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Mattei Ugo - Beni comuni. Un manifesto |
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Titolo | Beni comuni. Un manifesto |
| Autore | Mattei Ugo | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
|  | | Dati | 2011, 116 p., brossura, 7 ed. |
| Editore | Laterza
(collana Saggi tascabili Laterza) |
| | Disponibile anche in eBook a € 7,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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"Quando lo Stato privatizza una ferrovia, una linea aerea o la sanità, o cerca di privatizzare il servizio idrico integrato (cioè l'acqua potabile) o l'università, esso espropria la comunità (ogni suo singolo membro prò quota) dei suoi beni comuni (proprietà comune), in modo esattamente analogo e speculare rispetto a ciò che succede quando si espropria una proprietà privata per costruire una strada o un'altra opera pubblica". In questo agile volume Ugo Mattei ragiona attorno a un tema di grande attualità internazionale perché pensare ai beni comuni significa "innanzitutto utilizzare una chiave autenticamente globale che pone al centro il problema dell'accesso e dell'uguaglianza reale delle possibilità su questo pianeta". Dalla lotta per l'università e la scuola pubblica a quella per l'informazione critica; dalle battaglie contro il precariato e per un lavoro di qualità a quelle contro lo scempio e il consumo del territorio; dalla lotta contro la privatizzazione della rete internet a quella contro le grandi opere (TAV, Dal Molin, Ponte sullo stretto), i beni comuni ci riguardano da vicino. Ugo Mattei li considera come riconquista di spazi pubblici autenticamente democratici, base per un pensiero politico e istituzionale nuovo e radicalmente alternativo fondato sulla qualità dei rapporti e non sulla quantità dell'accumulo.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788842097174
Beni comuni. Un manifesto
"Quando lo Stato privatizza una ferrovia, una linea aerea o la sanità, o cerca di privatizzare il servizio idrico integrato (cioè l'acqua potabile) o l'università, esso espropria la comunità (ogni suo singolo membro prò quota) dei suoi beni comuni (proprietà comune), in modo esattamente analogo e speculare rispetto a ciò che succede quando si espropria una proprietà privata per costruire una strada o un'altra opera pubblica". In questo agile volume Ugo Mattei ragiona attorno a un tema di grande attualità internazionale perché pensare ai beni comuni significa "innanzitutto utilizzare una chiave autenticamente globale che pone al centro il problema dell'accesso e dell'uguaglianza reale delle possibilità su questo pianeta". Dalla lotta per l'università e la scuola pubblica a quella per l'informazione critica; dalle battaglie contro il precariato e per un lavoro di qualità a quelle contro lo scempio e il consumo del territorio; dalla lotta contro la privatizzazione della rete internet a quella contro le grandi opere (TAV, Dal Molin, Ponte sullo stretto), i beni comuni ci riguardano da vicino. Ugo Mattei li considera come riconquista di spazi pubblici autenticamente democratici, base per un pensiero politico e istituzionale nuovo e radicalmente alternativo fondato sulla qualità dei rapporti e non sulla quantità dell'accumulo.
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Lorenzo Panizzari (01-11-2012) 4* nonostante i Cap.4-5 non all'altezza. Libro difficile (concetti, scrittura, rif.storici, econ, politica, filos, etica), è un buon "manifesto" a cui manca del tutto la teoria politica volta al perseguimento degli obiettivi. Contro l'attuale meccanicismo-individualismo, la soluz è ridefinire/limitare azione/diritti di Stato, Mercato e Rendite per un nuovo mod ecologista-olista (governo a liv locale da "movimenti", alta partecipaz, democr.diretta). Non spiega chi/come darà inizio al cambiamento di mod sociale; che il cambiam sia già in atto mi sembra un'ottimistica sovrastima.
Intro e Cap.1 fantastici: i Beni Comuni (BC) sono diversi da Propr.Pubbl/Pvt (PPvt alla base dello svl econ; PPubbl dello Stato), sono beni di tutti (acqua, istruz, ospedali) realizzati con denaro pubblico ma non tutelati come P.Pvt (perché?); privatizzarli equivale ad un esproprio collettivo, illegittimo (il Gov amministra, non possiede).
Cap.2e3 Storia/fenomenologia. BC (terra, acqua, risorse, ambiente) e trasf in P.Pvt/Pubbl via modif diritto (che non li contempla/tutela): cambiam/assuefaz sociale e svl modernità industriale, degenerata in neomedioevo di fmi-wto-bm-ceo, legislatori senza doveri sociali a cui gli Stati-Naz si piegano in competizione legiferando al ribasso pro mercati. Qst situaz si è evoluta dalla periferia (paesi poveri) verso il centro industriale (cittadini incuranti).
Cap.4. Contro soc dei consumi (esaspera la P.Pvt), sposta sotto BC le attività collettive e beni culturali ma non spiega come farli funzionare (responsabilità di gestione ed aspetti economici). L'Uni non dovrebbe essere Pubbl o Pvt ma "libera"; mod a cui tendere sono quella Us del XVIII Sec e quella Medievale [perplesso].
< segue...> Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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