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Covacich Mauro - L' arte contemporanea spiegata a tuo marito | Perché Joseph Beuys si è rinchiuso per tre giorni in una galleria in compagnia di un coyote? Perché Chris Burden si è fatto sparare a un braccio? Perché Alberto Burri dipingeva con la fiamma ossidrica? Perché Mona Hatoum ha proiettato la sua gastroscopia? Perché Marina Abramovic ha trascorso un'intera Biennale di Venezia a scalcare ossi di manzo? Tuo marito sta indugiando perplesso, non capisce per quale ragione dovrebbe seguirti a un temibile vernissage, lui che non distingue un acquerello da un olio. Eppure un modo per fargli cambiare idea c'è. Basta sfogliare queste pagine e lasciare che Mauro Covacich, con allegra semplicità, venga a darti una mano e vi conduca insieme nel mondo dell'arte contemporanea.
alida airaghi (11-04-2012) Un libro intelligente e spiritoso, che si propone di introdurre con competenza e senza pedanteria il lettore ai misteri dell'arte contemporanea, cui generalmente il pubblico profano o prevenuto guarda "con il sospetto che si tratti di un sistema molto ben congegnato - i media, le gallerie, le aste, i curatori museali, i collezionisti, i critici, gli autori - per alimentare, e quindi mantenere in auge il più a lungo possibile, una montatura colossale". E lo fa cominciando da una originale definizione di arte:" un oggetto a massima condensazione metaforica", e rivolgendosi simpaticamente a un pubblico di donne, "che, in genere, mostrano più curiosità verso le cose nuove e soffrono maggiormente l'ignoranza". Quindi accompagna una coppia immaginaria (lui recalcitrante e polemico, lei attenta e recettiva) lungo un'ideale galleria di trenta artisti del novecento, rappresentati
fotograficamente dalla loro opera più emblematica. Partendo da nomi universalmente noti (Duchamp, Pollock, Rothko, Warhol), attraversando i percorsi dissimili di sei italiani (Cattelan, De Dominicis, Manzoni, Pistoletto, Fontana, Burri, Penone) e di quattro coraggiosissime donne (Abramović, Calle, Piccinini, Hatoum), arriva a illustrare le scelte più dissacranti e provocatorie del panorama artistico contemporaneo. Quindi le performance demistificanti di Beuys e Nauman, Chris Burden che si fa sparare a un braccio, i mammiferi squartati di Hirst, l'agonia della madre filmata da Bill Viola, la "Land art" di Richard Long... Per finire con i tablet tecnologici di David Hockney, e l'arte che nega se stessa computerizzandosi, "viaggiando su banda larga per chiunque ne voglia godere", offrendosi gratuitamente nella sua riproducibilità: usufruibile e disponibile a tutti, in una rivoluzione futura che questo interessante volume preconizza e spiega (non solo ai mariti!) con sagacia e umiltà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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