, nessuno oserebbe proclamarsi antidemocratico? Perfino i dittatori, quando prendono il potere, sciolgono il Parlamento e sospendono i diritti, dicono di farlo per restaurare la 'Vera democrazia'. La democrazia è l'ideale del nostro tempo. Ma la democrazia è un sistema di governo molto compiacente. Può ospitare tante cose, senza abbandonare il suo nome. C'è da preoccuparsi perciò della sua salute, cioè della sua efficacia, che è poi la sua capacità di mantenere le promesse. Non è strano infatti che alla massima estensione spaziale della democrazia corrisponda un'insicurezza, anzi uno scetticismo crescente, diffuso e diffusivo nei suoi confronti? Il disincanto democratico, si sta diffondendo sempre di più, non tra chi appartiene ai giri del potere, ma tra chi ne è escluso. E il segno che la democrazia, come ideale politico si sta appannando, anzi, sta facendo una semi-rotazione: dal basso all'alto. Ma se chi ne ha più bisogno rinuncia alla democrazia come ambito di libertà nel quale è possibile l'emancipazione, il cambiamento, la semplice affermazione di diritti, allora la democrazia è mutilata, perché parziale. E dove va chi è deluso dalla democrazia? Non va da nessuna parte, perché non ci si può astenere dalla democrazia come se fosse un'opzione politica. Il fatto è che la democrazia è fragile, è delicata, è manipolabile...
Media Voto: 4 / 5Nicola Giuliani (07-11-2011) La constatazione e le osservazioni di Gustavo Zagrebelsky,in questo libro,pare siano di sfiducia,ma anche di stimolo a che le cose migliorino,in modo da riuscire a dare significato concreto pur se non esaustivo a questa forma di gestione della vita sociale,che come obiettivo finale si pone,come evidenziato nella Costituzione Americana,il raggiungimento della felicità. Luciano Canfora in una sua recensione pone in evidenza come questa problematica parte da lontano "(per Aristotele la democrazia è il governo dei poveri)".Ezio Mauro,da giornalista attento e di rilievo in questa battaglia migliorativa della società italiana,appare più fiducioso,pur se cosciente che il traguardo non può che essere ancora lontano.E'da evidenziare che la Costituzione Italiana,pur esponendo magistralmente i principi fondamentali e la disciplina dei diritti e dei doveri su cui deve basarsi la democrazia in un'Italia venuta fuori dal precedente regime dittatoriale,ha trovato scarsa attuazione.Ciò purtroppo a motivo anche,e specialmente,di una non profonda conoscenza e assimilazione del suo contenuto da parte dei cittadini.Non si sa se volutamente o meno è mancata nelle scuole e conseguentemente nelle famiglie questa opportuna sensibilizzazione,che specie dopo l'indottrinamento fascista,andava in particolar modo curata e perseguita.Leggere e diffondere,pertanto,questo libro e magari anche i due di Gherardo Colombo sullo stesso tema: "Democrazia" e "Il grande inquisitore-Il peso della libertà",aiuterebbe gli Italiani a fare notevoli passi avanti in questo arduo cammino.In particolare la rilettura del memorabile capitolo di Dostoevskji,proposta da Gherardo Colombo, dovrebbe indurre ad una ben ampia riflessione sui due coesistenti e persistenti poteri,quello civile e quello religioso,che,specie in Italia,tendono ad intersecarsi e ad integrarsi fra loro,senza minimamente migliorarsi,proprio per mancanza di efficaci stimoli dal basso,e che,quasi sempre, incombono negativamente sulle masse. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carlo (30-05-2011) Dialogo edotto tra due uomini di cultura, con riferimenti all'attualità ed alla storia del diritto, delle civiltà e delle culture dell'uomo. Testo molto denso di spunti, a tratti piuttosto complesso anche se mai ostico. Consigliato a chi vuole provare una lettura impegnata. Da non leggere la sera a letto prima di dormire... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti degli stessi autori |
| I più venduti di Zagrebelsky Gustavo |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|