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Damilano Marco - Eutanasia di un potere. Storia politica d'Italia da Tangentopoli... |
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Titolo | Eutanasia di un potere. Storia politica d'Italia da Tangentopoli alla Seconda Repubblica |
| Autore | Damilano Marco | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2012, VII-327 p., brossura, 3 ed. |
| Editore | Laterza
(collana I Robinson. Letture) |
| | Disponibile anche in ebook a € 10,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel 1992-93, sotto la spinta degli avvenimenti, Tangentopoli appare una rivoluzione. La fine della Repubblica dei partiti, nata con la Costituzione del 1948, degenerata e affondata nella paralisi e nella corruzione. Un potere che sembrava eterno entra all'improvviso in agonia e cade in modo drammatico, tra arresti, cappi sventolati in Parlamento, attentati sanguinosi. Un crollo senza paragoni nelle democrazie occidentali che nei decenni successivi trova due narrazioni contrapposte. La prima recita: c'era un sistema che ben governava, un colpo di Stato architettato da forze oscure tramite le inchieste dei pm lo ha ferito a morte... La seconda replica: c'era un regime corrotto, arriva un pool di giudici buoni con un pm venuto dalle campagne a spazzarlo via... Oggi, a vent'anni dall'inizio di Mani Pulite, è possibile finalmente uscire dalle aule di tribunale e provare per la prima volta a scrivere la storia politica di quella classe dirigente e della sua rovina. Ripercorrere le scelte dei protagonisti dell'epoca: Graxi, Andreotti, Forlani, Gossiga, Agnelli, Gardini. Le voci dei testimoni, da Antonio Di Pietro a Carlo De Benedetti. I giornali, le trasmissioni, i film, la satira, le canzoni che accompagnarono la rivolta. Gli eroi, i barbari, i suicidi, i gattopardi. Per capire perché la rivoluzione giudiziaria non sia stata accompagnata da un vero cambiamento politico, istituzionale, morale. E perché abbia lasciato il posto all'avvento di Silvio Berlusconi.
Media Voto: 4 / 5Gianca (24-02-2012) Al libro dò il massimo perché mancava una storia del genere, tra l' altro scritta benissimo, a 20 anni di distanza dalla fine della prima repubblica. Non capisco la critica del commento prima del mio: "Si tratta però di una lettura eminentemente politica, che non richiama un argomento chiave per giudicare quel periodo." E allora? Come recita il titolo è una storia politica ed è questo l' aspetto trattato.
Bellissime le interviste ad alcuni protagonisti dell' epoca (Carra, Tabacci, De Benedetti) che fanno emergere fatti inediti ma fondamentali per capire come sia potuta cadere così in fretta la repubblica fondata sui partiti lasciando spazio al fenomeno Berlusconi. Chi nel 1993 avrebbe mai immaginato che nel 2012 si sarebbe parlato - certo non positivamente - di ventennio berlusconiano? Questo libro ha soprattutto il merito di precisare che la famosa discesa in campo non fu una scelta improvvisata in due mesi ma fu pensata e preparata almeno due anni prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Franco (15-02-2012) Una ricostruzione interessante, che consente a chi come me ha vissuto da adulto quel periodo di fare un bel ripasso e anche di scoprire cose che non sapeva. E' senz'altro il momento di ripassare e approfondire la storia degli ultimi 20 anni, per riscoprire che l'ex premier Berlusconi e il suo giornalista di fiducia Vittorio Feltri sul giornale L'Indipendente (basta la parola, come Libero oggi) inneggiavano al lavoro dei magistrati di Mani Pulite, auspicando una bella ripulita generale. Salvo poi fare i garantisti a oltranza e insultare i giudici quando si manifestò il rischio che ad essere indagato fosse proprio l'ex premier. Ma questo è soltanto uno dei tanti temi che emergono dalla lettura. Un altro tema importante riguarda il fatto che la spinta antipolitica della Lega ha "fatto le scarpe" alla propulsione "rivoluzionaria" del PSI, che non aveva mai sfondato veramente in Italia, e che Craxi era già in fase calante prima di mani pulite. Si tratta però di una lettura eminentemente politica, che non richiama un argomento chiave per giudicare quel periodo. Non c'è un solo dato su quanto lievitarono per i cittadini i costi delle opere pubbliche "drogati" dalle tangenti. L'autore non dice, ad esempio, che un chilometro di metropolitana a Milano venne a costare il triplo che a Zurigo, e che la differenza se la intascarono ai nostri danni politici, faccendieri e imprenditori protetti. Mi pare una carenza non da poco, che toglie efficacia al discorso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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